È la stella più riconoscibile di Hollywood. E la più colpita, nel vero senso della parola. La stella di Donald Trump [sulla Walk of Fame], a Hollywood, si presenta “ammaccata”. Non è una novità, a quanto pare.
Non riesco a decidere quale sia l’indignazione semipermanente (cioè: di durata variabile tra la mezz’ora e i tre giorni) più rilevante dell’ultima settimana, quindi credo che farò la pigra scelta di catalogarle e lasciare a voi la decisione.
Camice bianco, stetoscopio al collo e un’improbabile cura contro l’avversione nei suoi confronti. Donald Trump torna a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per colpire i suoi critici e questa volta si trasforma in un medico pronto a guarire alcune delle più famose star di Hollywood dalla cosiddetta “Trump Derangement Syndrome”, la “Sindrome da delirio anti-Trump”.
Non siamo noi che siamo Maga, sono loro che sono razzisti: potrebbero tranquillamente dirlo, dopo questo primo giro di Mondiale, i sostenitori della World Cup Fifa in formato Donald & Gianni. Ai corrispondenti tocca scrivere (a malincuore, eh) che in campo di razzismo non se n’è visto; remigrazioni manu militari di intere tifoserie nemmeno.
All’inizio di giugno l’account ufficiale della Casa Bianca ha pubblicato su TikTok uno dei tanti video che mostrano gli agenti dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione e le dogane, mentre arrestano delle persone. La canzone di sottofondo era Bye di Ariana Grande; la didascalia diceva: «Bye-bye! Il presidente Trump ha realizzato il confine più sicuro della storia».
di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)
Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.
di Elisabetta Moro (cosmopolitan.com, 5 maggio 2026)
Mentre le celebrity si preparavano per il Met Gala 2026 a New York, in città continuavano le proteste. Da quando si è diffusa la notizia che la serata sarebbe stata sponsorizzata da dieci milioni di dollari donati dal fondatore di Amazon Jeff Bezos e da sua moglie, Lauren Sánchez, diverse associazioni e sindacati hanno lanciato boicottaggi e tappezzato la città di manifesti e striscioni.
di Giovanni Ansaldo (internazionale.it, 21 aprile 2026)
Cos’è oggi la musica di protesta? È Streets of Minneapolis, il brano di Bruce Springsteen contro gli abusi dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione che Donald Trump ha trasformato in uno strumento di terrore?
di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 16 aprile 2026)
Di tutte le prese per il culo dell’America trumpista, la più riuscita, ironica, sboccata e al tempo stesso adrenalinica non è una stand-up comedy, né un late show alla Jimmy Kimmel, ma una serie tv di supereroi. Si chiama The Boys e chi si è perso le quattro stagioni passate farà bene a recuperarle in fretta, perché la quinta nonché ultima, in streaming da alcuni giorni, non lascerà delusi i fan, a detta dei recensori che hanno visto in anteprima sette degli otto episodi (l’ultimo resta top secret anche per loro).
di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 2 aprile 2026)
Certe volte il calcio non sembra proprio uno sport come tutti gli altri. Somiglia più a una serie tv in stile Black Mirror o a un inquietante quadro dell’ultimo Goya. Lo stiamo vedendo con il percorso di avvicinamento ai Mondiali 2026, ospitati dagli Stati Uniti, con una partecipazione minore di Canada e Messico.