Guerra in Corea? Niente paura, c’è Antonio Inoki

Il leggendario lottatore giapponese, oggi senatore, è partito per una missione diplomatica a Pyongyang

di Michele Caltagirone (blastingnews.com, 7 settembre 2017)

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare” avrebbe detto il compianto John Belushi. Nel caso specifico, la delicata situazione internazionale in Corea del Nord non è affatto un gioco ed i primi Paesi ad essere coinvolti, nell’eventualità dello scoppio di una guerra, sarebbero i vicini Corea del Sud e Giappone.InokiProprio nei confronti del Paese del Sol Levante, Kim Jong-un ha ordinato il suo “affronto” più grave, violando lo spazio aereo nipponico con un missile balistico che si è poi inabissato in mare. Al di là dell’inasprimento delle sanzioni chiesto a gran voce da Tokyo che si sta ovviamente preparando al peggio, c’è anche una missione diplomatica partita in questi giorni per Pyongyang, il cui elemento di spicco è il senatore Antonio Inoki. Se parliamo di “duri”, non ne potevamo trovare uno migliore in tutto il Giappone, solo che stavolta assumerà il ruolo di colomba.

Dal ring alla politica

Il mitico wrestler e lottatore di arti marziali miste, famoso in Italia per gli incontri che venivano trasmessi dalle tv private negli anni ’80, ma anche per essere entrato tra i protagonisti della serie animata L’Uomo Tigre, oggi ha 74 anni ed è stato rieletto senatore alla Camera Alta del parlamento giapponese nel 2013, sostenuto dal Partito della Restaurazione. La politica non è affatto una new entry nella straordinaria parabola di Antonio Inoki, visto che era stato eletto parlamentare una prima volta nel 1989, quando era ancora in attività sul ring. In quella circostanza, si fece notare per il suo impegno indirizzato al rilascio degli ostaggi giapponesi in Iraq durante la Guerra del Golfo del 1991. La sua partenza verso Pyongyang non è casuale: Inoki è conosciuto e rispettato in Corea del Nord ed è stato spesso invitato dal governo per alcuni eventi commemorativi.

I rapporti tra Inoki e Pyongyang

Nel 1995, quando leader supremo in Corea del Nord era Kim Jong-il, padre dell’attuale dittatore, Antonio Inoki fu il promotore di un evento legato al wrestling che ancora oggi rappresenta un vero record. Nacque da una sua iniziativa, infatti, il Festival Internazionale Sport e Cultura per la Pace che richiamò a Pyongyang 190mila persone. Nella circostanza, il grande evento sportivo della serata fu il suo combattimento con l’altrettanto leggendario lottatore statunitense Ric Flair che venne letteralmente demolito da Inoki in meno di venti minuti. I suoi rapporti di amicizia con il regime nascono proprio in quella circostanza ed è da questi che l’ex wrestler vuole raccogliere ago e filo per ricucire l’attuale strappo tra i due Paesi.

Missione di pace

Poco prima della sua partenza, il senatore Inoki è stato intervistato dall’emittente nipponica Nhk. «Mi auguro che la mia presenza possa in qualche modo abbassare il livello altissimo di tensione e far riprendere il dialogo tra i nostri due Paesi», ha detto ai giornalisti. Il parlamentare nipponico incontrerà Ri Su-yong, alto funzionario del ministero degli Esteri nordcoreano, considerato tra i più stretti collaboratori di Kim Jong-un. Nel corso della sua visita punterà l’attenzione sullo sport, l’argomento che conosce meglio e che, spesso, si è rivelato più forte della politica nel risolvere le controversie internazionali. Tra pochi mesi, infatti, si terrà a Pyeongchang, in Corea del Sud, la XXIII edizione dei Giochi Olimpici invernali. «Credo possa essere l’occasione per riportare un clima più disteso», ha aggiunto Inoki. Lo scorso giugno, quando il clima nella penisola coreana era già molto teso, ma non aveva ancora raggiunto i livelli attuali, il presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva prospettato una sorta di “tregua olimpica” con Kim Jong-un, invitandolo a considerare l’ipotesi di inviare oltre il 38° parallelo una rappresentanza di atleti nordcoreani per i Giochi (cosa che non accadde nel 1988 in occasione delle Olimpiadi estive di Seoul, N.d.R.). Tra le ipotesi di buona volontà prospettate dal governo sudcoreano, anche quella di una possibile Nazionale mista tra le due Coree per il torneo di hockey su ghiaccio femminile. Una circostanza simile non rappresenterebbe una novità assoluta, se consideriamo che una Nazionale coreana unica partecipò effettivamente ai Mondiali di calcio Under 20 del 1991.

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