I tweet delle star che scatenano l’ira dei fan

di Enrico Caporale (lastampa.it, 30 luglio 2014)

Mentre le diplomazie faticano a trovare un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, i vip scendono in campo e, ovviamente, si schierano. Ieri alcuni artisti spagnoli (tra cui il regista Pedro Almodóvar, l’attore Javier Bardem e l’attrice Penélope Cruz) hanno firmato un appello in cui viene chiesto a Israele di interrompere subito i raid, definendo l’offensiva nella Striscia un «genocidio». «La popolazione di Gaza – si legge nella lettera – sta vivendo giorni terrificanti e la comunità internazionale non fa niente». Due giorni fa Zayn Malik, musicista anglo pakistano degli One Direction (la band britannica che ha fan in tutto il mondo) era finito nella bufera per un tweet. È bastato condividere l’hashtag #FreePalestine con i suoi 13 milioni di follower e in Rete si è scatenato l’inferno. Continue reading

Anche le regine nel loro grande si ritoccano

Il caso limite è Letizia, neosovrana di Spagna: naso, mento, occhi, seno. Risultato: al 41 per cento dei sudditi piaceva di più prima

di Laura Laurenzi («Il Venerdì di Repubblica», 4 luglio 2014)

Non è una novità che le regine, specie se ex borghesi, bussino alla porta del chirurgo estetico, ma quello di Letizia di Spagna è un caso limite. È certamente ritoccata – ma lo ha fatto per raggiunti limiti di età – la regina Silvia di Svezia; ed è ritoccata, le labbra, il naso, Charlene di Monaco, che si è rifatta (non ce n’era alcun bisogno) addirittura prima del matrimonio. La neosovrana di Spagna, e non da oggi, sta attraversando una sua personale metamorfosi: prima una limatina al naso considerato quasi aquilino, poi un’altra limatina al mento, un po’ troppo volitivo, infine un minilifting in zona occhi e per concludere, si dice, un colpo di bacchetta magica al seno.Rania-Letizia Continue reading

First lady e modella (con figlia), Angelica fa discutere il Messico

Sono un caso le foto sexy della moglie del presidente

di Paolo Valentino («Corriere della Sera», 28 giugno 2014)

NEW YORK – Quando nel febbraio 2009, al primo discorso sullo stato dell’Unione di Barack Obama, la moglie Michelle si presentò al Congresso con un elegante vestito di Narciso Rodriguez, che ne lasciava interamente scoperte le lunghe braccia, furono in molti in America a storcere il naso con disapprovazione. Abbigliamento inappropriato, poco rispetto per le istituzioni, troppa frivolezza modaiola, furono i commenti dominanti. Eppure, a dispetto di tanti riflessi bacchettoni e in alcuni casi apertamente sessisti, il principio affermato dalla First lady si rivelò vincente: «Se ho voglia di andare a sentire mio marito scollata, continuerò a farlo», fu il suo commento. Cosciente o no, Michelle Obama aveva aperto il varco a una diversa iconografia e a una nuova auto-percezione delle donne di potere.Marie_Claire Continue reading

Robert Redford vince battaglia contro la macellazione dei cavalli

(lazampa.it, 9 ottobre 2013)

Robert Redford e i gruppi animalisti hanno vinto la prima battaglia per risparmiare la vita ai cavalli selvaggi delle riserve Navajo: il presidente della Nazione Navajo Ben Shelly ha cambiato posizione e rinunciato a chiedere, almeno per ora, l’abbattimento delle mandrie che, a giudizio di molti della sua tribù, danneggiano le coltivazioni. L’accordo annunciato oggi è frutto della mediazione di Bill Richardson, l’ex governatore del New Mexico: al centro dell’intesa è la raccomandazione al governo federale a far di più per aiutare i pellerossa Navajo a contenere le decine di migliaia di cavalli selvaggi che pascolano liberi sulle loro terre e che, secondo le stime di Shelly, costano alla Nazione Navajo 200mila dollari l’anno (circa 150mila euro) in danni alle proprietà e ai campi. Continue reading