Usa, Adele vieta a Trump di usare le sue hit: «La mia musica non è per la politica»

(repubblica.it, 1° febbraio 2016)

«La musica di Adele non deve essere utilizzata a fini elettorali». L’annuncio arriva dal portavoce della cantante britannica ed è rivolto a Donald Trump, candidato alle primarie repubblicane Usa. Il miliardario americano è solito aprire e chiudere i suoi comizi con le hit di Adele (Rolling in the deep prima di iniziare a parlare e Skyfall al termine del discorso), scelta che sembra aver infastidito non poco i fan dell’artista. Sui social network, primo tra tutti Twitter, sono molti coloro che si sono detti indignati. «No, non Adele! Trump non può rovinare anche questo», ha scritto un utente. «Penso che lei stia piangendo quanto noi», si legge altrove. Dopo giorni di silenzio Adele ha dunque deciso di chiarire di non aver mai dato il permesso a Trump di servirsi delle sue canzoni a scopi politici. E non è l’unica. Prima di lei erano stati Neil Young, i Rem e Steven Tyler, frontman degli Aerosmith, a diffidare il candidato repubblicano dall’usare le proprie hit. Sembra dunque che Trump sia alla ricerca di una colonna sonora per i suoi comizi. Di nuovo.