Libri come accessori

(ilpost.it, 25 aprile 2022)

Qualche giorno fa, in un articolo del New York Times, il giornalista Nick Haramis ha raccontato che a Los Angeles si parla dell’esistenza di un professionista che i personaggi famosi pagherebbero per scegliere al posto loro i libri da leggere, o meglio: quelli con cui comparire in pubblico e farsi fotografare, indipendentemente che li si legga o no. Il compito del o della “book stylist” non sarebbe infatti di consigliare delle letture ma di trattare i libri come fossero vestiti, borse e gioielli, come degli accessori insomma, da accordare alla celebrità o all’influencer in questione. Al momento non si sa chi si serva del suo aiuto – scoprirlo rovinerebbe il senso del suo lavoro – e, scrive Harris, la sua identità «come nei finali più inquietanti della letteratura, rimane un mistero». Non è certo la prima volta che i libri sono trattati solo dal punto di vista estetico o per suggerire una certa idea intellettuale di sé: per esempio, i professionisti a cui rivolgersi per riempire la libreria di casa in base alle tonalità del soggiorno esistono già.

Mega / Tmz

Ultimamente, però, anche nella moda e nello spettacolo i libri hanno trovato sempre più spazio. Non è chiaro se si tratti di un autentico interesse per la letteratura o se sia solo un modo per darsi un tono, ma secondo alcuni, scrive Harris, non avrebbe importanza: il risultato sarebbe comunque positivo, mettere più libri in circolazione. Chi andrebbe forse intervistato sull’esistenza o meno di uno stylist dei libri è lo sceneggiatore che ha scritto un dialogo un po’ grottesco che compare nella serie tv The White Lotus, del 2021: quando viene chiesto a due ricche studentesse universitarie se stiano effettivamente leggendo tutti i libri che mostrano in spiaggia (e su cui sembrano effettivamente molto concentrate), un personaggio risponde che così come hanno uno stylist che sceglie per loro i vestiti ne hanno anche uno che sceglie per loro i libri.

Uno dei momenti recenti più rappresentativi del connubio tra moda e letteratura risale probabilmente al 2019, quando la modella americana Kendall Jenner, della famosissima famiglia Kardashian, si fece fotografare su uno yacht mentre leggeva una copia piena di post-it del saggio Tonight I’m someone else (in Italiano Stanotte sono un’altra) di Chelsea Hodson. Era un libro considerato di “letteratura alta”, e molti criticarono che venisse associato a una figura così pop e così poco “intellettuale” come Kendall Jenner. Il libro andò esaurito su Amazon nel giro di un giorno, e in quell’occasione l’autrice raccontò di aver ricevuto talmente tanta attenzione da rimanerne delusa: «Ho realizzato che nessuno è immune al fascino delle celebrities. Sono al centro della nostra cultura e i libri sono tipicamente ai margini, quindi penso che vedere le due cose insieme sia entusiasmante per le persone».

Sempre nel 2019 la modella Gigi Hadid venne fotografata mentre andava alla sfilata di Fendi a Milano tenendo in mano una copia de Lo straniero di Albert Camus come fosse una pochette. Nello stesso periodo la sorella Bella Hadid, anche lei modella, pubblicò su Instagram una foto dell’ultimo romanzo di Stephen King abbinato a una borsa vintage di Louis Vuitton. Nel 2021 invece si parlò molto di Amanda Gorman, una giovane poetessa afroamericana che lesse una sua composizione durante la cerimonia di insediamento alla presidenza di Joe Biden: colpì molto per la sua bellezza, il modo di muoversi e l’abbigliamento – tra cui un cappotto giallo e un cerchietto rosso di Prada –, tanto che qualche giorno dopo firmò un contratto con Img Models, probabilmente la più importante agenzia di modelle al mondo, che rappresenta Kate Moss, Gisele Bündchen e Gigi Hadid.

Negli ultimi anni anche alcuni marchi di abbigliamento di lusso hanno puntato molto sulla contaminazione tra moda e libri. Tra tutti c’è Valentino, in particolare con la campagna pubblicitaria The Narratives, voluta nel 2021 e nel 2022 dal direttore creativo Pierpaolo Piccioli, che non solo cita pezzi di opere di autori internazionali, ma riprende la grafica delle copertine dei libri. La campagna è stata fatta in collaborazione con Belletrist, una community di lettori on line promossa dalla consulente creativa Karah Preiss e dall’attrice americana Emma Roberts, che una volta disse a Preiss: «Voglio fare con i libri quello che Kylie Jenner [una delle più famose imprenditrici americane in ambito cosmetico, N.d.R.] ha fatto con i cofanetti per le labbra»; cioè far desiderare a tutti di possederne uno. Il prossimo passo nella campagna di Valentino e Belletrist sarà inviare ad alcuni giornalisti e influencer una scatola in edizione limitata con tre cassetti, ognuno contenente un libro non ancora pubblicato.

A gennaio di quest’anno l’azienda italiana di moda di lusso Etro ha selezionato qualche centinaio di piccoli volumi della collana Piccola Biblioteca della storica casa editrice Adelphi, li ha marcati con il timbro ex libris del direttore creativo Kean Etro e li ha regalati agli invitati alla sfilata maschile tenutasi all’Università Bocconi di Milano; alcuni comparivano anche nelle tasche o in mano ai modelli, proprio come se fossero degli accessori. Nel 2021 il marchio di moda Loewe collaborò con la famosa autrice di romanzi rosa Danielle Steel, pubblicando un estratto del suo nuovo libro, The Affair, all’interno di un finto quotidiano che comunicava la cancellazione della sfilata (ma che in realtà annunciava la nuova collezione). Non molto tempo fa una campagna fotografica del marchio italiano Aspesi mostrava un trench da cui spuntava l’ultimo libro del giornalista Michele Masneri, Stile Alberto, dedicato al raffinato scrittore Alberto Arbasino.

Intervistata dal New York Times, Karah Preiss di Belletrist ha detto che non è raro che la moda guardi ad altre forme d’arte per cercare ispirazione, ma che la cosa più interessante è come «l’editoria sia felice di obbedirle. È un po’ come la ragazza tranquilla e intelligente che improvvisamente riceve attenzione al liceo». Preiss si è detta insofferente verso chi considera i libri e la letteratura qualcosa di elitario e certa che qualsiasi scrittore preferirebbe che Kendall Jenner e Gigi Hadid leggessero il suo libro piuttosto che no. «La domanda decisiva per gli editori non è “il tuo libro è stato letto?”, ma “il tuo libro vende?”. E i lettori famosi vendono libri». In merito alla figura del book stylist ha aggiunto che «se qualcuno viene pagato per scegliere i libri che facciano apparire una persona famosa in un certo modo, immagino ci sia qualcosa che non va. Ma sai che ti dico? Qualcuno dovrà pur farlo».

Jenna Hipp fa un mestiere simile a quello del “book styling”: insieme al marito Josh Spencer gestisce un servizio di selezione e vendita di libri per riempire le librerie di chi non sa come farlo. Prima Hipp faceva manicure e pedicure a persone famose ed è anche grazie a queste conoscenze che la sua attività di “arredatrice” si è ingrandita. Ora Hipp si fa inviare dai clienti le foto della loro libreria vuota, con le indicazioni sull’arredamento e sui colori della casa e sull’idea che i libri devono suggerire delle loro personalità; a quel punto, lei e il marito decidono come riempire gli scaffali. Spencer racconta che spesso i proprietari non sono interessati ai singoli libri, ma guardano solo l’insieme: quello che importa è il risultato finale. Anche Hipp è della stessa opinione di Preiss: «I libri portano vita in ogni loro forma. Che siano appoggiati su uno scaffale o che vengano letti, portano qualcosa nello spazio. La loro esistenza sprigiona energia da sola. Finché i libri sono apprezzati in qualche modo, sono felice che ci siano».

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