
di Giacomo Bondi (linkiesta.it, 7 luglio 2026)
Per anni il dibattito sulla disinformazione on line si è concentrato quasi esclusivamente su Facebook, X e le grandi piattaforme centralizzate di proprietà di colossi tecnologici. Ma mentre l’attenzione pubblica resta ancorata a questi ecosistemi, una parte crescente della circolazione informativa si sta spostando altrove: nei social decentralizzati, dove la moderazione è distribuita e le regole non sono uniformi.








