Nell’ultima settimana il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno fatto parlare di sé a causa della loro passione per due tra i cantautori italiani più amati di sempre, Fabrizio De André e Francesco Guccini.
di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 6 maggio 2026)
Con Egemonia senza cultura. Storia sentimentale di un’ossessione italiana (Silvio Berlusconi Editore, 2026), Andrea Minuz, autore e docente di Cinema, affronta uno dei concetti più presenti e insieme più logorati del dibattito pubblico italiano: quello di “egemonia culturale”. Un’espressione continuamente evocata eppure sempre più sfuggente, stratificata, usata per descrivere fenomeni anche molto diversi tra loro.
di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 10 dicembre 2025)
Nel voler distruggere la Ue a favore dei nazionalisti di estrema destra, Elon Musk non è originalissimo. Già Henry Ford, uno dei più importanti imprenditori della Storia, il creatore dell’automobile di massa e, con il suo ingegnere, Frederick W. Taylor, l’inventore delle tecniche di produzione su larga scala, apprezzava i nazional-socialisti, quelli 1.0.
Uno degli attivisti conservatori più influenti negli Stati Uniti ha quarant’anni e si chiama Christopher Rufo. Da anni sostiene, in libri e interviste varie, che le correnti di estrema sinistra interne al Partito Democratico abbiano preso il controllo delle istituzioni americane.
di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 3 agosto 2024)
Il falso e le menzogne sono più attraenti del vero e del reale. Le prime stimolano l’immaginazione, sono poesia, il vero è solo, tristemente, prosa. Il falso è semplice, chiaro, evidente, il vero e il reale invece sempre complessi, sfumati e non rilucono. La menzogna soddisfa la libido, il vero quasi mai placa le pulsioni. Il falso, infine, è quasi sempre più credibile del vero.
di Daniele Cassandro (internazionale.it, 8 marzo 2022)
Gli Scritti Politti si formano nel 1977 a Leeds, nel Regno Unito. Inizialmente non sono neanche una band: sono un collettivo comunista composto da studenti d’arte, attivisti e squatter. Il nome che si scelgono è ispirato agli Scritti politici di Antonio Gramsci. Green Gartside, gallese e fondatore di quella che si stava trasformando in una band post punk, inventa un nome che, pur richiamandosi agli scritti di Gramsci ricordava anche Tutti frutti di Little Richard. Nella bizzarria di questo nome ci sono tutte le contraddizioni e il fascino degli Scritti Politti: un po’ intellettuali organici e un po’ pop star. I primi Scritti Politti partono dal punk ma le loro canzoni sono infarcite di riferimenti a Marx, Bakunin, Derrida, Deleuze e Lacan. Insomma fanno casino, ma un casino concettuale.