Archivi tag: The Washington Post

Kimmel, Cooper, Colbert e gli altri: giro di vite sui nemici di Trump

Cbs

di Martino Mazzonis (huffingtonpost.it, 18 febbraio 2026)

In principio fu Jimmy Kimmel, poi vennero tutti gli altri. Le pressioni sul mondo dell’informazione da parte dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati, spesso miliardari e padroni di media, si fanno asfissianti. Sembra passato molto tempo, ma sono passati pochi mesi.

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Epitaffi per il “Washington Post”, fatto a fette da Bezos

(huffingtonpost.it, 5 febbraio 2026)

Lo chiamano «riassetto strategico», ma per il Washington Post è un bagno di sangue. L’editore Jeff Bezos, patron di Amazon, sul podio degli uomini più ricchi del mondo, ha annunciato il taglio di trecento giornalisti su ottocento, un ridimensionamento complessivo della redazione annunciato dal direttore Matt Murray come «doloroso ma necessario».

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Le politiche di Jeff Bezos stanno distruggendo il “Washington Post”

Ph. Andrew Harnik / Getty Images

di Giulio Silvano (ilfoglio.it, 31 gennaio 2026)

Il progressista New York Magazine ha parlato di «meltdown esistenziale» e di «demoralizzante distruzione» per descrivere l’attuale condizione del Washington Post, storico quotidiano acquistato nel 2013 dal proprietario di Amazon, Jeff Bezos. Il giornale, quando su pressione del board ha deciso di non allinearsi alle presidenziali, ha perso centinaia di migliaia di abbonati e decine di firme.

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Trump attacca George Clooney: “Star di serie B e politologo fallito”

(ansa.it, 24 marzo 2025)

George Clooney critica lo stato della libertà di espressione e di stampa negli Stati Uniti e Donald Trump l’attacca su Truth Social, definendolo una «star di serie B» e «un politologo fallito». Premio Oscar per Syriana (e come produttore per Argo, assieme a Ben Affleck e Grant Heslov), l’attore è stato intervistato nel corso del programma della Cbs Sixty Minutes per promuovere l’adattamento teatrale del suo film del 2005 Good Night, and Good Luck sul celebre anchorman Edward Murrow.

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Come Trump vuole controllare l’informazione

Ph. Kevin Dietsch / Getty Images

di François Bougon (Mediapart / internazionale.it, 13 febbraio 2025)

«Siete già esausti?». Cominciava con questa domanda la rubrica della giornalista del New Yorker Susan B. Glasser una settimana dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio. Da allora la frenesia delle informazioni e degli annunci, uno più scandaloso dell’altro, è andata avanti senza sosta. I mezzi di comunicazione, negli Stati Uniti e nel resto del mondo, sono di nuovo alle prese con la politica sconcertante del leader del movimento Make America Great Again (Maga).

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A Melania Trump 40 milioni di dollari per un documentario di Amazon

Ph. Alex Edelman / Afp

(ansa.it, 7 gennaio 2025)

Il regista del franchise Rush Hour e di X-Men: Last Stand, Brett Ratner, girerà un documentario su Melania Trump: è il suo primo progetto dietro la macchina da presa da quando è stato accusato di molestie sessuali al tempo del #MeToo. Gli studi Mgm di Amazon hanno accettato di diffondere il film che uscirà nel 2025 nelle sale e in streaming e che vede Melania nel ruolo di produttore esecutivo al fianco di Fernando Sulichin, che ha condotto in porto Snowden di Oliver Stone e Flag Day di Sean Penn.

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Vignetta non pubblicata, disegnatrice del “Washington Post” si dimette

Ann Telnaes

(ilpost.it, 4 gennaio 2025)

Una delle disegnatrici del Washington Post, Ann Telnaes, si è dimessa perché il giornale non ha pubblicato una sua vignetta su Jeff Bezos, tra gli uomini più ricchi del mondo, proprietario di Amazon nonché dello stesso Washington Post. Telnaes, che è una vincitrice del Premio Pulitzer, ha pubblicato sulla sua newsletter personale un bozzetto della vignetta: mostra vari personaggi di spicco delle aziende tecnologiche e dei media statunitensi che s’inginocchiano davanti a Donald Trump.

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«A star is born»: Elon Musk, l’altro vincitore

Ph. Jabin Botsford / The Washington Post

di Adele Sarno (huffingtonpost.it, 6 novembre 2024)

«We have a new star. A star is born: Elon». Con queste parole, pronunciate dal palco del quartier generale di Palm Beach durante il discorso della vittoria, Donald Trump consacra Musk come la nuova stella del partito Repubblicano. E lancia un messaggio importante: potrebbe essere proprio lui il vero vincitore del secondo mandato del tycoon. La ragione è chiara: con l’ingresso in politica, il suo impero imprenditoriale potrebbe beneficiare enormemente dal ritorno dell’ex presidente alla Casa Bianca.

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Usa 2024: Elon Musk è la vera “October surprise”

Ph. Ryan Collerd / Afp via Getty Images

(adnkronos.com, 30 ottobre 2024)

«Elon Musk è l’October surprise di queste elezioni». È quanto scrive il Washington Post, affermando che «nessun miliardario americano ha giocato con la politica» come sta facendo il fondatore di Tesla e patron di X con la sua campagna a sostegno di Donald Trump. Il coinvolgimento a suon di megafinanziamenti di miliardari nelle campagne elettorali non è certo una novità, continua il Post, al centro di una bufera – e della fuga di centinaia di migliaia di abbonati – perché il miliardario che lo possiede, Jeff Bezos, ha deciso di bloccare l’editoriale con cui il comitato direttivo del giornale avrebbe voluto dare il proprio endorsement a Kamala Harris.

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L’indisposizione umana a votare come le star

Ph. Jordan Vonderhaar / Getty Images

(linkiesta.it, 29 ottobre 2024)

È il 1956. Elvis Presley non ha ancora compiuto ventidue minuscoli anni, sta per uscire il film Love me tender, mentre canta sculetta così tanto che Ed Sullivan non lo vuole nel suo programma per famiglie. Finché quello va ospite della concorrenza, vince la serata, e Sullivan – che era abituato a fare il programma più visto d’America, secondo solo a I love Lucy – si arrende. Cinquantamila dollari per tre puntate.

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