Archivi tag: Prince

No Kings, only The Boss

Ph. Kevin Mazur / Getty Images

di Federica Fantozzi (huffingtonpost.it, 2 aprile 2026)

«Integrità. Decenza. Moralità. Vi diranno che non sono più dei valori ma non è vero. It’s happening now. Sta succedendo adesso. Questa tragedia americana può essere fermata solo dal popolo americano». Bruce Springsteen sfida Donald Trump senza mai nominarlo e infiamma il Target Center, riempito da ventimila spettatori disposti ad anello intorno al Boss e alla sua E Street Band.

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Springsteen suona a Minneapolis: sulla chitarra “Arrest The President”

(repubblica.it, 30 gennaio 2026)

Bruce Springsteen è a Minneapolis per protestare contro le azioni dell’Ice. Il leggendario musicista è salito sul palco di un evento di raccolta fondi per Renée Good e Alex Pretti nello storico locale First Avenue, nel centro della città.

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“Superfine”, lo stile black al Met

The Metropolitan Museum of Art

di Carole Hallac (linkiesta.it, 7 maggio 2025)

Il Met Gala è l’evento mondano per eccellenza di New York, ma al di là dello sfarzo e dei riflettori su celebrità e abiti da red carpet, segna anche l’apertura della mostra annuale del Costume Institute al Metropolitan Museum of Art. Quest’anno l’esposizione, intitolata Superfine: Tailoring Black Style, esplora il dandismo come espressione estetica e politica all’interno della diaspora africana, dalle corti europee del XVIII secolo alle passerelle contemporanee.

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Habemus selfie

Ansa

di Guia Soncini (linkiesta.it, 23 aprile 2025)

Forse vi ricordate di Suzanne Vega. È una cantante che fece un disco di minisuccesso quando avevo quattordici anni. La canzone più famosa si chiamava Luka, era la storia d’un bambino picchiato raccontata in prima persona. La mia preferita si chiamava Tom’s diner, era il racconto d’un tizio che in una tavola calda aspetta che venga l’ora del suo treno.

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La notte di “We are the World”

(ilpost.it, 28 gennaio 2025)

Sulla porta degli A&M Studios di Los Angeles il 28 gennaio del 1985 c’era un cartello che invitava a lasciare «l’ego fuori dalla porta». Lo aveva attaccato il leggendario produttore e compositore Quincy Jones in vista di quella che, 40 anni fa, fu una notte memorabile per la storia del pop: quella in cui fu registrata We are the World, una delle canzoni più conosciute di sempre.

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“We are the world”, il miracolo di Quincy Jones

di Andrea Silenzi (repubblica.it, 4 novembre 2024)

Era l’epoca della coscienza: i musicisti avevano deciso di prendersi cura del mondo, anzi dei disperati del mondo. Sulla scia di Band Aid – Do they know it’s Christmas, l’invenzione di Bob Geldof con le grandi star inglesi, Lionel Richie e Michael Jackson avevano scritto una canzone con la stessa finalità: raccogliere fondi per combattere la crisi alimentare in Africa.

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Eminem e gli altri: i cantanti salgono sulle barricate contro i politici

di Daniela Lanni (lastampa.it, 30 agosto 2023)

Cantanti contro politici. Uno scontro che si ripete da anni, ogni volta che arriva la stagione elettorale e il candidato di turno utilizza il brano del proprio artista o band preferita come colonna sonora della propria campagna. L’ultimo match vede protagonisti il multimilionario biotecnologico e potenziale candidato repubblicano americano Vivek Ramaswamy ed Eminem.

Ph. Chris Pizzello / Ap – File

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Coccodrilli

di Stefano Bartezzaghi (repubblica.it, 18 giugno 2023)

Dimesso dall’ospedale dopo l’intervento di laparatomia e dieci giorni di ricovero, Francesco ha tenuto a dire “Sono ancora vivo!”. Scherzava, lui. Ma per noi è difficile non pensare che già soltanto negli ultimi giorni della degenza papale se ne sono invece andati, tra gli altri: Guido Bodrato, il caro Nuccio Ordine, Silvio Berlusconi, Francesco Nuti, Flavia Franzoni, Paolo Di Paolo, Treat Williams, Cormac McCarthy.

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