
di Harvey Sachs* (linkiesta.it, 19 marzo 2026)
Per comprendere la vita musicale dell’Italia fascista è necessario conoscere le strutture e infrastrutture musicali del Paese all’epoca della presa del potere di Mussolini, e come furono accresciute e trasformate sotto il regime. Ciò a sua volta richiede una certa familiarità con le persone che determinavano le politiche della burocrazia musicale interpretando, in base alle proprie idee, al proprio temperamento e istinto di sopravvivenza politica, generiche direttive del governo.
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