di Giuliana Muscio (ilmanifesto.it, 22 giugno 2019)
In un momento in cui il dibattito intorno a social, celebrità mediatiche, leader politici dalla voce grossa, legame tra populismo e comunicazioni di massa diventa sempre più tedioso, sorprende scoprire come alcuni di questi elementi fossero in gioco fin dagli anni Venti.
Donald Trump, come un caterpillar nelle stanze della democrazia, segue il manuale tipico degli autocrati, basato sull’indebolimento dei contrappesi al suo potere che rende gli Stati Uniti meno sicuri e più esposti alle turbolenze esterne.
Botta e risposta social tra Matteo Salvini e Alice De André, nipote di Fabrizio De André, dopo la contestazione al leader della Lega durante il concerto-omaggio al cantautore all’Agnata, in Sardegna. L’evento, con la partecipazione di Diodato e Dori Ghezzi, ha scatenato un acceso dibattito dopo che una ragazza ha contestato la presenza del leader della Lega in prima fila.
di Lorenzo Santucci (huffingtonpost.it, 20 luglio 2026)
Per il cantiere della nuova Ungheria di Péter Magyar è un colpo duro. Il primo ministro aveva scelto di candidare la leggenda nazionale degli scacchi Judit Polgár per il ruolo di presidente della Repubblica ad interim, con una logica chiara: compiere un altro passo nella rottura con l’era di Viktor Orbán.
La casa natale di Adolf Hitler a Braunau am Inn, in Alta Austria, ai confini con la Germania, è stata riconvertita in stazione di polizia. Oggi la sede del commissariato è stata inaugurata alla presenza del ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner (OeVP).
di Angelo Bruscino (huffingtonpost.it, 24 luglio 2026)
È curioso come l’ultimo video di Roberto Vannacci – costruito con l’Intelligenza Artificiale, ma perfettamente allineato alla sua estetica muscolare – venga salutato come una novità, quando in realtà è solo l’ennesima tappa di una lunga deriva: un prodotto violento, aggressivo, calibrato per parlare alla pancia degli elettori.
di Federico Pontiggia (ilfattoquotidiano.it, 15 luglio 2026)
Mark Ruffalo, quali pericoli ravvisa nell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount?
«Moltissimi. C’è l’inevitabile impatto umano della fusione: centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il mondo rischiano il posto. Oltre ai rischi tipici delle concentrazioni di questa portata – appunto, licenziamenti di massa, tagli alla spesa produttiva, minore scelta per i consumatori – l’operazione rappresenta una minaccia reale per la democrazia, e non solo negli Stati Uniti. Consegneremo a miliardari che non hanno mai nascosto l’intenzione di usare tali risorse per promuovere le proprie narrazioni politiche la possibilità di farlo su scala globale».
di Pietro Salvatori (huffingtonpost.it, 25 giugno 2026)
Uno spettro si aggira per l’America e s’insinua in Europa. Ha un nome cupo ed evocativo: Illuminismo oscuro. È un nuovo modo di pensare la politica, un’ideologia, se preferite, sicuramente collocabile all’estrema destra ma che poco ha a che fare con ciò cui siamo abituati.
In Belgio le radio e le televisioni in lingua Francese limitano la partecipazione nelle trasmissioni dei politici che hanno idee razziste e antidemocratiche, applicando contro di loro un “cordone sanitario mediatico”, cioè un insieme di regole per ridurne la visibilità. È uno dei fattori, anche se non l’unico, per cui nelle regioni del Belgio in cui si parla Francese non c’è un partito di estrema destra forte.
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 5 giugno 2026)
C’è una foto destinata a essere ricordata. Non perché sia uno scatto di rara fattura, né perché rappresenti un momento di straordinaria importanza per la Storia. Non si tratta del Muro di Berlino che crolla, né di un aereo che si schianta sulle Twin Towers, eppure quella foto è significativa.