Archivi tag: Cambridge Analytica

Informazione tossica, colonialismo digitale e profitti mostruosi

di Annamaria Testa (internazionale.it, 19 ottobre 2021)

Ogni nostra decisione sul futuro, piccola o grande, riguardante i prossimi trenta minuti o i prossimi trent’anni, si basa su quello che noi sappiamo adesso. E quello che noi adesso sappiamo, o crediamo di sapere, rispecchia l’assieme delle informazioni che, nel corso delle nostre vite e fino a questo momento, ci hanno raggiunto e colpito. E che, convincendoci della loro rilevanza, hanno incessantemente contribuito a formare, a modificare (o a deformare) la nostra visione di noi stessi e delle cose. Dunque, poter disporre di informazioni di qualità è fondamentale perché sia i singoli sia i governi decidano bene e, per dirla con Steven Pinker, in modo razionale e responsabile: tale, cioè, da “salvare il mondo”.

Artur Debat / Getty Images

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Il discusso libro sulle “brutte verità” di Facebook

(ilpost.it, 25 luglio 2021)

Un libro scritto da due apprezzate giornaliste del New York Times, Sheera Frenkel e Cecilia Kang, uscito negli Stati Uniti il 13 luglio, è da alcuni giorni oggetto di estese attenzioni tra analisti e commentatori interessati all’ampio dibattito sui sociali network. Intitolato An Ugly Truth: Inside Facebook’s Battle For Domination, tratta delle responsabilità di Facebook nella diffusione di comportamenti legati alla disinformazione, all’incitamento all’odio, alle teorie del complotto e alla violenza. Le responsabilità sono principalmente definite in termini di interessi economici nella monetizzazione di contenuti divisivi e infondati, e in termini di mancata attivazione di tempestivi e appropriati protocolli di protezione, nonostante la consapevolezza delle infiltrazioni russe e di altri fenomeni relativi alla sicurezza nazionale all’interno dell’azienda.

Somodevilla / Getty Images

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Le prossime elezioni Usa chiariranno se i social sono armi di propaganda o strumenti d’informazione

di Simone Cosimi (wired.it, 28 settembre 2020)

Le contromisure sono molte. Nel 2016, d’altronde, le polemiche per aver in qualche maniera sostenuto l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca furono infuocate. Chissà, forse anche perché i media non riuscirono – tranne eccezioni – a capire cosa covasse nella pancia degli americani, almeno quelli degli Stati fondamentali per l’elezione, visto che il voto popolare assoluto, inutile al fine del meccanismo elettorale statunitense, premiò Hillary Clinton. Ci ricordiamo i post con le bufale sulla Clinton, le teorie cospirazioniste sull’appartenenza a una setta satanica, le infinite aggressioni su Twitter, Reddit a totale disposizione dei suprematisti dell’alt-right.

Ph. Sarah Silbiger / Getty Images
Ph. Sarah Silbiger / Getty Images

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Smarriti tra social, fake e libertà di parola

di Stefano Diana (huffingtonpost.it, 5 dicembre 2019)

Sacha Baron Cohen non è solo un attore e un grande comico, ma uno strepitoso culture jammer della gloriosa stirpe di Joey Skaggs e degli Yes Men. Come tutti gli eroi del pranking, Baron Cohen manipola i potenti sospendendo per un istante i rapporti di forza usuali e portando alla luce la verità mediante la menzogna.fake-news Continua la lettura di Smarriti tra social, fake e libertà di parola

“La Bestia”, ovvero del come funziona la propaganda di Salvini

di Steven Forti (rollingstone.it, 13 luglio 2018)

Il parmigiano Alessandro Orlowski, da quasi vent’anni residente a Barcellona, è stato uno dei primi hacker italiani. Negli anni Novanta iniziò come regista pubblicitario e realizzatore di videoclip per artisti del mondo indie-rock italiano e internazionale. Queste due passioni sono confluite nella sua attività attuale, quella di spin doctor digitale.LucaMorisi Continua la lettura di “La Bestia”, ovvero del come funziona la propaganda di Salvini

Non è solo colpa di Zuckerberg, l’uomo per natura si fa influenzare da tutto

di Giovanni Maddalena (ilfoglio.it, 24 marzo 2018)

Mark Zuckerberg può stare tranquillo. Non è solo colpa sua. Il meccanismo di Cambridge Analytica per influenzare i votanti ha radici ben più profonde della pianta di Menlo Park.fb Continua la lettura di Non è solo colpa di Zuckerberg, l’uomo per natura si fa influenzare da tutto

Aristotele e Zuckerberg

di Giacomo Papi (ilpost.it, 22 marzo 2018)

Lo scandalo di Cambridge Analytica e le scuse di Mark Zuckerberg mi fanno venire in mente Aristotele, che nella Politica si raccomandava di tenere separate la piazza destinata alla politica da quella destinata al mercato: nei mercati le parole sono usate per vendere, e hanno di mira la persuasione, mentre nell’«agorà libera» sono usate per capire, e hanno di mira la verità.76279_Habermas 0911.qxd Continua la lettura di Aristotele e Zuckerberg