La faccia di Bob Marley sulle maglie del Bohemians di Dublino

di Emmanuele Michela (ilfoglio.it, 29 gennaio 2022)

Ci ha messo tre anni il Bohemians ad avere il faccione di Bob Marley sulle sue divise, ma finalmente in settimana il club di Dublino ha potuto svelare un’anteprima ufficiale della sua nuova maglia da trasferta. Che è una vera perla, e ripaga la gaffe fatta nel 2018 quando una prima versione di questo kit – sempre con l’effigie del cantante giamaicano, stampata scura su fondo bianco con, a sinistra, tre strisce verticali con i colori rasta – fu annunciata sui social, salvo poi essere ritirata in tutta fretta dopo le rimostranze dell’agenzia che curava l’immagine di Marley, per questioni burocratiche e contrattuali. Stavolta, invece, parrebbe tutto in regola, e se tre anni fa il volto di Bob fu sostituito con un pugno chiuso, oggi potrà essere portato in trasferta sui campi d’Irlanda dai Bohs, rendendo omaggio alla passione calcistica del cantante e, ancor di più, a quello strano legame che ha con l’Isola dello Smeraldo e la sua capitale.

A Dublino il calcio non sarà quello di Londra, il campionato è ben più misero delle migliori leghe inglesi e i calciatori più forti devono attraversare il Canale d’Irlanda per vivere sfide impegnative. Le tv trasmettono più volentieri le gare di Premier che i match della League of Ireland, che raramente attrae particolare interesse. Eppure, se c’è una cosa che non manca è la natura popolare del football: sono tantissime le squadre detenute dai tifosi stessi, circolano sì pochi soldi ma il valore che si dà a questo sport in città è significativo, non di rado enfatizzando la sua piega sociale e culturale. È quello che sta facendo il Bohemians: squadra nata a fine Ottocento come club della middle class protestante della Capitale, ora è controllata dai suoi supporter e vive un legame strettissimo con il suo quartiere, Philsboro, e lo stadio Dalymount Park. Che certo non è Wembley – è ben vecchio e contiene solo 8mila spettatori, da tempo si discute di una sua ristrutturazione ancora non avviata – ma ha nella sua storia l’ultimo concerto che Bob Marley fece all’aperto, il 6 luglio 1980, dieci mesi prima di morire.

Ecco perché, quindi, il faccione del giamaicano stampato sulla maglia. Che, al bordo inferiore, sulla destra, riporta un’etichetta che richiama il biglietto di quel concerto: An afternoon in the Park, tagliandi che costavano 7 sterline irlandesi, prezzo che fu concordato proprio con Marley che non voleva che la gente sborsasse un’enormità per i suoi show. Quel concerto è entrato nella storia della città: c’erano più di 23mila persone allo stadio, ma almeno 5mila ticket erano stati contraffatti e venduti in più. Nell’aprire il concerto Marley omaggiò la “lotta irlandese”, prima di suonare Redemption Song. Qualche fortunato poté perfino giocare a calcio contro di lui, prima dell’esibizione: con la sua band misero giù delle giacche per fare le porte e improvvisarono un match. «Se vuoi conoscermi, dovresti giocare a calcio contro di me e i Wailers», aveva detto Marley a un giornalista, una volta, enfatizzando la sua passione per il calcio – proprio a seguito di una partita di pallone scoprì, nel ’77, il melanoma sotto l’unghia del pollice del piede che lo avrebbe portato alla morte nell’81.

«Mi dà una gran gioia svelare questa maglia, dopo anni di lavoro sull’idea», ha detto Daniel Lambert, direttore dei Bohs: «Il concerto di Marley a Dalymount è degli eventi musicali più speciali della storia d’Irlanda, il suo unico show irlandese e, purtroppo, anche il suo ultimo all’aperto. Il suo amore per il calcio è ampiamente conosciuto, e il fatto che abbia giocato anche sul nostro famoso campo prima del concerto, lo stesso terreno onorato da alcuni grandi giocatori come Pelé, Best e Zidane, è fantastico». Il club peraltro è impegnato da tempo anche in più progetti sociali. Anni fa misero sulla loro maglia lo slogan “Welcome refuges”, mentre nel 2021 lanciarono una divisa assieme ad una band locale per sostenere iniziative a favore dei senzatetto. Quest’anno devolveranno il 10 per cento delle vendite delle maglie di Marley per acquistare strumenti musicali e attrezzature calcistiche da offrire a una rete di centri d’asilo politico. Perché calcio e musica, a Dublino, hanno sempre un pezzo di successo da suonare assieme.

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