
di Elisabetta Moro (cosmopolitan.com, 5 maggio 2026)
Mentre le celebrity si preparavano per il Met Gala 2026 a New York, in città continuavano le proteste. Da quando si è diffusa la notizia che la serata sarebbe stata sponsorizzata da dieci milioni di dollari donati dal fondatore di Amazon Jeff Bezos e da sua moglie, Lauren Sánchez, diverse associazioni e sindacati hanno lanciato boicottaggi e tappezzato la città di manifesti e striscioni.
Questa donazione rompe gli schemi passati, dato che solitamente erano le case di moda a fare da sponsor. Con questa cifra devoluta all’evento, invece, Bezos e Sánchez si sono assicurati il ruolo di presidenti onorari, muovendo un passo nel mondo della moda. Anna Wintour, ex direttrice editoriale globale di Vogue, che organizza l’evento, è stata molto criticata per questa decisione e ha cercato di placare le polemiche sul coinvolgimento della coppia dichiarando alla Cnn: «Penso che Lauren sarà una risorsa preziosa per il museo e per l’evento. Sono molto grata per la sua incredibile generosità, ed è una grande appassionata di costumi e ovviamente di moda, quindi siamo entusiasti che faccia parte della serata».
Le proteste, però, non sono mancate. Già durante il matrimonio di Bezos e Sánchez a Venezia si erano formati comitati di protesta contro il fondatore di Amazon e, in generale, contro i miliardari che sembrano poter comprare qualsiasi cosa con le loro donazioni. Come racconta il New York Times, alla vigilia del Met Gala le campagne anti-Bezos sono «esplose per le strade di New York, nelle metropolitane e on line», tra aspre critiche e appelli al boicottaggio. Si potevano leggere striscioni con su scritto «Tax the rich» e «Se puoi comprare il Met Gala, puoi pagare più tasse» con riferimenti a un’inchiesta di ProPublica che ha denunciato come, per diversi anni, Bezos non abbia pagato alcuna imposta federale sul reddito.
Labor is Art, un gruppo che riunisce lavoratori e sindacati di Amazon, ha organizzato una sfilata di moda di protesta per portare l’attenzione sui dipendenti di Amazon, le loro storie e i loro diritti. Alexia Sol, attivista trans che ha partecipato alla sfilata, ha dichiarato di protestare perché «i miliardari non sono le persone più importanti del mondo. Le persone più importanti sono le persone comuni, e quando le persone lavorano per i miliardari non fanno altro che fargli guadagnare di più». «Il Met Gala non celebra gli esseri umani, celebra solo il denaro», ha aggiunto.
Ma le iniziative di dissenso non sono finite qui: secondo diverse fonti il gruppo Everyone Hates Elon, che protesta contro Elon Musk e gli altri miliardari, avrebbe posizionato quasi trecento bottigliette in miniatura di finta urina all’interno del Met, con riferimento alle numerose lamentele dei dipendenti dell’azienda di Jeff Bezos che hanno denunciato di non avere diritto nemmeno alle pause per andare in bagno. Le bottigliette, piene di liquido giallo, portavano la scritta «Boicotta il Met Gala di Bezos». Lo stesso gruppo avrebbe affisso per la città manifesti con la scritta «Met Gala di Bezos: offerto dall’azienda che alimenta l’Ice», e proiettato foto e video contro il miliardario sugli edifici della città. Durante l’evento, poi, un manifestante è stato arrestato fuori dal Met: pare si tratti di Chris Smalls, fondatore del sindacato dei lavoratori di Amazon.
Nel frattempo, tantissime celebrity hanno sfilato ugualmente all’evento e sfoggiato i loro look: Bad Bunny, Heidi Klum, Katy Perry, Emma Chamberlain, Charli XCX, Beyoncé, solo per citarne una piccolissima parte, hanno sfilato sul tappeto rosso. Ci sono state, però, anche delle defezioni e delle critiche. Bella Hadid ha messo un “Mi piace” significativo a un post contro la partecipazione di Bezos al Met Gala e non si è vista sul red carpet, a differenza di sua sorella Gigi Hadid. L’attrice e cantante Taraji P. Henson si è unita alla comica Meredith Lynch nel criticare le star che hanno partecipato al Met di quest’anno; e Sarah Paulson, pur partecipando all’evento, ha sfilato con gli occhi ricoperti da una banconota da un dollaro a simboleggiare l’1% dei più ricchi al mondo, accecati dal denaro.
Diverse altre personalità di spicco hanno disertato il Gala, ma senza specificarne le ragioni. Tra i grandi assenti c’erano Zendaya (che ha partecipato all’evento per sette anni consecutivi), Lady Gaga e Meryl Streep, che ha appena recitato ne Il diavolo veste Prada 2, in cui interpreta una versione romanzata di Anna Wintour alle prese con un miliardario che cerca di comprare la sua rivista (e, non a caso, da mesi si parla del fatto che Bezos voglia acquistare Condé Nast, il gruppo editoriale di Vogue). Sembra che alla Streep fosse stato proposto di co-presiedere l’evento quest’anno, ma lei avrebbe declinato l’invito.
Neanche Zohran Mamdani e sua moglie [Rama Duwaji] si sono presentati: il sindaco socialista di New York ha confermato settimane fa che non avrebbe partecipato all’evento, in linea con le proprie posizioni politiche e per evitare eventuali polemiche. Ha inoltre scelto di puntare i riflettori sui lavoratori dell’industria della moda che realizzano gli abiti delle celebrity, spesso lavorando in condizioni poco dignitose. Per farlo ha promosso il progetto Work of Art – Turning the lens on the workers that power fashion, una serie di ritratti della fotografa Kara McCurdy: «Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla più grande serata della moda», ha scritto su Instagram il sindaco, «noi ci rivolgiamo a chi lavora nel tessile, nel commercio al dettaglio e ai magazzinieri che mantengono l’industria in funzione».