Villa Certosa, l’enorme e lussuosa residenza in Sardegna dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà venduta alla famiglia reale del Qatar. È stata per anni al centro della cronaca politica estiva, italiana e non solo.
Quando pubblicò su Amazon il suo primo libro, Il mondo al contrario, il 10 agosto del 2023, Roberto Vannacci era un generale dell’Esercito con una carriera ormai indirizzata verso la sua fase declinante, senza grosse possibilità di salire ancora nella gerarchia militare, come pure lui aveva sperato.
Donald Trump non capisce nulla di calcio e meno ancora gliene importa; però vuole consegnare la Coppa. Una platea internazionale non si perde, New York è la sua città (anche se per la finale dovrà attraversare l’Hudson e portarsi nel New Jersey), e quindi il re presidente amerebbe essere il primo ad alzare il trofeo mondiale, per poi passarlo in un secondo tempo al capitano della squadra vincitrice.
Donald Trump ha detto al sito Axios, in un’intervista registrata giovedì 18, che non ha scoperto «alcun limite» al proprio potere dopo aver iniziato la guerra in Iran. Intanto un libro di prossima uscita in America, Regime Change (Cambio di regime), dei reporter del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, rivela che al presidente degli Stati Uniti piace pensare di essere l’uomo più potente della Storia.
Un’esecuzione mirata, in pieno giorno, orchestrata oltre i confini russi per mettere a tacere una voce dissidente: l’ombra dell’omicidio politico si allunga sull’Europa. E, in particolare, in un angolo della Polonia orientale.
Apple ha rimosso Max, l’app di messaggistica statale voluta dal Cremlino, dal suo App Store, come annunciato dagli stessi sviluppatori russi dell’app. Da mesi Mosca spinge i russi a installare Max, una super-app priva di crittografia che, secondo i critici, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone.
Vladimir Putin attraversa una strada e saluta un gruppo di cittadini durante una visita a San Pietroburgo. È il febbraio del 2020. Ha appena deposto dei fiori sulla tomba di Anatolij Sobchak, il sindaco della città per cui lavorò agli inizi della carriera e che fu il suo padrino politico prima dell’ascesa al fianco di Boris Eltsin.
di Massimiliano Di Pace (huffingtonpost.it, 23 maggio 2026)
“Panem et propagandam” si potrebbe definire il motto delle autorità russe, se il lettore perdona il neologismo latino. In realtà, se gli imperatori romani si preoccupavano in una certa misura del benessere del proprio popolo assicurando che avessero da mangiare e da divertirsi con adeguati spettacoli nei circhi, tra l’altro diffusi in tutto l’Impero – “panem et circenses”, diceva Giovenale –, dalle parti del Cremlino più che altro ci s’ingegna ad assicurare sempre nuovi benefici ai reduci (e ai caduti) della guerra e alle relative famiglie.
L’essere padri assenti, che abbandonano chi amano, magari per inseguire successo e potere, «credo che derivi dalle origini di quella che viene definita mascolinità tossica, ovvero dall’educazione, dalla cattiva educazione che abbiamo ricevuto per secoli, e di cui anch’io faccio parte».
Giovedì 21 maggio andrà in onda l’ultima puntata del Late Show with Stephen Colbert, lo storico talk show serale statunitense reso famoso in tutto il mondo da David Letterman, che lo condusse dal 1993 al 2015, quando decise di lasciare e farsi sostituire proprio da Colbert. La Cbs, l’emittente che l’ha trasmesso negli ultimi 33 anni, ne aveva annunciato la chiusura già la scorsa estate, motivandola con problemi finanziari.