Archivi tag: comunicazione politica

La guerra di Trump come un videogioco

washingtonpost.com

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 6 marzo 2026)

La guerra raccontata come un videogioco. Accade sui profili social della Casa Bianca, dove negli ultimi giorni sono comparsi video che alternano immagini reali dei bombardamenti in Iran a sequenze tratte da videogame, montaggi che citano kolossal e personaggi della cultura pop.

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Pikachu versione Maga, Pokémon diffida la Casa Bianca

The White House via Instagram

(ansa.it, 6 marzo 2026)

Pokémon contro Trump: la società giapponese che ha sviluppato il vasto “bestiario” di creature immaginarie al centro di videogiochi, film e carte da collezione ha diffidato la Casa Bianca dall’uso in un meme in stile Make America Great Again del suo ultimo videogioco Pokémon Pokopia con personaggi riconoscibili come Pikachu e Magikarp.

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La Russa su Pucci, una triste parodia del trumpismo

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 24 febbraio 2026)

L’incipit è fenomenale, oltre Age e Scarpelli, oltre Sonego, oltre Flaiano: neppure i più grandi sceneggiatori della commedia all’italiana sono mai arrivati a concepire qualcosa di simile. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che guarda in camera e attacca così, senza tanti preliminari: «Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti su Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno, per sua scelta…».

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La faccia e il nome di Trump sono un po’ dappertutto

Ph. Jessie Wardarski / Ap – File

(ilpost.it, 16 febbraio 2026)

Nel corso dell’ultimo anno abbondante di presidenza, Donald Trump ha messo il suo nome su tantissime cose: edifici, istituzioni, programmi governativi, biglietti di attrazioni turistiche. Ha anche promosso la sua immagine in maniera incessante, sui social media, con slogan e manifesti con la sua faccia.

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Michelle Obama da personaggio politico a influencer

Ph. Annie Leibovitz

di Matteo Persivale (corriere.it, 21 dicembre 2025)

«Ecco The Look, il mio nuovo libro. È qui. Sono così orgogliosa di questo progetto: questo non è soltanto un libro di bellissime foto, questo libro parla dell’importanza della diversità e dell’inclusione». Michelle Obama s’è chiamata fuori dalla vita politica, fa lo slalom tra i paletti degli appuntamenti istituzionali con la grinta dell’Alberto Tomba dei bei tempi, evita funerali e qualunque altra cosa appartenga per tradizione ai doveri istituzionali delle mogli presidenziali perché, come ha spiegato varie volte, vuole vivere la sua vita.

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Lo stile delle First Lady

Ph. Dirck Halstead / Getty Images

di Fabiana Mariani (marieclaire.it, 19 dicembre 2025)

Non esiste un’istituzione americana che unisca intimità privata e teatralità pubblica quanto la figura della First Lady, un ruolo mai codificato nella Costituzione eppure costantemente sotto i riflettori. Un ruolo che si è trasformato insieme al Paese, procedendo dal salotto settecentesco dei ricevimenti presidenziali fino alla comunicazione globale delle piattaforme digitali.

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Un secolo di tv: come una scatola ha ucciso la politica

Bettmann / Corbis

di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 16 febbraio 2026)

È passato sotto silenzio un anniversario tondo dei giorni scorsi, addirittura un centenario: quello della nascita della televisione. Che si deve all’inventore britannico John Logie Baird, il quale, dopo gli esperimenti degli anni precedenti, il 26 gennaio 1926 realizzò la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte agli scienziati della Royal Institution e ai giornalisti.

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Come funziona la “slopaganda”

Truth Social

di Alessandro Frau (agi.it, 1° febbraio 2026)

Donald Trump versione “Re”, “Papa”, “Jedi”, o mentre passeggia con un pinguino tra i ghiacci della Groenlandia: immagini create o rilanciate dalla Casa Bianca nelle ultime settimane e pensate per dominare il feed di piattaforme social. Immagini fatte per far ridere, far arrabbiare, far parlare, spostando la conversazione dal merito delle decisioni al terreno della guerra culturale per meme.

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Snoop Dogg, le Olimpiadi e il soft power al tempo dei social

Ph. Joe Scarnici / Getty Images

di Tommaso Perrone (wired.it, 11 febbraio 2026)

Il rapper statunitense Snoop Dogg ha dominato la narrazione olimpica sui social a poche ore dall’inizio dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Lo abbiamo visto sfilare, in quanto tedoforo, con la torcia olimpica per le strade di Gallarate; giocare a bocce alla Balera dell’Ortica di Milano insieme a Mario Lopez (forse vi ricorderete di lui per il ruolo di Slater nel telefilm – all’epoca si chiamavano così – Bayside School); salire su una macchina Zamboni per rifare il ghiaccio di una pista di pattinaggio; mettersi alla prova con la scopa sulle piste di curling allo Stadio olimpico del ghiaccio.

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Vietato dire “attenti al ghiaccio”

di Velia Alvich (corriere.it, 26 gennaio 2026)

Vietato dire «ghiaccio». Che non è facile se ci si prepara a una tempesta artica che proprio in queste ore sta colpendo duramente gli Stati Uniti e che coinvolge 22 Stati americani e circa 200 milioni di cittadini. Un divieto che è al tempo stesso assurdo e comprensibile. La chiave interpretativa è nella parola in inglese: ice, cioè ghiaccio.

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