Archivi tag: Usa 2024

I fratelli Tate, gli influencer della manosfera

Ph. Andrei Pungovschi / Getty Images

di Carlotta Sisti (esquire.com, 21 luglio 2026)

A marzo di quest’anno su Netflix è uscito un documentario di grande successo intitolato Louis Theroux: Inside the Manosphere. L’autore nonché volto è, appunto, Louis Theroux, prolifico documentarista che in più di vent’anni nel settore ha intervistato chiunque.

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L’era dei tecno-predatori

Ph. Julia Demaree Nikhinson / Ap

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 5 giugno 2026)

C’è una foto destinata a essere ricordata. Non perché sia uno scatto di rara fattura, né perché rappresenti un momento di straordinaria importanza per la Storia. Non si tratta del Muro di Berlino che crolla, né di un aereo che si schianta sulle Twin Towers, eppure quella foto è significativa.

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La fine del “Late Show” (dopo le molte pressioni di Trump)

Ph. Scott Kowalchyk / Getty Images

(ilpost.it, 19 maggio 2026)

Giovedì 21 maggio andrà in onda l’ultima puntata del Late Show with Stephen Colbert, lo storico talk show serale statunitense reso famoso in tutto il mondo da David Letterman, che lo condusse dal 1993 al 2015, quando decise di lasciare e farsi sostituire proprio da Colbert. La Cbs, l’emittente che l’ha trasmesso negli ultimi 33 anni, ne aveva annunciato la chiusura già la scorsa estate, motivandola con problemi finanziari.

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Bad Bunny sta riempiendo Porto Rico

Ph. Kevin Mazur / Getty Images

(ilpost.it, 17 luglio 2025)

I residency show sono cicli di spettacoli organizzati in uno stesso posto per mesi o settimane, e sono piuttosto comuni nel pop statunitense. Quello del cantante Bad Bunny è cominciato venerdì 11 luglio al Coliseo de Puerto Rico, un palazzetto da circa 18.500 posti nella Capitale, San Juan, e andrà avanti fino al 14 settembre con un totale di 30 concerti.

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Trump e Trump, sempre e fortissimamente Trump

Unsplash

di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 18 giugno 2025)

L’estate sta iniziando ma la democrazia liberale sta finendo. Le destre nazional-populiste-conservatrici sono l’infezione che avvicina la fine ma gli anticorpi del paziente si erano già debilitati ben prima dell’apparizione dei barbari, e i bacilli sono entrati nell’organismo. Eppure, ci sono ancora medici che diagnosticano un malato sì, un po’ affaticato, ma tutto sommato in buona salute.

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“Nuovo partito in America?”: Musk lancia un sondaggio su X

(agi.it, 6 giugno 2025)

A sette ore dall’inizio del sondaggio lanciato su X da Elon Musk, che ha chiesto ai suoi follower se è arrivato il momento di fondare un nuovo partito negli Stati Uniti, hanno votato in più di 3 milioni e 300mila. Il sì ha raccolto l’81 per cento dei consensi. E il post con il lancio del sondaggio ha registrato più di 38 milioni di visualizzazioni.

Trump ha pubblicato un video in cui colpisce Springsteen con una pallina da golf

(rollingstone.it, 21 maggio 2025)

Donald Trump ha pubblicato un video in cui colpisce Bruce Springsteen con una pallina da golf. Non è uno scherzo. Il Presidente degli Stati Uniti ha postato sul suo social Truth, e poi rilanciato su X, un breve video in cui lo si vede sul campo da golf, intento a colpire una pallina.

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Springsteen contro Trump

Ph. Shirlaine Forrest / Getty Images

di Giovanni Ansaldo (internazionale.it, 20 maggio 2025)

Era il 1984. Negli Stati Uniti era uscito da poco Born in the U.S.A., forse il disco più famoso di Bruce Springsteen, e Oltreoceano la “Springsteenmania” era in pieno svolgimento. Un brano, in particolare, stava spopolando, quello che dava il titolo all’album: Born in the U.S.A. Era un inno rock con un sintetizzatore in primo piano, una melodia orecchiabile e un ritornello che ricordava come il protagonista fosse «nato negli Stati Uniti».

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Donald Trump contro Bruce Springsteen e Taylor Swift

Ph. Alex Brandon / Ap

(adnkronos.com, 16 maggio 2025)

«Bruce Springsteen è un imbecille sopravvalutato». Firmato, Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti dedica un post “poco presidenziale” al rocker, da sempre schierato con i democratici e sostenitore prima di Joe Biden e poi di Kamala Harris alle elezioni del 2024.

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“Megalopolis” e il sogno infranto dell’impero americano

di Massimiliano Perrotta (huffingtonpost.it, 22 marzo 2025)

Si fa presto a dire impero. Da quando gli americani – sobillati dagli esperti di geopolitica, dai magnati aspiranti gladiatori, dal regista cinematografico Francis Ford Coppola – si sono messi in testa di essere nientemeno che la reincarnazione dell’impero romano, navigano in acque agitate. E noi con loro.

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