Eurovision 2016, la Russia contro il trionfo dell’Ucraina: «Vittoria politica, da annullare»

Il successo di Jamala, con la canzone 1944 che ricorda il dramma della deportazione dei tartari in Crimea su ordine di Stalin, scatena le reazioni a Mosca

di Raffaella Cagnazzo (corriere.it, 15 maggio 2016)

La vittoria dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest diventa un caso politico. A sollevare la questione è un senatore russo, Klintsevitch Frantz: «È la politica che ha sconfitto l’arte» dice a proposito della canzone 1944 (che ricorda il dramma della deportazione dei tartari in Crimea su ordine di Stalin) con cui la cantante Jamala ha trionfato alla manifestazione canora.Jamala Eurovision 2016«L’Ucraina in realtà ha perso» sentenzia poi il presidente della Commissione Esteri del Senato russo, Konstantin Kosachev, dalla sua pagina Facebook.

Il testo anti-russo di «1944»

La questione insomma sconfina ben oltre la competizione canora e diventa diplomatica. E le ragioni vanno cercate nel testo della canzone 1944 è decisamente anti-russo. Il brano cantato dalla 32enne ricorda la storia vissuta dalla sua bisnonna materna, tra i Tartari deportati nel 1944. Accusate di collaborare con la Germania nazista, circa 200mila persone di questo gruppo etnico furono deportate dalla Crimea all’Uzbekistan per ordine di Josip Stalin: molti morirono per fame e malattie. La canzone aveva già suscitato polemiche prima della competizione perché è stata interpretata come una critica all’annessione russa della Crimea, nel marzo 2014. Tanto che Mosca aveva tentato di bloccare la partecipazione di Jamala (il cui vero nome è Susana Jamaladinova) chiedendo la squalifica del brano. Ma la giuria, ammettendo il testo, ha dato il via alla polemica. A questo si aggiunge la netta vittoria dell’Ucraina che con 534 punti si è piazzata prima davanti all’Australia, ma soprattutto davanti a Sergey Lazarev, rappresentate della Russia. Partito da favorito con una canzone che ricorda quella che vinse lo scorso anno, Lazarev è stato battuto a sorpresa. E forse proprio per il contenuto «politico» della canzone di Jamala.

Una delicata questione diplomatica

Le pressioni politiche nell’area sono tante e rendono tesi anche i rapporti tra Russia e Occidente. L’Ucraina accusa Mosca di sostenere militarmente i separatisti filo-russi nell’Est del Paese. Il conflitto che oppone l’esercito ucraino e i ribelli delle province di Donetsk e Luhansk ha fatto quasi 9.300 morti e oltre 1 milione e mezzo di sfollati da aprile 2014, in seguito al rovesciamento del presidente Viktor Ianukovich e all’uscita del Paese dall’area russa con conseguente avvicinamento dell’Ucraina ai Paesi Nato. Da febbraio 2015 un accordo di cessate il fuoco ha raffreddato gli scontri, ma il conflitto è solo ridimensionato.

La Russia ora vuole l’annullamento dei risultati

«Un’esibizione e una vittoria incredibile, tutta l’Ucraina ti ringrazia di cuore, Jamala» si è complimentato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, su Twitter. «Ero certa che se canti e dici la verità tocchi davvero il cuore delle persone» ha detto la cantante in conferenza stampa. Ma dalla Russia i pareri sono di tutt’altra natura. E da più parti – sui media russi – ora si chiede l’annullamento dei risultati della competizione di Stoccolma.

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