di Alessandro Fulloni (corriere.it, 19 luglio 2026)
Pallone, mondiali e “pressing” dei potenti sugli arbitri? Si comincia ben presto: secondo alcuni storici del calcio, la sintesi dei Mondiali del 1934 vinti dall’Italia sarebbe perfettamente descritta da una foto.
di Riccardo Papacci (huffingtonpost.it, 6 luglio 2026)
L’artista deve esporsi politicamente? È possibile separare l’opera dall’artista? È possibile scrivere una poesia dopo Auschwitz? Domande attuali, oggi più che mai.
di Monica Coviello (vanityfair.it, 17 luglio 2026)
A Roma, dove si è parlato di Intelligenza Artificiale, pace e minaccia nucleare, Sharon Stone ha trovato il modo di mandare un messaggio diretto a Donald Trump. Alla domanda dei giornalisti su cosa direbbe oggi al presidente degli Stati Uniti, l’attrice ha risposto senza esitazioni: «Comportati in modo tale che tua madre possa essere fiera di te».
di Monica Coviello (vanityfair.it, 16 luglio 2026)
La sua voce, questa volta, non risuona da un palco, ma appoggia una delle più grandi proteste degli ultimi anni in Albania. Dua Lipa ha deciso di sostenere pubblicamente i manifestanti che da oltre sei settimane scendono in piazza ogni sera a Tirana contro il governo del primo ministro Edi Rama.
di Federico Pontiggia (ilfattoquotidiano.it, 15 luglio 2026)
Mark Ruffalo, quali pericoli ravvisa nell’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount?
«Moltissimi. C’è l’inevitabile impatto umano della fusione: centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il mondo rischiano il posto. Oltre ai rischi tipici delle concentrazioni di questa portata – appunto, licenziamenti di massa, tagli alla spesa produttiva, minore scelta per i consumatori – l’operazione rappresenta una minaccia reale per la democrazia, e non solo negli Stati Uniti. Consegneremo a miliardari che non hanno mai nascosto l’intenzione di usare tali risorse per promuovere le proprie narrazioni politiche la possibilità di farlo su scala globale».
di Stefano Pistolini (linkiesta.it, 26 giugno 2026)
Ma quale “bella morte”? Il concetto è fuori discussione, se sei Peter Thiel – l’imprenditore fondatore di PayPal e Palantir, il primo investitore in Facebook e il principale sostenitore di Donald Trump tra gli oligarchi della Silicon Valley – e se hai il terrore di non avere a disposizione abbastanza tempo per cambiare faccia al mondo, secondo le linee-guida che poco alla volta hanno preso forma nella parte posteriore del tuo cervello.
di Pietro Salvatori (huffingtonpost.it, 25 giugno 2026)
Uno spettro si aggira per l’America e s’insinua in Europa. Ha un nome cupo ed evocativo: Illuminismo oscuro. È un nuovo modo di pensare la politica, un’ideologia, se preferite, sicuramente collocabile all’estrema destra ma che poco ha a che fare con ciò cui siamo abituati.
di Assia Neumann Dayan (linkiesta.it, 11 luglio 2026)
Siamo in quel punto del ferro di cavallo dove quelli che qualche mese fa ridevano di chi insultava Emeral Fennell perché, nel suo Cime tempestose, Heatcliff non era un orfanello nero ma un australiano alto due metri oggi insultano Christopher Nolan perché ha fatto interpretare a un’attrice nera, Lupita Nyong’o, Elena di Troia.
Corre, nuota e pedala. Il triathlon futurista di Vannacci però fa un mezzo flop. A Sanremo, sotto il Sole cocente del mattino, c’erano solo due «sporche» dozzine, come le definisce lui, di vannacciani a fare sport: è il modo migliore per risanare i conti del welfare del Belpaese.