Jessica Foster non esiste

AI-generated / Jessica Foster via Instagram

di Michela Rovelli (corriere.it, 22 marzo 2026)

Bionda, bellissima, sempre sorridente. Si riprende mentre gioca con le colleghe sulle brandine della base in cui lavora, su una nave da guerra in viaggio nella missione Epic Fury o elegantissima mentre parla in pubblico.

Al suo fianco c’è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lei si chiama Jessica Foster, è una soldatessa che nel giro di quattro mesi ha accumulato oltre un milione di follower su Instagram. Rappresenta la perfetta paladina patriottica dei sogni del popolo Maga americano. Peccato che non esista.

Il Washington Post ha indagato a fondo per capire da dove spuntasse Jessica Foster. Anche perché sul suo profilo, dove ogni foto è corredata da migliaia di commenti di entusiasti e appassionati sostenitori delle politiche di Trump e dell’estrema destra americana, appare nelle situazioni più esclusive e nei momenti più importanti delle ultime vicende politiche. Si scatta un selfie con Trump e Putin, poi un altro con Trump e Zelensky. Appare alla conferenza del Board of Peace, l’ente che vuole sostituire l’Onu nella gestione dei conflitti, a cominciare da Gaza, voluto dallo stesso presidente statunitense. E poi in viaggio su una nave da guerra per l’attacco all’Iran.

Ci sono anche dei dettagli stonati: il Board of Peace diventa «Boarder» of Peace, le medaglie e le divise appartengono a diversi corpi militari e identificano un mix caotico di qualifiche. Spesso, poi, nelle sue foto appaiono in primo piano i piedi nudi, elegantemente smaltati di viola scuro. Le magliette militari sono attillatissime e fanno risaltare le curve. Il sexy si unisce ai messaggi propagandistici. Una perfetta influencer che ben si sposa con la comunicazione che la Casa Bianca ultimamente sta portando avanti, dove la guerra si mischia con i manga, la lotta all’immigrazione si confonde con la satira. In questo caso, si colpisce al cuore il sogno erotico dell’uomo Maga.

Né il proprietario dell’account, né la Casa Bianca hanno voluto commentare il caso. Jessica Foster non esiste: è stata probabilmente generata con l’Intelligenza Artificiale. Non c’è alcuna traccia di lei all’anagrafe, in qualunque documento pubblico, e nemmeno nei registri del servizio militare. Nonostante sull’account Instagram non ci sia alcuna etichetta che evidenzi che questi contenuti siano stati creati con l’AI, a guardarli bene emerge da molti dettagli che questo è un grosso, ben riuscito, fake. L’ennesimo esempio di come la strategia per catturare l’attenzione on line – e far passare silenziosamente dei messaggi politici – si basi sempre di più sull’Intelligenza Artificiale, sull’ironia e anche sull’erotismo.

Non è l’unico profilo di donna impegnata e forte sostenitrice di Trump, infatti, ad essere comparso sulle piattaforme. Su TikTok, su X e sullo stesso Instagram spuntano sempre più profili di sexy soldate, poliziotte, persino camioniste. E, dai commenti, sembra che la maggior parte degli utenti caschino con tutti i piedi nel tranello: le ritengono persone reali. Ma gli Stati Uniti fanno presto scuola. Negli ultimi giorni, ha raccontato la Bbc, sono comparse anche donne soldato iraniane pronte a raccontare come stanno difendendo il loro Paese. Peccato che, in Iran, alle donne sia proibita la leva militare.

Nel caso di Jessica Foster, il suo primo post risale al Giorno del Ringraziamento: lei e la bandiera americana. Sotto, la scritta chiedeva un commento per ogni «ragazzo etero cui piace una ragazza americana in divisa». Dopo oltre cinquanta post, dopo aver raggiunto il milione di follower e dopo l’inchiesta del Washington Post, il profilo è stato rimosso da Instagram. Prima – senza aiuti esterni –, a capire che Jessica Foster era un fake ci era arrivato OnlyFans. La soldatessa Maga era attiva anche lì: per poco. Non aveva mai concluso la procedura di verifica che identifica il creator come persona reale.

Spread the love