Taylor Swift si è schierata politicamente, creando il caos

di Mattia Salvia (vice.com, 9 ottobre 2018)

Negli ultimi anni, Taylor Swift è stata l’icona pop più spesso affiancata all’alt-right. Gli estremisti di destra americani vedevano la cantante — bianca, bionda, con gli occhi azzurri — come una specie di archetipo di bellezza, e il fatto che avesse cominciato la sua carriera in un genere tradizionalmente legato alla destra americana come la musica country aveva fatto il resto.

Ph. John Shearer / Getty Images

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I siti dell’alt-right la chiamavano «dea ariana» e si esercitavano di fantasia per interpretare le sue canzoni come propaganda di destra mascherata. «Taylor Swift è una pura dea ariana, uscita dalla poesia greca classica. È un’Atena rinata», aveva detto Andrew Anglin, fondatore del sito neo-nazista The Daily Stormer, «ed è anche un fatto noto che Taylor Swift è segretamente una nazista e sta semplicemente aspettando il momento giusto per venire fuori e annunciare le sue idee al mondo». Il solo Daily Stormer aveva pubblicato una ventina di post su di lei e c’erano gruppi Facebook come Taylor Swift for Fascist Europe, che aveva oltre 18mila membri e pubblicava foto di Taylor Swift abbinate a frasi razziste. Bene: questo idillio è finito ieri, quando Taylor Swift ha scritto un post su Instagram in cui ha invitato tutti i suoi fan a votare i democratici alle elezioni di metà mandato degli Stati Uniti. «Credo nella lotta per i diritti LGBTQ e che ogni forma di discriminazione basata sul genere o sull’orientamento sessuale sia SBAGLIATA. Credo che il razzismo sistemico che vediamo ancora oggi in questo Paese verso le persone di colore sia terrificante, orribile e molto diffuso», ha scritto, prima di esprimere il suo supporto per i candidati democratici in Tennessee Phil Bredesen e Jim Cooper. Prima di ieri, Swift non aveva mai espresso le sue opinioni politiche in modo esplicito. In occasione delle elezioni del 2016 aveva detto ai suoi fan di votare ma non aveva rivelato per chi avrebbe votato lei, tanto che «Per chi voterà Taylor Swift?» era stata una delle frasi più cercate su Google negli Stati Uniti. La sua forzata neutralità era stata spesso criticata dalla stampa, e alcuni ci avevano visto un tacito assenso alla destra. Le conseguenze immediate di questa sua presa di posizione sono state varie: da una parte, stando a quanto riferisce Vote.org, nelle 24 ore successive al post Instagram circa 65mila persone si sarebbero registrate per votare (contro le 190mila registratesi in tutto il mese di settembre), con impennate in particolare in Tennessee. Dall’altra, nelle ultime ore 4chan si è riempito di post di utenti razzisti o neonazisti che lamentano la perdita della loro «dea ariana», si chiedono «perché ci ha spezzato il cuore?» e avanzano teorie del complotto secondo cui sarebbe stata pagata o avrebbe subito il lavaggio del cervello. Un commento ricorrente è che così facendo «Taylor Swift si è distrutta la carriera». Anche lo stesso Donald Trump sembra esserci rimasto male. «Diciamo che adesso la musica di Taylor mi piace un buon 25 percento di meno, ok?» ha detto commentando la vicenda.

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