Archivi tag: fascismo

Musica nell’Italia fascista: la produzione musicale ai tempi del regime

Ph. Brett Sayles / Pexels

di Harvey Sachs* (linkiesta.it, 19 marzo 2026)

Per comprendere la vita musicale dell’Italia fascista è necessario conoscere le strutture e infrastrutture musicali del Paese all’epoca della presa del potere di Mussolini, e come furono accresciute e trasformate sotto il regime. Ciò a sua volta richiede una certa familiarità con le persone che determinavano le politiche della burocrazia musicale interpretando, in base alle proprie idee, al proprio temperamento e istinto di sopravvivenza politica, generiche direttive del governo.

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Hollywood e politica: cent’anni di passione

Ph. Mario Anzuoni / Reuters

di Andrea Rocco (cinema.video/it, 3 aprile 2020)

Steve Ross ci incontra nella sua casa di Westwood, quartiere-set dell’ultimo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a… Hollywood. Professore di Storia alla University of Southern California, da tempo studia i rapporti, complessi e non lineari, tra Hollywood e la politica.

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Il totalitarismo digitale e la democrazia svuotata dalle piattaforme

Pexels

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 8 maggio 2026)

La letteratura di fantascienza degli anni Ottanta era fissata con il futuro. Era quasi sempre un futuro vicino e distopico, con computer, reti informatiche e grandi aziende che prendevano il controllo dei corpi e delle menti degli uomini.

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La società dello spettacolo politico

LaPresse

di Guia Soncini (linkiesta.it, 21 maggio 2026)

Apprendo da un articolo di Filippo Ceccarelli che non solo va ancora in onda il Grande Fratello, ma che l’edizione appena conclusa di quel reality che guardavamo da giovani l’ha vinta Alessandra Mussolini, la cui carriera può persino vantare un ruolo in un film di Scola ma la cui fama resterà sempre e comunque quella di nipote di Benito.

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La sindaca di Lecce si è fatta tatuare la scritta “MSI”

Instagram

(ilpost.it, 20 aprile 2026)

Durante l’inaugurazione di un evento di tatuaggi a Lecce, la sindaca Adriana Poli Bortone si è fatta tatuare sul polso destro la scritta “MSI” per ricordare il Movimento Sociale Italiano: il partito di estrema destra fondato il 26 dicembre 1946 a Roma, che raccolse diverse figure di rilievo che avevano lavorato nel regime fascista o lo avevano sostenuto fino alla fine, e di cui quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario.

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“The Boys”, il modo più divertente per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 16 aprile 2026)

Di tutte le prese per il culo dell’America trumpista, la più riuscita, ironica, sboccata e al tempo stesso adrenalinica non è una stand-up comedy, né un late show alla Jimmy Kimmel, ma una serie tv di supereroi. Si chiama The Boys e chi si è perso le quattro stagioni passate farà bene a recuperarle in fretta, perché la quinta nonché ultima, in streaming da alcuni giorni, non lascerà delusi i fan, a detta dei recensori che hanno visto in anteprima sette degli otto episodi (l’ultimo resta top secret anche per loro).

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Belle arti o ars belli?

Ph. Marco Mason

di Katia Margolis (huffingtonpost.it, 23 marzo 2026)

Le guerre non si combattono soltanto con missili e droni, ma anche con narrazioni e simboli. La crescente controversia suscitata dalla decisione della direzione della Biennale di Venezia di consentire alla Federazione Russa di partecipare con una sua esposizione dimostra come lo spazio culturale possa diventare parte di una più ampia lotta geopolitica.

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Un secolo di tv: come una scatola ha ucciso la politica

Bettmann / Corbis

di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 16 febbraio 2026)

È passato sotto silenzio un anniversario tondo dei giorni scorsi, addirittura un centenario: quello della nascita della televisione. Che si deve all’inventore britannico John Logie Baird, il quale, dopo gli esperimenti degli anni precedenti, il 26 gennaio 1926 realizzò la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte agli scienziati della Royal Institution e ai giornalisti.

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Pucci non va a Sanremo

Getty Images

di Guia Soncini (linkiesta.it, 10 febbraio 2026)

Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza delle classi dirigenti. Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza di quelli che stanno sui palcoscenici. E le classi dirigenti sono inadeguatissime, e quelli che stanno sui palcoscenici sono inadeguatissimi.

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Bad Bunny al Super Bowl 2026, un atto gioioso di resistenza anti-Trump

Ph. Kevin Mazur / Getty Images

di Michelle Ruiz (vanityfair.it, 9 febbraio 2026)

Fin dall’inquadratura d’apertura, con l’erba alta a velare i posti in tribuna da milioni di dollari della Levi’s Arena, era chiaro che non eravamo più a Santa Clara. Bad Bunny più che condurre l’halftime show del Super Bowl se l’è portato in viaggio nella sua Porto Rico: si è insinuato danzando tra i campi di canna da zucchero, ha afferrato una piragua, ha costeggiato un gruppetto di abuelos intenti a giocare a domino, fino a sbucare in una fiesta pulsante e febbrile, lanciata su uno dei suoi pezzi più iconici, Yo perreo sola.

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