Archivi tag: lgbt+

La parabola di Boy George

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 12 luglio 2021)

Il 24 maggio 1988, in Inghilterra, Galles e Scozia entrò in vigore un emendamento del Local Government Act chiamato Clause 28 (Sezione 28). Questa clausola, votata dal governo conservatore di Margaret Thatcher, obbligava le autorità locali a: “non promuovere intenzionalmente l’omosessualità o pubblicare materiale con l’intenzione di promuovere l’omosessualità” o “promuovere l’insegnamento in qualsiasi scuola finanziata dallo Stato dell’accettabilità dell’omosessualità come pretesa relazione familiare”. È una legge che oggi non esiteremmo a definire discriminatoria, nata in un periodo storico in cui le comunità lgbt+ di tutto il mondo erano sterminate dall’Aids, e gay, lesbiche e trans erano generalmente visti dall’opinione pubblica come degli untori.

Ph. Catherine McGann / Getty Images

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Vettel con maglietta e casco arcobaleno

di Giorgio Terruzzi (corriere.it, 1° agosto 2021)

Che una maglietta possa determinare un’azione disciplinare è un’assurdità difficile da comprendere. Eppure Sebastian Vettel è sotto processo in Ungheria per aver ostentato una t-shirt arcobaleno — con la scritta «Same love» e mascherina coordinata — durante la cerimonia che precede il Gran Premio. Atteggiamento a quanto pare giudicato irrispettoso nel Paese che l’arcobaleno vieta, al pari di altre libertà, secondo il volere del primo ministro Victor Orban.

Epa

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Raffaella: in morte di un’icona

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 6 luglio 2021)

Raffaella Carrà, la diva della tv che prese il nome d’arte da due pittori, il sublime Raffaello Sanzio e il metafisico Carlo Carrà, è stata una delle poche intrattenitrici italiane a guadagnarsi sul campo il titolo, di questi tempi decisamente abusato, di icona. È tecnicamente un’icona perché la sua immagine, grazie alla televisione di cui è stata non solo vedette ma anche innovatrice, è stata diffusa ovunque per cinquant’anni di storia del nostro Paese. Neanche il più snob e insulare degli intellettuali poteva far finta di non conoscerla. Morta a Roma il 5 luglio 2021, Raffaella Carrà è un’icona perché il suo caschetto biondo e il suo sorriso, rimasti immutati per cinquant’anni, sono diventati una specie di geroglifico.

Mondadori Portfolio via Getty Images

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