Da Lenin a Saddam, i dittatori hanno il callo dello scrittore. Ma il più bravo di tutti è Mussolini (così dice un libro uscito in UK)

(pangea.news, 16 aprile 2018)

Esempio emblematico. Nel 1933 Elio Vittorini, che insieme a Cesare Pavese è stato il fautore delle sorti editoriali di Italia nostra, ha 25 anni e tanta smania di far fama. Da giornalista culturale pratica su Il Bargello, settimanale di politica e cultura curato dalla Federazione provinciale fascista fiorentina, direttore Alessandro Pavolini.dictator-literature Continue reading

Orchestra politica: da Putin al piano alla chitarra di Blair, alla tromba di Morales

di Maurizio Stefanini (ilfoglio.it, 16 maggio 2017)

Putin suona. Mentre a Pechino aspettava di essere ricevuto dal presidente cinese Xi Jinping durante il Belt and Road Forum for International Cooperation, a un certo punto si è alzato, si è diretto verso un pianoforte che stava nella sala, ed ha eseguito due brani russi risalenti alla fine degli anni ’50.Putin_pianista Continue reading

Gli africani si riprendono la loro Woodstock

di Giandomenico Curi («Il Venerdì», suppl. a «la Repubblica», 22 settembre 2017)

Il manager Don King aveva chiesto 10 milioni di dollari per organizzare a Kinshasa (allora Zaire, oggi Congo) l’incontro del secolo tra Muhammad Ali e George Foreman. E solo Mobutu poteva permettersi quella cifra, il dittatore che aveva fatto i soldi grazie al rame che la guerra del Vietnam aveva portato alle stelle.Zaire_74 Continue reading

Musica e diplomazia: il K-pop canta al Nord. Ma Kim boccia la stella di “Gangnam Style”

di Guido Santevecchi («Corriere della Sera», 31 marzo 2018)

Pechino – C’è anche Psy, il divo del tormentone Gangnam Style, al tavolo dei colloqui tra le due Coree impegnate in un tour de force diplomatico. O meglio, c’è l’ombra del rapper sudcoreano, perché il governo di Seul avrebbe voluto mandarlo al Nord per un concertone e a quanto pare il regime di Pyongyang ha messo il veto.psy_gangnam_style Continue reading

Fico in autobus? È solo il simbolo della nostra ipocrisia

di Francesco Francio Mazza (linkiesta.it, 27 marzo 2018)

La nostra potrebbe essere definita come l’Età dell’Ostentazione: tutti mostrano tutto, senza ritegno, nel tentativo di mendicare un decimo di secondo della nostra attenzione. Allo stesso tempo, però, gran parte di questa Umanità disposta a tutto pur di apparire pretende dalla classe dirigente chiamata a rappresentarla l’esatto contrario, in un’ansia pauperista che ormai non conosce più confini.ficobus Continue reading