Angelina Jolie tra i rifugiati siriani a Mosul: «Mai vista una devastazione simile»

(repubblica.it, 17 giugno 2018)

L’inviata dell’Onu per i rifugiati Angelina Jolie ha visitato oggi il campo profughi di Domiz, nel Nord dell’Iraq, che accoglie oltre 33mila persone sfollate da tutta la Siria nel corso dei sette anni di guerra. L’attrice, da molti anni impegnata con l’Unhcr per la causa dei rifugiati in tutto il mondo, ha incontrato nel campo alcune famiglie.Jolie-MosulSi tratta di uno dei campi più grandi, allestito a sessanta chilometri dal confine siriano nel territorio del Kurdistan iracheno. Quando venne aperto, nel 2012, era destinato ad ospitare mille famiglie. Ora ne ospita cinquemila, con una media di cinque bambini per famiglia. Ieri sera Jolie aveva visitato Mosul, la città del Nord dell’Iraq riconquistata lo scorso anno dall’esercito iracheno dopo una lunga battaglia con i militanti dell’Isis. La città era rimasta sotto la loro occupazione per tre anni, ne avevano fatto la roccaforte del “califfato” e oltre 900mila persone erano state costrette a fuggire. Utilizzando la sua presenza per attrarre l’attenzione dei media, Jolie ha visitato le strade ancora devastate dai bombardamenti e incontrato alcuni dei residenti. La città sta lentamente tornando alla normalità in alcune sue parti, ma nella parte vecchia del centro urbano gli edifici sono ancora completamente distrutti e la ricostruzione procede a rilento. Intorno alla città i campi profughi continuano ad accogliere migliaia di disperati ancora in fuga dalla Siria e la pressione è fortissima. «Questa è la peggiore devastazione che io abbia mai visto in tutti questi anni di lavoro con l’Unhcr – ha detto Jolie –. Qui la gente ha perso tutto. Sono in miseria. Non hanno medicine per i loro bambini, molti non hanno acqua o i servizi essenziali. Spero che si continui ad aiutarli per la ricostruzione e la stabilizzazione dell’intera città. La comunità internazionale non deve dimenticare Mosul”. Jolie lavora con l’Unhcr dal 2001, ha visitato molti luoghi di conflitto dall’Iraq alla Cambogia, al Kenya. Questa è la sua quinta visita in Iraq.

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