Gioco d’Hazzard: John Schneider tra gli invasati anti-Biden

(linkiesta.it, 22 dicembre 2023)

È conosciuto per il ruolo del biondo Bo Duke nella serie tv The Dukes of Hazzard e anche per il suo recente secondo posto nel talent show musicale The Masked Singer. Ma da ieri la sua fama è di nuovo esplosa per aver pubblicato un post su X che recitava così: «Signor Presidente, credo che lei sia colpevole di tradimento e che dovrebbe essere impiccato pubblicamente. Anche tuo figlio. Cordiali saluti, John Schneider».

Warner Bros. Television

Il commento è apparso sotto una risposta a un post di Joe Biden nel quale il presidente degli Stati Uniti affermava che Donald Trump, che sta affrontando più di novanta accuse penali mentre cerca di rincorrere un secondo mandato per il 2024, «pone molte minacce al nostro Paese, ma la minaccia più grande che rappresenta è per la nostra democrazia. E se perdiamo questo, perdiamo tutto». La risposta di Schneider al post di Biden ha generato una shitstorm e ricevuto migliaia di risposte prima che l’attore decidesse di cancellarla.

Tra coloro che hanno risposto a Schneider, la giornalista investigativa Victoria Brownworth, che ha scritto: «Non ci sono prove di tradimento. Esci dalla bolla di Fox News». Un altro utente ha aggiunto: «Wow! Stai chiedendo l’esecuzione di un presidente in carica. Possano i servizi segreti presentarsi alla tua porta». Citando fonti anonime, Deadline ha riferito che l’agenzia dei servizi segreti incaricata di proteggere i presidenti e le loro famiglie ha aperto un’indagine preliminare su Schneider.

Molti però hanno preferito gettare acqua sul fuoco, ribadendo che il free speech è un diritto inalienabile in America e che l’osservazione bislacca di Schneider non può essere considerata una vera minaccia di morte. Perché la questione è tutta lì: secondo la legge federale, minacciare di infliggere danni fisici al presidente degli Stati Uniti può comportare una multa e fino a cinque anni di prigione.

In una dichiarazione a Deadline, comunque, Schneider ha negato tutto e in modo particolare di aver sostenuto l’esecuzione di Biden: «Non ho assolutamente incitato alla violenza o minacciato il presidente degli Stati Uniti. La mia posizione, che ho il diritto di avere, è che alcuni dei leader nazionali a Washington hanno perso la strada e la corruzione dilaga, sia ai confini della nostra nazione che all’estero. Affinché la nostra repubblica costituzionale possa sopravvivere è necessario che vi siano trasparenza e maggiore responsabilità. Non c’è alcuna minaccia nell’affermare questo».

I commenti di Schneider sul presidente Biden arrivano in un momento in cui i conservatori e i media schierati (incluso Fox News) sostengono gli sforzi repubblicani per avviarne un impeachment. Molti di loro hanno indagato per mesi sui rapporti d’affari di Joe Biden e di suo figlio Hunter nella speranza di trovare irregolarità che potrebbero costituire una base per una accusa.

Schneider è stato protagonista della serie tv Hazzard dal 1979 al 1985. Nel 2015, il canale televisivo Tv Land ha annunciato che avrebbe ritirato le repliche della serie d’azione perché l’auto che guidavano i personaggi principali recava la bandiera sudista, simbolo iconico per i gruppi di suprematisti bianchi. L’auto stessa prende il nome da Robert Lee, il generale confederato che ereditò la proprietà degli schiavi alla morte di sua madre. Schneider-Bo (il nome completo del personaggio, Beauregard, è identico al cognome di un famoso generale dell’esercito confederato) ha protestato contro la decisione del canale, prendendosela con l’imperante tendenza al politicamente corretto.

Il secondo posto nel finale di stagione al reality canoro The Masked Singer aveva appena fatto guadagnare a Schneider, che è anche un musicista country, un buon battage mediatico e gli elogi da parte della giuria vip. È stato quello il pretesto per un’intervista con Fox News in cui ha raccontato la sua sofferenza in questo primo Natale senza la moglie, la produttrice e attrice Alicia Allain Schneider, morta per un cancro al seno lo scorso febbraio.

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