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Le sette vite di Larry, il gatto di Downing Street

Ph. Ben Montgomery / Getty Images

(ilpost.it, 27 luglio 2026)

Negli ultimi anni il gatto Larry è diventato un simbolo di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico a Londra: è a tutti gli effetti l’inquilino più longevo, dato che vive lì dal 2011 e da allora ha visto avvicendarsi ben sette primi ministri, tanti quanti nei quarant’anni precedenti.

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Il politainment di Vannacci, e non solo

Ph. Ron Lach via Pexels

di Angelo Bruscino (huffingtonpost.it, 24 luglio 2026)

È curioso come l’ultimo video di Roberto Vannacci – costruito con l’Intelligenza Artificiale, ma perfettamente allineato alla sua estetica muscolare – venga salutato come una novità, quando in realtà è solo l’ennesima tappa di una lunga deriva: un prodotto violento, aggressivo, calibrato per parlare alla pancia degli elettori.

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Vannacci condottiero romano fa giustiziare gli avversari

AI-generated / Instagram

(lastampa.it, 20 luglio 2026)

Ambientato in un anfiteatro dell’antica Roma, un video realizzato con l’Intelligenza Artificiale, e condiviso sui canali social di Roberto Vannacci, mostra il fondatore di Futuro Nazionale vestito da condottiero romano, seduto accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, anch’essi in abiti d’epoca. Nell’arena, legati, vi sono la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il leader del M5S Giuseppe Conte, l’ex premier Romano Prodi e l’ex presidente della Camera Laura Boldrini.

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Il nuovo fronte della propaganda

Battenhall / Unsplash

di Giacomo Bondi (linkiesta.it, 7 luglio 2026)

Per anni il dibattito sulla disinformazione on line si è concentrato quasi esclusivamente su Facebook, X e le grandi piattaforme centralizzate di proprietà di colossi tecnologici. Ma mentre l’attenzione pubblica resta ancorata a questi ecosistemi, una parte crescente della circolazione informativa si sta spostando altrove: nei social decentralizzati, dove la moderazione è distribuita e le regole non sono uniformi.

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Tenere a distanza l’estrema destra

Rtbf via Facebook

di Rodolfo Toè (ilpost.it, 11 luglio 2026)

In Belgio le radio e le televisioni in lingua Francese limitano la partecipazione nelle trasmissioni dei politici che hanno idee razziste e antidemocratiche, applicando contro di loro un “cordone sanitario mediatico”, cioè un insieme di regole per ridurne la visibilità. È uno dei fattori, anche se non l’unico, per cui nelle regioni del Belgio in cui si parla Francese non c’è un partito di estrema destra forte.

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Il trolling istituzionalizzato di Donald Trump

@whitehouse via X

(ilpost.it, 22 giugno 2026)

All’inizio di giugno l’account ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato su TikTok uno dei tanti video che mostrano gli agenti dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane, mentre arrestano delle persone. La canzone di sottofondo era Bye di Ariana Grande; la didascalia diceva: «Bye-bye! Il presidente Trump ha realizzato il confine più sicuro della storia».

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In Colombia la campagna elettorale si fa con gattini e frutta antropomorfa

(ilpost.it, 17 maggio 2026)

Il 31 maggio in Colombia si voterà per il primo turno delle elezioni presidenziali che decideranno il successore di Gustavo Petro, di sinistra, che non può ricandidarsi. I candidati sono dodici ma, salvo grandi sorprese, quelli che possono arrivare al ballottaggio sono tre: Iván Cepeda, di sinistra (Pacto Histórico), Abelardo de la Espriella, di estrema destra (Defensores de la Patria), e Paloma Valencia, di centro-destra (Centro Democrático e Juntos por Colombia).

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Le operazioni di propaganda del regime iraniano

di Daniele Raineri (ilpost.it, 20 aprile 2026)

Il regime iraniano sta facendo propaganda contro gli Stati Uniti e Israele su due livelli. Al primo livello ci sono i video fatti con l’Intelligenza Artificiale che circolano molto sui social. Al secondo c’è una campagna che passa per X, la piattaforma che prima era Twitter, ed è fatta di freddure e battute sarcastiche distribuite dagli account delle ambasciate iraniane nel mondo.

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La propaganda trumpiana invade i social con finti americani creati con l’AI

The New York Times

di Federico Cella (corriere.it, 18 aprile 2026)

«Se supporti Trump, ti sei appena fatto un amico». Viene ripetuto sui social migliaia di volte: su Instagram, TikTok, Youtube, Facebook, centinaia di volti differenti – uomini, donne, bianchi, neri, giovani, anziani, capelli corti, capelli rossi – dicono la stessa frase, guardando in camera con un sorriso e lo sguardo ammiccante.

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Gli influencer della manosfera

Netflix

(ilpost.it, 20 marzo 2026)

A un certo punto del documentario di Netflix Louis Theroux: dentro la manosfera, uscito l’11 marzo, il regista fa una domanda a Harrison Sullivan, un popolare influencer palestrato, sessista e omofobo noto come HSTikkyTokky. Gli chiede perché promuova attraverso i suoi canali ragazze che producono contenuti pornografici e che lui disprezza e definisce insistentemente ripugnanti.

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