Archivi tag: femminismo

Dollitics: la politica senza appartenenza di Dolly Parton

Ph. Jason Kempin / Getty Images

di Mariella Palazzolo (huffingtonpost.it, 28 settembre 2026)

Avevo sedici anni quando conobbi Dolly Parton. Non lei, naturalmente, ma la sua musica. Ero un’exchange student Afs negli Stati Uniti, a Tucson, Arizona, che, come dicono le magliette per i turisti, si trova in the middle of nowhere.

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La leggenda della tiara di Wonder Woman

Getty Images

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 26 agosto 2026)

Wonder Woman e quel dettaglio del costume dell’eroina dei fumetti ispirato a un gioiello di un personaggio reale, Reale per giunta. Ci scuserete il bisticcio di parole ma la storia curiosa dietro la tiara disegnata, ispirata a quella vera appartenuta alla granduchessa Charlotte del Lussemburgo, c’impone l’accostamento dei due aggettivi.

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Elogio di Dolly Parton, dea della gentilezza

Ap

di Rebecca Solnit (internazionale.it, 26 agosto 2026)

La ameremo per sempre, e non ci sarà mai un’altra come lei. Questa artista che negli anni Sessanta è emersa dalla profonda povertà rurale per diventare non solo un’interprete e autrice di canzoni straordinariamente talentuosa, ma anche filantropa, umanista, umorista.

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Gli influencer della manosfera

Netflix

(ilpost.it, 20 marzo 2026)

A un certo punto del documentario di Netflix Louis Theroux: dentro la manosfera, uscito l’11 marzo, il regista fa una domanda a Harrison Sullivan, un popolare influencer palestrato, sessista e omofobo noto come HSTikkyTokky. Gli chiede perché promuova attraverso i suoi canali ragazze che producono contenuti pornografici e che lui disprezza e definisce insistentemente ripugnanti.

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La follia ossessiva di “Misery non deve morire”

Columbia Pictures / Everett Collection

di Giulio Zoppello (wired.it, 30 novembre 2025)

Misery non deve morire [Misery] è uno di quei film che non invecchiano mai. Frase abusata, senz’altro, ma non in questo caso. Il film di Rob Reiner, uscito in sala esattamente trentacinque anni fa, è stato capace di diventare un vero oggetto di culto.

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I pregiudizi ideologici su Lucio Battisti

di Andrea Silenzi (repubblica.it, 13 novembre 2025)

“Planando sopra boschi di braccia tese”. Questa frase presa da La collina dei ciliegi (1973) fece alzare il livello dei sospetti dei movimenti politici di sinistra nei confronti di Lucio Battisti. Anni difficili: e se quelle braccia tese fossero un richiamo ai saluti romani?

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La strumentalizzazione della religione in politica è una tattica antica

LaPresse

di Giovanni Cortesi (linkiesta.it, 11 ottobre 2025)

Missili balistici intercontinentali russi benedetti con acqua santa dai pope in paramenti liturgici, l’Ufficio della Fede alla Casa Bianca, abiti da crociati medievali e croci brandite in aria nella manifestazione londinese di estrema destra United the Kingdom. E poi, ancora, i Patrioti europei.

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“Strange Days” aveva già detto tutto sul nostro futuro

Lightstorm Entertainment / 20th Century Fox

di Giulio Zoppello (wired.it, 13 ottobre 2025)

Strange Days dopo trent’anni rimane uno dei momenti cinematografici più importanti degli anni Novanta. Kathryn Bigelow, in quel giro di boa del decennio, ci regalò un sontuoso affresco distopico, un’istantanea perfetta di ciò che sarebbe stato il nostro mondo da quel momento in poi.

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I grembiuli di Miuccia Prada

di Mila Spicola (huffingtonpost.it, 11 ottobre 2025)

I grembiuli di Miuccia Prada, visti nella sfilata dell’ultima collezione [primavera-estate 2026, At Work – N.d.C.], sono diventati virali. Sui social si alternano ironia e nostalgia, battute sul focolare e le punturine al cuore di ricordi lontani, nel vedere quei grembiuli dalle fantasie familiari stampate negli occhi e nella memoria.

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La rivoluzione del “Rocky Horror Picture Show”

20th Century Fox

di Lucia Tedesco (wired.it, 14 agosto 2025)

The Rocky Horror Picture Show, un’opera di rottura, sovversiva ed esuberante, che avrebbe cambiato per sempre la storia del musical e del cinema tutto, approda sugli schermi il 14 agosto 1975. Forgiato dalla mente di Richard O’Brien, questo musical è figlio del proprio tempo, gli anni Settanta.

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