Donald Trump, come un caterpillar nelle stanze della democrazia, segue il manuale tipico degli autocrati, basato sull’indebolimento dei contrappesi al suo potere che rende gli Stati Uniti meno sicuri e più esposti alle turbolenze esterne.
Chi diavolo gli aveva spostato i mobili della stanza? Perché mai camerieri e facchini dell’albergo fingevano di non conoscere l’Inglese? Nella primavera parigina del 1919, all’Hôtel du Prince Murat di Rue de Monceau, qualcosa di definitivo avvenne nella testa di Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti.
di Massimo Basile (repubblica.it, 28 dicembre 2025)
Per metà del secondo Novecento, gli psichedelici sono stati il passaporto culturale della controcultura: era il linguaggio chimico della sinistra radicale, i pacifisti e gli scettici del capitalismo. Poi arrivò il 6 gennaio 2021, la rivolta di Capitol Hill della base Maga.
Nella serata di domenica 1° dicembre, il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un post sul suo social, Truth, per chiedere retoricamente se la grazia concessa dall’attuale presidente Joe Biden al figlio Hunter sarebbe stata estesa anche gli «ostaggi del 6 gennaio, che sono ormai in prigione da anni». Nel corso della campagna elettorale per le presidenziali, Trump ha spesso citato i rivoltosi che hanno partecipato all’assalto al Congresso americano del 6 gennaio 2021, identificandoli come «J-6 Hostages» – da January 6 – e giurando di scarcerarli in caso di vittoria.
È conosciuto per il ruolo del biondo Bo Duke nella serie tv The Dukes of Hazzard e anche per il suo recente secondo posto nel talent show musicale The Masked Singer. Ma da ieri la sua fama è di nuovo esplosa per aver pubblicato un post su X che recitava così: «Signor Presidente, credo che lei sia colpevole di tradimento e che dovrebbe essere impiccato pubblicamente. Anche tuo figlio. Cordiali saluti, John Schneider».