Archivi tag: deepfake

La cura del “Dottor Trump” per le star di Hollywood

Donald Trump via Truth Social

di Roberta Damiata (ilgiornale.it, 3 luglio 2026)

Camice bianco, stetoscopio al collo e un’improbabile cura contro l’avversione nei suoi confronti. Donald Trump torna a utilizzare l’Intelligenza Artificiale per colpire i suoi critici e questa volta si trasforma in un medico pronto a guarire alcune delle più famose star di Hollywood dalla cosiddetta “Trump Derangement Syndrome”, la “Sindrome da delirio anti-Trump”.

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Tale e quale: il sosia nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

Ph. Ray Banhoff

di Ivan Carozzi (linkiesta.it, 16 dicembre 2025)

Diversi anni fa, quando abitavo in Via Carlo Farini a Milano, mi capitava spesso d’incontrare al semaforo un signore vestito con un vecchio cappotto, sempre con una borsa della spesa in mano, non troppo alto, con le guance scavate e la lunga barba bianca, magro e affilato come la guglia di una chiesa gotica. Era la copia vivente dello scrittore Fëdor Dostoevskij e, ogni volta che lo incrociavo, non riuscivo a evitare di scrutarlo e quasi divorarlo con gli occhi.

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Danny Bones, il rapper che infiamma l’estrema destra inglese

AI-generated / The Node Project via YouTube

di Paolo Armelli (wired.it, 30 marzo 2026)

Testa rasata, bomberino col risvolto trapuntato, jeans e stivali: Danny Bones incarna già nel look lo stereotipo di quelli che un tempo venivano definiti skinhead, e più in generale del militante working class di estrema destra nelle periferie britanniche. Bones, per di più, è un rapper il cui seguito on line sta crescendo piuttosto rapidamente (anche se, bisogna dire, con numeri non stratosferici) proprio per la sua aderenza a una propaganda nazionalista e razzista.

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Jessica Foster non esiste

AI-generated / Jessica Foster via Instagram

di Michela Rovelli (corriere.it, 22 marzo 2026)

Bionda, bellissima, sempre sorridente. Si riprende mentre gioca con le colleghe sulle brandine della base in cui lavora, su una nave da guerra in viaggio nella missione Epic Fury o elegantissima mentre parla in pubblico.

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Come funziona la “slopaganda”

Truth Social

di Alessandro Frau (agi.it, 1° febbraio 2026)

Donald Trump versione “Re”, “Papa”, “Jedi”, o mentre passeggia con un pinguino tra i ghiacci della Groenlandia: immagini create o rilanciate dalla Casa Bianca nelle ultime settimane e pensate per dominare il feed di piattaforme social. Immagini fatte per far ridere, far arrabbiare, far parlare, spostando la conversazione dal merito delle decisioni al terreno della guerra culturale per meme.

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I video falsi influenzano anche chi sa che sono falsi

Ap Photo

(ilpost.it, 30 gennaio 2026)

Due psicologi dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, hanno recentemente pubblicato un articolo su un loro esperimento fatto nel 2024, in cui ipotizzavano che anche un video fatto con l’Intelligenza Artificiale, palesemente falso e segnalato come tale, possa influenzare ciò che le persone pensano.

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Trump firma la legge contro il revenge porn voluta da Melania

Ph. Saul Loeb / Afp via Getty Images

di Massimo Basile (agi.it, 19 maggio 2025)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, assieme alla first lady Melania, ha firmato il Take It Down Act, una misura promossa dalla moglie del presidente, che prevede pene più severe contro la diffusione on line di immagini intime non consensuali. È il cosiddetto “revenge porn”.

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I video “deepfake” sono sopravvalutati

Ph. Sam Hodgson / The New York Times – Contrasto

(ilpost.it, 12 novembre 2024)

La missione spaziale statunitense Apollo 11, quella che il 20 luglio 1969 portò i primi esseri umani sulla Luna, è tra molte altre cose oggetto di diverse teorie del complotto, secondo cui le foto, i filmati e gli altri documenti sull’allunaggio sarebbero dei falsi. Uno degli argomenti più forti e più spesso utilizzati per respingere quelle teorie è che la notizia fu diffusa, per quanto laconicamente, anche dagli organi di stampa dell’Unione Sovietica, all’epoca impegnata contro gli Stati Uniti nella Guerra Fredda e nella corsa allo Spazio, e che avrebbe quindi avuto ogni interesse a svelare un’eventuale messinscena della Nasa.

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Perché i deepfake di Kamala Harris sono fatti così male

Wired Staff

di Will Knight (wired.it, 12 settembre 2024)

Quando la scorsa settimana Elon Musk ha condiviso su X un’immagine che apparentemente ritraeva una Kamala Harris vestita da dittatrice comunista, è stato subito evidente che l’illustrazione era un falso creato dall’Intelligenza Artificiale. La candidata alla presidenza degli Stati Uniti del Partito Democratico – appena uscita da un dibattito decisamente positivo contro il suo avversario Donald Trump – non è comunista, e (per quanto ne sappiamo) nemmeno una cosplayer che s’ispira all’Unione Sovietica.

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Usa 2024: Elon Musk ha diffuso finora 50 post bufala su X

Ph. Christian Marquardt / Pool – Getty Images

(ansa.it, 9 agosto 2024)

Secondo un nuovo rapporto dell’organizzazione no profit britannica Center for Countering Digital Hate, Elon Musk ha diffuso informazioni errate sulle elezioni statunitensi e sulla campagna presidenziale dei democratici in almeno 50 post sul social X. Come riporta Engadget, il ceo del centro, Imran Ahmed, sottolinea che l’assenza di una verifica dei fatti dimostra che l’attività di Musk nel contenere la diffusione delle bufale «sta fallendo, con il parallelo aumento del rischio di portare alla violenza nel mondo reale».

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