Harry e Meghan, né reali né immaginari

di Carmelo Rapisarda (agi.it, 20 aprile 2020)

I duchi di Sussex, meglio noti al pubblico gossipparo con il più confidenziale binomio Harry e Meghan, hanno deciso che d’ora in poi non parleranno più con i tabloid britannici (The Sun, Daily Mail, Daily Express e Daily Mirror). Non intendono più «offrirsi come valuta di un’economia fatta di clickbait e deformazioni», hanno spiegato, affrettandosi a puntualizzare che ciò non ha nulla a che fare con il desiderio di «sottrarsi alle critiche».

Ph. Kirsty Wigglesworth / Ap
Ph. Kirsty Wigglesworth / Ap

Considerato che nel Regno Unito la libertà di stampa è una cosa seria, la loro mossa sembra un’altra spirale di una parabola ormai discendente. E difatti Ian Murray, il direttore esecutivo della Society of Editors, associazione che riunisce quasi 400 direttori di testate di ogni tipo, non ha tardato a bacchettarli con ironia molto british: «Imponendo con quali media collaboreranno e quali ignoreranno, essi, senza dubbio involontariamente, corrono in soccorso di tutti quei ricchi e potenti che li prenderanno a esempio per attaccare i media ogni volta che gli converrà».

Con perfidia altrettanto british, il Daily Mail non ha dato alcun rilievo alla “notizia”. Ha invece messo in pagina, con grande evidenza, una finora inedita videointervista di Meghan Markle a proposito del suo impegno di doppiatrice per la Disney. Titolo: «Meghan dice che capisce gli elefanti». E per soprammercato, subito sotto ha infilato il plauso rivolto al Sistema sanitario nazionale britannico (Nhs) dall’ultranoventenne principe consorte, Filippo di Edinburgo. Titolo: «Una lezione di regalità: il principe Filippo esce dal suo ritiro per ringraziare i lavoratori decisivi nel garantire che “la vita continua”, mentre il principe Harry e Meghan Markle annunciano che non parleranno più con la stampa britannica».

Il fatto è che dopo aver rinunciato al ruolo di membri della famiglia reale, ed essere stati perciò inflessibilmente spogliati dalla regina Elisabetta non solo del titolo di altezze reali ma anche, ciò che più conta, della possibilità di sfruttare commercialmente il titolo di Sussex, l’immagine della coppia si è andata appannando. E al restringersi del cono di luce dei riflettori, i due hanno reagito con la stizza di voler essere loro a spegnerli del tutto. Forse bruciavano ancora le critiche per il loro precedente passo falso, quello di annunciare una raccolta di fondi per la loro nuova Fondazione, intitolata Archewell dal nome del loro pargoletto Archie, proprio nel giorno in cui il primo ministro Boris Johnson colpito dal Coronavirus veniva ricoverato al St. Thomas Hospital di Londra.

Vero è che e il principe Harry ha sempre avuto un rapporto difficile con i tabloid, visti come in qualche misura colpevoli della tragica morte della madre Diana Spencer. Vero è anche che il principe è andato perdendo di importanza man mano che è scivolato indietro nella linea di successione al trono: adesso è sesto, dopo il padre Carlo, il fratello William, e i tre figli di lui e della prolifica Kate Middleton, George, Charlotte e Louis. Gli era rimasta una certa popolarità, sorretta anche dalla capricciosità molto americana della moglie. C’è da dubitare che l’ultima mossa serva a ridare smalto alla coppia ex-reale, che pare in preda all’arroganza dell’irrilevanza. I tabloid troveranno presto altre star. Ma Harry e Meghan, scesi volontariamente e un po’ istericamente dal palcoscenico dopo un effimero brillìo, troveranno un altro teatro in cui recitare o finiranno, per citare Shakespeare e il suo capolavoro Macbeth, come quell’attore che si pavoneggia per la sua ora in scena e poi non se ne sente più?

Nhs

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