Archivi tag: Immigration and Customs Enforcement (Ice)

La stella di Trump a Hollywood è di nuovo “ammaccata”

Adnkronos

di Simone Cesarei (adnkronos.com, 6 agosto 2026)

È la stella più riconoscibile di Hollywood. E la più colpita, nel vero senso della parola. La stella di Donald Trump [sulla Walk of Fame], a Hollywood, si presenta “ammaccata”. Non è una novità, a quanto pare.

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Indignati per niente: catalogo del ridicolo

Truth Social

di Guia Soncini (linkiesta.it, 7 luglio 2026)

Non riesco a decidere quale sia l’indignazione semipermanente (cioè: di durata variabile tra la mezz’ora e i tre giorni) più rilevante dell’ultima settimana, quindi credo che farò la pigra scelta di catalogarle e lasciare a voi la decisione.

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La cura del “Dottor Trump” per le star di Hollywood

Donald Trump via Truth Social

di Roberta Damiata (ilgiornale.it, 3 luglio 2026)

Camice bianco, stetoscopio al collo e un’improbabile cura contro l’avversione nei suoi confronti. Donald Trump torna a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per colpire i suoi critici e questa volta si trasforma in un medico pronto a guarire alcune delle più famose star di Hollywood dalla cosiddetta “Trump Derangement Syndrome”, la “Sindrome da delirio anti-Trump”.

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World Cup Fifa formato Donald & Gianni: un catalogo di discriminazioni inattese

LaPresse

di Maurizio Crippa (ilfoglio.it, 24 giugno 2026)

Non siamo noi che siamo Maga, sono loro che sono razzisti: potrebbero tranquillamente dirlo, dopo questo primo giro di Mondiale, i sostenitori della World Cup Fifa in formato Donald & Gianni. Ai corrispondenti tocca scrivere (a malincuore, eh) che in campo di razzismo non se n’è visto; remigrazioni manu militari di intere tifoserie nemmeno.

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Il trolling istituzionalizzato di Donald Trump

@whitehouse via X

(ilpost.it, 22 giugno 2026)

All’inizio di giugno l’account ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato su TikTok uno dei tanti video che mostrano gli agenti dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane, mentre arrestano delle persone. La canzone di sottofondo era Bye di Ariana Grande; la didascalia diceva: «Bye-bye! Il presidente Trump ha realizzato il confine più sicuro della storia».

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Dal Duce all’emiro: breve storia dello sportwashing

Ph. Sven Simon / Imago

di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)

Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.

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Met Gala 2026 nel caos: proteste contro Bezos

Ph. Shannon Stapleton / Reuters

di Elisabetta Moro (cosmopolitan.com, 5 maggio 2026)

Mentre le celebrity si preparavano per il Met Gala 2026 a New York, in città continuavano le proteste. Da quando si è diffusa la notizia che la serata sarebbe stata sponsorizzata da dieci milioni di dollari donati dal fondatore di Amazon Jeff Bezos e da sua moglie, Lauren Sánchez, diverse associazioni e sindacati hanno lanciato boicottaggi e tappezzato la città di manifesti e striscioni.

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Cos’è oggi la musica di protesta

Ph. Warren Du Preez

di Giovanni Ansaldo (internazionale.it, 21 aprile 2026)

Cos’è oggi la musica di protesta? È Streets of Minneapolis, il brano di Bruce Springsteen contro gli abusi dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione che Donald Trump ha trasformato in uno strumento di terrore?

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“The Boys”, il modo più divertente per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 16 aprile 2026)

Di tutte le prese per il culo dell’America trumpista, la più riuscita, ironica, sboccata e al tempo stesso adrenalinica non è una stand-up comedy, né un late show alla Jimmy Kimmel, ma una serie tv di supereroi. Si chiama The Boys e chi si è perso le quattro stagioni passate farà bene a recuperarle in fretta, perché la quinta nonché ultima, in streaming da alcuni giorni, non lascerà delusi i fan, a detta dei recensori che hanno visto in anteprima sette degli otto episodi (l’ultimo resta top secret anche per loro).

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L’Italia ha schivato i Mondiali di Trump

Ph. Evan Vucci / Ap

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 2 aprile 2026)

Certe volte il calcio non sembra proprio uno sport come tutti gli altri. Somiglia più a una serie tv in stile Black Mirror o a un inquietante quadro dell’ultimo Goya. Lo stiamo vedendo con il percorso di avvicinamento ai Mondiali 2026, ospitati dagli Stati Uniti, con una partecipazione minore di Canada e Messico.

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