Archivi tag: biopolitica

Storia di Katarina Witt, “la più bella faccia del socialismo”

di Elisabetta Caprotti (vogue.it, 31 gennaio 2026)

Nel febbraio del 1984 il mondo è un pianeta diviso in due dalla Cortina di Ferro e da incubi nucleari. Ronald Reagan ha appena annunciato lo “scudo stellare” e la paura dell’olocausto atomico serpeggia in ogni casa, da Est a Ovest.

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La protesta non passa più da Hollywood ma dal country su TikTok

Ph. Christopher Polk

di Benedetta Grasso (linkiesta.it, 15 gennaio 2026)

Per chi era più o meno giovane nel marzo del 2003, ci fu una sorta di momento di spaccatura nella musica country americana, quando le Dixie Chicks (ora Chicks) criticarono apertamente la scelta di George W. Bush di dichiarare la guerra. Lontani erano i tempi di Pete Seeger, Phil Ochs o ovviamente Bob Dylan, che è emblematico nell’eludere definizioni.

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Secondo il premier slovacco Trump sarebbe “fuori di testa”

Hungarian PM’s Press Office

di Irene Soave (corriere.it, 29 gennaio 2026)

Il commento fa notizia il doppio, perché viene da uno dei più grandi sostenitori di Trump in Europa (e soprattutto delle posizioni di Trump sulla debolezza dell’Europa): Robert Fico, premier populista slovacco al quarto mandato, dodici anni di governo sempre più conservatore, si sarebbe detto «preoccupato per la salute mentale di Trump», che in un recente bilaterale a Mar-a-Lago avrebbe trovato «fuori di testa» e «pericoloso».

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Superomismi americani

Ap / LaPresse

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 28 gennaio 2026)

Quando un’amica più attenta e diligente di me mi ha segnalato l’articolo del New York Magazine sulla salute di Trump, sostenendo che avrei potuto riempirci l’intera newsletter di oggi, per prima cosa mi sono domandato dove avessi già visto quel titolo («Il presidente sovrumano») e dunque perché non lo avessi già letto, e magari anche commentato qui sopra.

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Un caso clinico

Unsplash

di Christian Rocca (linkiesta.it, 25 gennaio 2026)

La Gestapo personale di Donald Trump ha ucciso a Minneapolis un altro cittadino americano, Alex Pretti, un infermiere bianco e patriottico di 37 anni che stava filmando l’ennesimo rastrellamento di potenziali immigrati clandestini. È stata un’esecuzione.

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Il ruolo di un videogioco di conquista nell’immaginario alt-right

Paradox Interactive

di Alessandro Zampini (ilpost.it, 24 gennaio 2026)

Quando fu nominato segretario alla Difesa da Donald Trump, Pete Hegseth fu oggetto di estese attenzioni e polemiche sia per il suo passato di dichiarazioni controverse ed estremiste, sia per i suoi tatuaggi, che riprendono motti religiosi e patriottici legati a posizioni islamofobe e ai movimenti neonazisti.

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Gregory Bovino è il cosplayer dello squadrismo trumpiano

LaPresse

di Andrea Fioravanti (linkiesta.it, 24 gennaio 2026)

C’è un militare di quasi sessant’anni, mascella squadrata, ciuffo brizzolato alla Tintin piantato su una testa perlopiù rasata, che vive l’espulsione degli immigrati come una missione esistenziale e si muove come il cosplayer di uno squadrista. No, non è Steven J. Lockjaw, il cattivo interpretato da Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra, candidato a tredici premi Oscar.

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Bovino, il capo della Border Patrol che veste come i nazisti

Ph. Octavio Jones / Afp – Getty Images

di Alessandra Baldini (ansa.it, 23 gennaio 2026)

Sulle trincee di Minneapolis indossando un cappotto da guerra: fa discutere il soprabito in stile militare con cui Greg Bovino, il capo della Border Patrol, accompagna nella città del Minnesota le squadre dell’Ice a caccia di migranti.

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La collezione di Rick Owens, parodia del power dress

Getty Images

di Michele Ciavarella (style.corriere.it, 22 gennaio 2026)

Brutale, grottesca, parodistica, così è la collezione Rick Owens Autunno/Inverno 2026. Le frange sono proiezioni delle lacrime, i gilet sono corpetti di protezione, i tacchi alti sono le piatteforme che servono a elevarsi. C’è una moda che la pensa così: i vestiti sono strumenti di presa di coscienza e anche di protesta.

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La replica a Musk di Ryanair diventa una campagna pubblicitaria

Ryanair via X

(lastampa.it, 21 gennaio 2026)

Lo scontro tra Elon Musk e il ceo di Ryanair, Michael O’Leary, ormai è una saga. Tutto è nato dal rifiuto della compagnia d’installare Starlink, il servizio di Internet satellitare a banda larga creato da SpaceX.

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