Un uomo con un bidone della spazzatura in testa e una tuta da guerriero spaziale si candida contro la figura più riconoscibile della destra britannica, cercando di batterla nel suo collegio elettorale. Succederà giovedì [13 agosto] a Clacton-on-Sea, dove il candidato satirico Count Binface sarà il principale avversario del leader della destra populista Nigel Farage.
Negli ultimi anni il gatto Larry è diventato un simbolo di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico a Londra: è a tutti gli effetti l’inquilino più longevo, dato che vive lì dal 2011 e da allora ha visto avvicendarsi ben sette primi ministri, tanti quanti nei quarant’anni precedenti.
Alle elezioni suppletive per eleggere un parlamentare nel collegio di Clacton-on-Sea, nel Regno Unito, il principale avversario di Nigel Farage potrebbe essere “Count Binface”, un candidato satirico che interpreta un personaggio immaginario che indossa un bidone della spazzatura sulla testa.
Villa Certosa, l’enorme e lussuosa residenza in Sardegna dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà venduta alla famiglia reale del Qatar. È stata per anni al centro della cronaca politica estiva, italiana e non solo.
Per spiegare perché l’inciampo di Naomi Campbell è probabile non divenga il declino di Chiara Ferragni, è necessario partire da Boris Johnson. Anzi no, da Kate Middleton. Anzi no, da Teri Hatcher. Nell’aprile del 2006, Desperate Housewives è alla fine della seconda stagione, ed è il prodotto televisivo del momento in un modo che è difficile da far capire a chi sappia leggere il mondo solo con gli strumenti di due decenni dopo, quando di prodotti televisivi del momento ce ne sono una cinquantina l’anno.
Il Regno Unito è un posto dove, la notte delle elezioni, il Primo Ministro deve condividere il palco del suo collegio elettorale con alcuni personaggi coloriti vestiti in modo eccentrico, in costume rosso da Elmo (il personaggio della serie animata Sesame Street) o con una tuta da guerriero spaziale. I “candidati satirici” [satirical candidates o joke candidates – N.d.C.], come vengono chiamati, sono una tradizione della politica britannica: sono persone che si candidano alle elezioni non per vincere ma per fare satira, ottenere visibilità o dare attenzione a una causa che ritengono importante.
Il sistema elettorale del Regno Unito, dove solo il partito che arriva primo in un collegio ottiene il rispettivo seggio in Parlamento, ha storicamente incentivato il bipolarismo. La politica è divisa in due schieramenti: a sinistra i Laburisti e a destra i Conservatori. I due partiti più grossi, oltre a ricevere la maggior parte dei voti, monopolizzano l’attenzione mediatica.
Cantanti contro politici. Uno scontro che si ripete da anni, ogni volta che arriva la stagione elettorale e il candidato di turno utilizza il brano del proprio artista o band preferita come colonna sonora della propria campagna. L’ultimo match vede protagonisti il multimilionario biotecnologico e potenziale candidato repubblicano americano Vivek Ramaswamy ed Eminem.
Il prossimo 6 novembre comincerà la 22ma stagione di I’m a Celebrity… Get Me Out of Here!, un reality show britannico in cui un gruppo di personaggi famosi deve sopravvivere in mezzo alla natura australiana, superando una serie di sfide per procurarsi il cibo e guadagnare il voto del pubblico. Uno degli ospiti sarà Matt Hancock, ministro della Salute britannico durante il governo di Boris Johnson, secondo cui il programma sarà «un’opportunità per rivolgersi direttamente alle persone che non sempre sono interessate alla politica».
Il primo ministro britannico dimissionario Boris Johnson ha tenuto mercoledì il suo ultimo discorso davanti al Parlamento: con fare piuttosto spigliato, nonostante il modo turbolento in cui è stato costretto a dimettersi un paio di settimane fa, Johnson ha fatto alcune raccomandazioni al primo ministro che governerà dopo di lui e poi, prendendo a prestito una frase dal film Terminator 2 ha salutato dicendo: «Hasta la vista, baby!». Johnson rimarrà ancora primo ministro per tutta l’estate, ma quella di mercoledì era la sua ultima apparizione in Parlamento (ha partecipato all’equivalente del nostro “question time”) prima che l’assemblea cominci la pausa estiva. All’inizio di settembre, poi, dopo primarie interne al Partito Conservatore, sarà scelto il suo successore per la leadership del partito e per la carica di primo ministro.