Morrissey contro il primo ministro australiano: «Il commercio di animali vivi è la via per l’inferno»

Lo storico frontman degli Smiths, vegano e animalista, punta il dito contro Barnaby Joyce. La replica su Twitter: «È un mercato da due miliardi di dollari»

di Simone Vazzana (lastampa.it, 31 ottobre 2016)

Steven Patrick Morrissey, storico frontman degli Smiths, si è scagliato contro il primo ministro australiano, Barnaby Joyce. Il motivo? Il commercio legalizzato di animali vivi.MorrisseyIl cantante inglese, notoriamente vegetariano e animalista, ha preso carta e penna durante il suo tour in Australia, che chiuderà stasera a Newcastle, scrivendo una lettera a Joyce. «L’orribile crudeltà insita nel commercio degli animali è così pesante da affondare una nave. Eppure si insiste, ogni anno, nel condannare milioni di creature a questo destino. Lei può negarlo fino a diventare rosso, ma la verità è che questo commercio sta morendo. Lei sta dalla parte sbagliata. Se la carne è omicidio, questo traffico è la via per l’inferno». Il cantante ha chiuso la lettera chiedendo a Joyce di «interrompere immediatamente» questa pratica. La replica del primo ministro è arrivata via Twitter: «Non sarò un grande fan degli Smiths, ma sono un grande fan delle famiglie che si affidano a un’esportazione da due miliardi di dollari».

«Meat is murder», la carne è omicidio: il secondo album degli Smiths

Morrissey si batte per i diritti degli animali da almeno trent’anni, nel maggio 2016 è andato persino vicino a essere candidato come sindaco di Londra dal Partito per la Salvaguardia degli Animali. Il suo impegno inizia formalmente l’11 febbraio 1985 quando, con gli Smiths, pubblica Meat is murder (“la carne è omicidio”, come scritto nella lettera a Joyce), il secondo album della band. Un disco radicale, polemico, un pugno diretto allo stomaco edonista della società inglese e degli obiettivi di sempre: la Thatcher e la Corona. Morrissey, da allora, ha addirittura vietato ai compagni di farsi fotografare mentre mangiavano carne. La sua personale protesta è stata estesa anche ai gestori dei locali. Morrissey, in ogni tour, suona solo in luoghi i cui profitti non provengano anche dalla vendita di prodotti di origine animale. Nel 2015, per esempio, ha annullato la sua esibizione all’Harpa Concert Hall di Reykjavik: il locale si era rifiutato di eliminare la carne dal menu servito durante la serata del concerto.

Il sequestro dei panini al prosciutto ai suoi concerti

L’integralismo di Morrissey ricade anche sui fan. Lo sanno bene quelli italiani, accorsi all’Atlantico Live di Roma nel 2014. I presenti raccontano di perquisizioni all’ingresso con tanto di sequestro di panini al prosciutto. «Non vedo alcuna differenza tra il mangiare animali e la pedofilia – ha spiegato Morrissey –. Sono entrambi stupro, violenza, omicidio». E quindi, all’interno di tutta l’area destinata a ospitare il concerto, rigorosamente vietati carne e pesce: ammessi esclusivamente prodotti vegetariani.

Gli altri cantanti vegetariani, da Ozzy Osbourne a Jovanotti

Morrissey è solo uno dei tanti cantanti vegetariani. Il più sorprendente è Ozzy Osbourne, storico leader dei Black Sabbath, famoso per aver addentato un pipistrello morto lanciatogli da un fan sul palco. Si racconta che, per vincere una scommessa con il cantante dei Motley Crue, abbia anche sniffato una colonna di formiche. Inoltre, ha ucciso gatti e ha lavorato in un mattatoio. La conversione è arrivata dopo aver visto Forks over knives, un documentario americano sul legame tra cibo e malattie. Inevitabile citare poi i vari Paul McCartney, Thom Yorke, Moby, Brian Adams, Billy Idol, Anthony Kiedis, PJ Harvey. In Italia, tra gli altri, Celentano, Morandi e Jovanotti.

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