
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 24 aprile 2026)
Alex Karp non sta bene. Si vede da quello che scrive, ma soprattutto da ciò che fa. Da come gesticola. Da quel ghigno e da quegli occhi spiritati, mentre dice le cose più indigeste del mondo.

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 18 aprile 2026)
La vittoria di Donald Trump è ancora oggi, per i democratici, una ferita fresca: dopo più di un anno e mezzo, il Partito Democratico non è stato in grado di rispondere adeguatamente all’ascesa del trumpismo, alla sua normalizzazione e alla presa esercitata dagli outsider Maga su media e istituzioni. Il golpista di Capitol Hill e l’influencer che parla di razza ariana non sono più errori di sistema, sono il sistema stesso.
Continua la lettura di Hasan Piker e la deriva populista dei democratici americani

(ilpost.it, 20 marzo 2026)
A un certo punto del documentario di Netflix Louis Theroux: dentro la manosfera, uscito l’11 marzo, il regista fa una domanda a Harrison Sullivan, un popolare influencer palestrato, sessista e omofobo noto come HSTikkyTokky. Gli chiede perché promuova attraverso i suoi canali ragazze che producono contenuti pornografici e che lui disprezza e definisce insistentemente ripugnanti.

(ilpost.it, 11 marzo 2026)
Una prevista visita in Italia e una conferenza un po’ misteriosa dell’imprenditore Peter Thiel, uno dei più noti e controversi miliardari della destra statunitense, sta provocando una certa agitazione e ha innescato un’interrogazione parlamentare del centrosinistra riguardo alla possibilità, circolata sui giornali, che potesse incontrare anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni o altri membri del governo.
di Andrea Cauti (agi.it, 10 marzo 2026)
Sinners – I peccatori di Ryan Coogler ha segnato la storia con sedici nomination agli Oscar 2026, superando il primato di quattordici candidature di Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Una “potenza di fuoco” enorme, che però non garantisce il successo.
Continua la lettura di “I peccatori”, gli Oscar e il fattore Trump

(ilpost.it, 27 febbraio 2026)
Fino a poco più di un anno fa David Ellison dirigeva Skydance Media, una società di produzione cinematografica relativamente piccola: produceva film tratti da alcuni franchise di grandi successo, come Mission: Impossible e Star Trek, ma le sue possibilità erano molto lontane da quelle di colossi come Netflix o Disney. Nel giro di pochi mesi, è diventato l’imprenditore più ingombrante e influente di Hollywood.
(agi.it, 2 febbraio 2026)
Chi si aspettava una serata di sola musica sarà rimasto deluso. Questa volta le politiche del presidente americano Donald Trump, comprensive della questione immigrazione e delle violenze dell’Ice, hanno fatto una pesante irruzione nella serata di Los Angeles dedicata ai Grammy Awards, gli Oscar americani per la musica.
Continua la lettura di Grammy Awards versione anti-Ice, Trump contro il presentatore

di Paolo Armelli (wired.it, 19 gennaio 2026)
Vedremo presto una serie su Donald Trump su Netflix? Chissà, dato che non c’è solo la Groenlandia tra i suoi interessi impellenti: il presidente ha acquisito, infatti, numerose obbligazioni in Netflix e Warner Bros. Discovery.
di Velia Alvich (corriere.it, 13 gennaio 2026)
Sono giorni di alti e bassi per Grok e per il suo “papà” Elon Musk. I picchi li sta raggiungendo negli Stati Uniti, nuova patria di elezione del miliardario sudafricano (naturalizzato americano), dove negli ultimi giorni sembra si stia verificando un riavvicinamento al governo con il quale aveva litigato a maggio del 2025.

di Marta Tonti (huffingtonpost.it, 23 dicembre 2025)
«Questo è un elenco dinamico e potrebbe non soddisfare mai particolari standard di completezza. Puoi contribuire modificando la pagina per aggiungere gli elementi mancanti, con riferimenti a fonti affidabili». La curiosa apertura della pagina di Wikipedia dedicata all’«Elenco delle cose che prendono il nome da Donald Trump» apre una riflessione sull’ossessione del presidente americano: dare il suo nome a grattacieli, istituti, campi da golf e quant’altro, marchiando la storia d’America con il suo brand.
Continua la lettura di Trump-America, l’ossessione di marchiare la storia col proprio nome