Archivi tag: woke

Le implicazioni politiche dell’“Odissea” di Nolan in Grecia

Ph. Petros Giannakouris / Ap

(ilpost.it, 4 agosto 2026)

La Grecia ha un rapporto con l’Odissea di Omero che non ha nessuno degli altri Paesi dove si è discusso dell’Odissea di Christopher Nolan. È un poema parte dell’identità nazionale, e in tanti tra media, politica, istituzioni culturali e persone comuni si sono sentite chiamate particolarmente in causa quando è arrivato il momento di commentare il film, che anche nel resto del mondo è stato al centro di conversazioni come pochi altri negli ultimi anni.

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“We will dance again” e il linciaggio social di Boy George

boygeorgeandcultureclub.net

di Maurizio Stefanini (ilfoglio.it, 28 luglio 2026)

«Tu dici genocidio, io dico guerra». Così inizia la canzone a tempo di pop-reggae che Boy George ha dedicato alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre: che è intitolata We will dance again, come la frase che è stata usata dagli israeliani per esprimere speranza e solidarietà in seguito alla strage ed è stata anche il titolo di un acclamato documentario sull’evento; e che nel video è riportata in Ebraico.

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L’Elena nera di Nolan

di Assia Neumann Dayan (linkiesta.it, 11 luglio 2026)

Siamo in quel punto del ferro di cavallo dove quelli che qualche mese fa ridevano di chi insultava Emeral Fennell perché, nel suo Cime tempestose, Heatcliff non era un orfanello nero ma un australiano alto due metri oggi insultano Christopher Nolan perché ha fatto interpretare a un’attrice nera, Lupita Nyong’o, Elena di Troia.

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La fine del “Late Show” (dopo le molte pressioni di Trump)

Ph. Scott Kowalchyk / Getty Images

(ilpost.it, 19 maggio 2026)

Giovedì 21 maggio andrà in onda l’ultima puntata del Late Show with Stephen Colbert, lo storico talk show serale statunitense reso famoso in tutto il mondo da David Letterman, che lo condusse dal 1993 al 2015, quando decise di lasciare e farsi sostituire proprio da Colbert. La Cbs, l’emittente che l’ha trasmesso negli ultimi 33 anni, ne aveva annunciato la chiusura già la scorsa estate, motivandola con problemi finanziari.

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L’egemonia, spesso senza cultura

Ph. Jacopo Raule / Getty Images

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 6 maggio 2026)

Con Egemonia senza cultura. Storia sentimentale di un’ossessione italiana (Silvio Berlusconi Editore, 2026), Andrea Minuz, autore e docente di Cinema, affronta uno dei concetti più presenti e insieme più logorati del dibattito pubblico italiano: quello di “egemonia culturale”. Un’espressione continuamente evocata eppure sempre più sfuggente, stratificata, usata per descrivere fenomeni anche molto diversi tra loro.

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Il “manifesto” di Palantir

Ph. Peter Klaunzer / Epa – Shutterstock

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 24 aprile 2026)

Alex Karp non sta bene. Si vede da quello che scrive, ma soprattutto da ciò che fa. Da come gesticola. Da quel ghigno e da quegli occhi spiritati, mentre dice le cose più indigeste del mondo.

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Hasan Piker e la deriva populista dei democratici americani

LaPresse

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 18 aprile 2026)

La vittoria di Donald Trump è ancora oggi, per i democratici, una ferita fresca: dopo più di un anno e mezzo, il Partito Democratico non è stato in grado di rispondere adeguatamente all’ascesa del trumpismo, alla sua normalizzazione e alla presa esercitata dagli outsider Maga su media e istituzioni. Il golpista di Capitol Hill e l’influencer che parla di razza ariana non sono più errori di sistema, sono il sistema stesso.

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Gli influencer della manosfera

Netflix

(ilpost.it, 20 marzo 2026)

A un certo punto del documentario di Netflix Louis Theroux: dentro la manosfera, uscito l’11 marzo, il regista fa una domanda a Harrison Sullivan, un popolare influencer palestrato, sessista e omofobo noto come HSTikkyTokky. Gli chiede perché promuova attraverso i suoi canali ragazze che producono contenuti pornografici e che lui disprezza e definisce insistentemente ripugnanti.

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Chi è Peter Thiel

Ph. Rebecca Blackwell / Ap

(ilpost.it, 11 marzo 2026)

Una prevista visita in Italia e una conferenza un po’ misteriosa dell’imprenditore Peter Thiel, uno dei più noti e controversi miliardari della destra statunitense, sta provocando una certa agitazione e ha innescato un’interrogazione parlamentare del centrosinistra riguardo alla possibilità, circolata sui giornali, che potesse incontrare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni o altri membri del governo.

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“I peccatori”, gli Oscar e il fattore Trump

di Andrea Cauti (agi.it, 10 marzo 2026)

Sinners – I peccatori di Ryan Coogler ha segnato la storia con sedici nomination agli Oscar 2026, superando il primato di quattordici candidature di Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Una “potenza di fuoco” enorme, che però non garantisce il successo.

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