Archivi tag: Capitol Hill

La verità su Truth Social

NurPhoto / Rex – Shutterstock

di Andrea Daniele Signorelli (linkideeperlatv.it, 15 giugno 2026)

Non è la prima volta che un social network si presenta come «paladino della libertà d’espressione». Solo negli ultimi anni, piattaforme appartenenti alla galassia della alt-right come Gab, Parler o Rumble (tutte sorte attorno alla metà degli anni Dieci) si sono appropriate di questa etichetta per contrapporsi ai grandi social di massa, e così attrarre utenti preoccupati dalla «censura» – in realtà normali politiche di moderazione dei contenuti, peraltro ormai abbandonate – dei vari Instagram, Facebook o l’allora Twitter.

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Sergey Brin, l’ultimo tecno-miliardario passato a destra

Ph. Alex Brandon / Ap

(ilpost.it, 8 maggio 2026)

Negli ultimi anni negli Stati Uniti molti imprenditori del settore tecnologico si sono spostati a destra, sostenendo sempre più apertamente il presidente Donald Trump e il suo movimento politico. Alcuni di loro – come Elon Musk – l’hanno fatto in modo molto rumoroso, mentre per altri, come Mark Zuckerberg (capo di Meta) e Jeff Bezos (fondatore di Amazon), è stato un processo più graduale.

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Hasan Piker e la deriva populista dei democratici americani

LaPresse

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 18 aprile 2026)

La vittoria di Donald Trump è ancora oggi, per i democratici, una ferita fresca: dopo più di un anno e mezzo, il Partito Democratico non è stato in grado di rispondere adeguatamente all’ascesa del trumpismo, alla sua normalizzazione e alla presa esercitata dagli outsider Maga su media e istituzioni. Il golpista di Capitol Hill e l’influencer che parla di razza ariana non sono più errori di sistema, sono il sistema stesso.

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Applebaum: “Sull’America incombe l’ombra del fascismo”

The Guardian / Getty Images

di Anna Lombardi (repubblica.it, 28 gennaio 2026)

«Non uso la parola fascismo con leggerezza e generalmente non mi piace per descrivere il mondo contemporaneo: perché evoca cose ben circostanziate, come le leggi razziali o i campi di concentramento. Ma temo che questa volta sia la parola corretta da usare».

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Make America Hallucinate Again: la grande promessa dell’ibogaina

Ph. Eugene Mymrin / Getty Images

di Massimo Basile (repubblica.it, 28 dicembre 2025)

Per metà del secondo Novecento, gli psichedelici sono stati il passaporto culturale della controcultura: era il linguaggio chimico della sinistra radicale, i pacifisti e gli scettici del capitalismo. Poi arrivò il 6 gennaio 2021, la rivolta di Capitol Hill della base Maga.

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Lo “sciamano” del 6 gennaio si dà alla politica e rompe con Trump

Ph. Dario Lopez-Mills / Ap

(ansa.it, 6 gennaio 2026)

Jake Angeli, diventato uno dei simboli dell’assalto a Capitol Hill per le foto in cui compare con il volto dipinto di rosso, bianco e blu e un copricapo di pelliccia con corna di bisonte nere, ha annunciato l’intenzione di candidarsi a governatore dell’Arizona. E si è trasformato in un duro critico del presidente Usa.

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Live from Mar-a-Lago: lo Stato trasferito in un resort

Ph. Nicole Combea / Pool via Cnp

di Michele Mezza (huffingtonpost.it, 4 gennaio 2026)

La storia si fa nei resort. Da Sharm el-Sheikh, dove furono firmati gli accordi per una pace che non c’è a Gaza, ai saloni di Mar-a-Lago in Florida, da dove è stata monitorata l’irruzione americana a Caracas. Le sedi istituzionali sono il passato.

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Il gran teatro dell’autoritarismo populista

La Presse

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 11 novembre 2025)

Nel suo ampio elogio degli ultimi libri di Giuliano da Empoli, Il mago del Cremlino e L’ora dei predatori, come chiave per comprendere il carattere del nuovo autoritarismo e delle personalità autoritarie, qualche giorno fa David Brooks sottolineava sul New York Times, tra gli altri, un aspetto che ha molto colpito anche me. Per brevità e pigrizia, cito direttamente dalla sua sintesi.

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La nuova ossessione del cinema americano è la guerra interna alla democrazia

Warner Bros.

di Valentina Agostinis (linkiesta.it, 7 ottobre 2025)

In una delle prime scene del film si vede la storica battaglia di Gettysburg del 1863, rappresentata in pompa magna e con grande enfasi patriottica, in una di quelle grandi feste popolari che ricordano i momenti cruciali della Storia americana. È in sovraimpressione la scritta «bullet to bullet», proiettile su proiettile.

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La resa delle Big Tech all’autoritarismo di Trump

Ph. Julio Cortez / Ap – File

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 3 ottobre 2025)

YouTube non ha mai pagato così bene nessuno dei suoi creator, altro che targa d’oro per il milione di iscritti. In settimana la principale piattaforma mondiale di condivisione video ha strappato un assegno da 24,5 milioni di dollari. Beneficiario: Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti.

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