In Italia tutto è commedia, tranne la commedia

di Guia Soncini (linkiesta.it, 2 aprile 2021)

Tutto è commedia, tranne la commedia. Ci ho pensato tutto il giorno, ieri, col compiacimento di chi ha scoperto la legge fondativa dell’Italia del 2021, e con lo scorno di chi ci ha messo tre mesi ad accorgersene: tutto è commedia, tranne la commedia. È la risposta alla domanda che su queste pagine credo d’aver fatto in un centinaio o giù di lì d’articoli: questa cosa che la realtà rubi il lavoro agli sceneggiatori, questo sorpasso continuo della cronaca sulla fantasia, questa quotidianità che ci fa sospirare «dov’è Monicelli, dov’è Risi», questa roba qui è un bene o un male? È commedia il comandante che vende segreti ai russi per meno di quello che un’influencer prende per promuovere una barretta dietetica. È commedia la moglie del comandante, psicoterapeuta disegnata per dimostrarci che non solo in Beautiful, non solo in Billions, non solo in The Undoing: anche nella realtà di Pomezia ci sono psicoterapeute che non capiscono nientissimo di quel che succede in casa loro, figuriamoci nelle vite dei pazienti.

Amazon

Amazon

Continue reading

I talk e i social: ora Dibba fa il prof

di Ruggiero Montenegro (ilfoglio.it, 25 febbraio 2021)

Riecco Alessandro Di Battista. Mezzo rivoluzionario e mezzo giornalista, un po’ turista e un po’ scissionista, poi professore di giornalismo e da ieri anche docente di comunicazione politica. È questa l’ultima impresa del Che Guevara grillino, che pochi giorni dopo aver annunciato di abbandonare il Movimento, in dissenso con la scelta di sostenere Mario Draghi, sale in cattedra per spiegare le dinamiche social della politica, come si sta in tv e nei talk show. “Arrabbiarsi nella comunicazione funziona, innervosirsi mai. Bisogna trasformare lo stress in energia, quando andavo da Floris funzionava così”. L’occasione per il prof. Dibba è stata un corso di comunicazione politica organizzato da Marco Venturini, un consulente che in questi anni ha lavorato con Nicola Morra e con altri esponenti del M5S per preparare le ospitate tv e il public speaking dei grillini, come si legge sul curriculum che si trova anche sul sito del Miur.

Ansa

Ansa

Continue reading

Di Battista sale in cattedra: lezioni di giornalismo a 185 euro

di Laura Cesaretti (ilgiornale.it, 29 settembre 2020)

Un tempo c’era Ernest Hemingway. Oggi c’è Dibba, e basterebbe questa malinconica parabola a dare idea della decadenza di una nobile e antica professione. Ma c’è di più: oltre che reporter d’oltremare, l’ex deputato grillino Alessandro Di Battista si fa anche docente di giornalismo e sale in cattedra per spiegare a giovani di belle speranze le «linee guida per la realizzazione di un reportage dall’estero». Alla modica cifra di 185 euro, e senza spostarsi dal divano di casa perché la lectio magistralis sarà online.DiBattista_Tpi Continue reading

Dibba e Fornero dimostrano che in Italia la rivoluzione si può fare tutti i giorni, ma solo nei palinsesti

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 31 luglio 2020)

A poche pagine di distanza, su quello che qualche nostalgico inguaribile ancora chiama il grande giornale della borghesia italiana, come se in Italia esistessero ancora la borghesia, i grandi giornali, i dimafonisti e i telefoni a gettone – insomma: sul Corriere della Sera –, due storie apparentemente minori ieri si illuminavano reciprocamente: Alessandro Di Battista, massimo rappresentante dell’ala dura del populismo grillino, sorpreso mentre serve ai tavoli nel bar interno di un albergo di Ortona, ed Elsa Fornero, il volto più celebre dell’ultimo governo dei tecnici, impegnata come giurata in un quiz televisivo condotto da Costantino della Gherardesca.

Ph. Claudio Guaitoli / Corriere della Sera

Ph. Claudio Guaitoli / Corriere della Sera

Continue reading

Il MoVimento 5 Stelle e i giornalisti: li odiano, ma li candidano

di Federica Fantozzi (huffingtonpost.it, 16 luglio 2020)

Il finanziamento pubblico all’editoria da cancellare a tutti i costi. La stampa che “difende un sistema”. Tg e giornali locali da “monitorare” per capire come suddividono gli spazi. L’Ordine dei giornalisti da abrogare. I medesimi definiti “sepolcri imbiancati”, “verginelle” che si offendono, “sciacalli”, quando non “puttane e pennivendoli”. E gli slogan, tipo “l’unica stampa buona è quella estera”.

Ansa

Ansa

Continue reading