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Danny Bones, il rapper che infiamma l’estrema destra inglese

AI-generated / The Node Project via YouTube

di Paolo Armelli (wired.it, 30 marzo 2026)

Testa rasata, bomberino col risvolto trapuntato, jeans e stivali: Danny Bones incarna già nel look lo stereotipo di quelli che un tempo venivano definiti skinhead, e più in generale del militante working class di estrema destra nelle periferie britanniche. Bones, per di più, è un rapper il cui seguito on line sta crescendo piuttosto rapidamente (anche se, bisogna dire, con numeri non stratosferici) proprio per la sua aderenza a una propaganda nazionalista e razzista.

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Jessica Foster non esiste

AI-generated / Jessica Foster via Instagram

di Michela Rovelli (corriere.it, 22 marzo 2026)

Bionda, bellissima, sempre sorridente. Si riprende mentre gioca con le colleghe sulle brandine della base in cui lavora, su una nave da guerra in viaggio nella missione Epic Fury o elegantissima mentre parla in pubblico.

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Come funziona la “slopaganda”

Truth Social

di Alessandro Frau (agi.it, 1° febbraio 2026)

Donald Trump versione “Re”, “Papa”, “Jedi”, o mentre passeggia con un pinguino tra i ghiacci della Groenlandia: immagini create o rilanciate dalla Casa Bianca nelle ultime settimane e pensate per dominare il feed di piattaforme social. Immagini fatte per far ridere, far arrabbiare, far parlare, spostando la conversazione dal merito delle decisioni al terreno della guerra culturale per meme.

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I video falsi influenzano anche chi sa che sono falsi

Ap Photo

(ilpost.it, 30 gennaio 2026)

Due psicologi dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, hanno recentemente pubblicato un articolo su un loro esperimento fatto nel 2024, in cui ipotizzavano che anche un video fatto con l’Intelligenza Artificiale, palesemente falso e segnalato come tale, possa influenzare ciò che le persone pensano.

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Trump firma la legge contro il revenge porn voluta da Melania

Ph. Saul Loeb / Afp via Getty Images

di Massimo Basile (agi.it, 19 maggio 2025)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, assieme alla first lady Melania, ha firmato il Take It Down Act, una misura promossa dalla moglie del presidente, che prevede pene più severe contro la diffusione on line di immagini intime non consensuali. È il cosiddetto “revenge porn”.

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I video “deepfake” sono sopravvalutati

Ph. Sam Hodgson / The New York Times – Contrasto

(ilpost.it, 12 novembre 2024)

La missione spaziale statunitense Apollo 11, quella che il 20 luglio 1969 portò i primi esseri umani sulla Luna, è tra molte altre cose oggetto di diverse teorie del complotto, secondo cui le foto, i filmati e gli altri documenti sull’allunaggio sarebbero dei falsi. Uno degli argomenti più forti e più spesso utilizzati per respingere quelle teorie è che la notizia fu diffusa, per quanto laconicamente, anche dagli organi di stampa dell’Unione Sovietica, all’epoca impegnata contro gli Stati Uniti nella Guerra Fredda e nella corsa allo Spazio, e che avrebbe quindi avuto ogni interesse a svelare un’eventuale messinscena della Nasa.

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Perché i deepfake di Kamala Harris sono fatti così male

Wired Staff

di Will Knight (wired.it, 12 settembre 2024)

Quando la scorsa settimana Elon Musk ha condiviso su X un’immagine che apparentemente ritraeva una Kamala Harris vestita da dittatrice comunista, è stato subito evidente che l’illustrazione era un falso creato dall’Intelligenza Artificiale. La candidata alla presidenza degli Stati Uniti del Partito Democratico – appena uscita da un dibattito decisamente positivo contro il suo avversario Donald Trump – non è comunista, e (per quanto ne sappiamo) nemmeno una cosplayer che s’ispira all’Unione Sovietica.

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Usa 2024: Elon Musk ha diffuso finora 50 post bufala su X

Ph. Christian Marquardt / Pool – Getty Images

(ansa.it, 9 agosto 2024)

Secondo un nuovo rapporto dell’organizzazione no profit britannica Center for Countering Digital Hate, Elon Musk ha diffuso informazioni errate sulle elezioni statunitensi e sulla campagna presidenziale dei democratici in almeno 50 post sul social X. Come riporta Engadget, il ceo del centro, Imran Ahmed, sottolinea che l’assenza di una verifica dei fatti dimostra che l’attività di Musk nel contenere la diffusione delle bufale «sta fallendo, con il parallelo aumento del rischio di portare alla violenza nel mondo reale».

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Il politico sudcoreano che conquista consensi grazie al suo avatar

(Afp / internazionale.it, 17 febbraio 2022)

Sullo schermo ha l’aspetto e la voce di Yoon Suk-yeol, candidato alla presidenza della Corea del Sud. Ma in realtà è “AI Yoon”, il suo avatar prodotto con la tecnologia deepfake. In una sede della campagna elettorale, a Seoul, un gruppo di collaboratori giovani e alla moda utilizza l’Intelligenza Artificiale per tentare l’impossibile: rendere “cool” un politico sessantenne. Partendo da ore di filmati del candidato del partito d’opposizione, Potere del popolo, la squadra di geek ha creato un avatar digitale di Yoon Sul-yeol e ha lanciato AI Yoon nell’arena elettorale in vista delle presidenziali del 9 marzo. Il deepfake, la tecnologia digitale che permette di creare simulazioni iper-realistiche di persone reali, aveva già effettuato diverse incursioni nelle campagne digitali. Ma i creatori di AI Yoon pensano che la loro creatura sia il primo avatar deepfake ufficiale di un candidato.

Ph. Jung Yeon-je / Afp

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Storia di come “Striscia la notizia” ha portato i deepfake in Italia

di Davide Piacenza (wired.it, 22 marzo 2021)

La prima volta che qualcuno ha usato il termine deepfake era il 2017, Donald Trump era alla Casa Bianca da qualche mese, in Italia il presidente del Consiglio era Paolo Gentiloni e quella parola – usata da un manipolo di accademici e addetti ai lavori del settore dei media e del tech – era appena stata coniata per indicare un fiorente immondezzaio di fake pornografici che avevano iniziato a colpire diverse attrici di fama internazionale su Internet, un fenomeno tale da portare Reddit a proibire la pratica di innestare volti di star del cinema su corpi di pornostar. Due anni dopo, fuori da ogni bolla dei social network, a trasmettere il primo deepfake autoprodotto della televisione è però stato un “tg satirico” che va in onda da più di trent’anni, con ascolti che lo piazzano nell’Olimpo del nazionalpopolare italiano: Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci.

Canale 5
Canale 5

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