Archivi tag: George Clooney

Hollywood e politica: cent’anni di passione

Ph. Mario Anzuoni / Reuters

di Andrea Rocco (cinema.video/it, 3 aprile 2020)

Steve Ross ci incontra nella sua casa di Westwood, quartiere-set dell’ultimo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a… Hollywood. Professore di Storia alla University of Southern California, da tempo studia i rapporti, complessi e non lineari, tra Hollywood e la politica.

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Gli attori, pagati per far le facce (non per spiegarci il mondo)

Ph. Filip Urban / Unsplash

di Guia Soncini (linkiesta.it, 9 agosto 2025)

La notizia, che non sarebbe una notizia neppure nel giorno in cui non fosse successo veramente niente di niente, è che un’attrice piuttosto gnocca si dichiara repubblicana. Non nel senso di La Malfa, nel senso di Trump.

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Sindrome Marilyn

20th Century Fox

di Guia Soncini (linkiesta.it, 12 giugno 2025)

L’unica cosa di cui m’interessa parlare in questo articolo è la sindrome Marilyn, ma poiché sono vile comincerò dai maschi: come disse Jack Nicholson molti anni prima di Dario Brunori, l’ultima categoria con cui è possibile prendersela è il maschio etero bianco. Comincerò da George Clooney, che compare su un palcoscenico di Broadway (e alla Cnn, che ha trasmesso la penultima replica del suo spettacolo).

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Il successone dell’adattamento teatrale del film di George Clooney “Good Night, and Good Luck”

Ph. Andy Kropa / Invision – Ap

(ilpost.it, 9 giugno 2025)

L’adattamento teatrale del film di George Clooney Good Night, and Good Luck è da poco diventato lo spettacolo con i maggiori incassi nella storia di Broadway, nonché il primo a essere stato trasmesso dal vivo in tv, sabato [7 giugno] sulla Cnn. In parte questo enorme successo è dovuto alla presenza dello stesso Clooney, che è uno degli attori più amati di Hollywood e a teatro non si vedeva da un po’.

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Trump attacca George Clooney: “Star di serie B e politologo fallito”

(ansa.it, 24 marzo 2025)

George Clooney critica lo stato della libertà di espressione e di stampa negli Stati Uniti e Donald Trump l’attacca su Truth Social, definendolo una «star di serie B» e «un politologo fallito». Premio Oscar per Syriana (e come produttore per Argo, assieme a Ben Affleck e Grant Heslov), l’attore è stato intervistato nel corso del programma della Cbs Sixty Minutes per promuovere l’adattamento teatrale del suo film del 2005 Good Night, and Good Luck sul celebre anchorman Edward Murrow.

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L’epoca della celebrità frammentaria

Rai 1

di Guia Soncini (linkiesta.it, 7 marzo 2025)

«Ma io dico, ma Totti no, all’Europeo che fa il cucchiaio, prima del calcio di rigore je vai a chiéde la foto?». Lo dice Tony Effe, chiunque egli sia, intervistato alla tele da Alessandro Cattelan, e lo dice rovinandosi per sempre la possibilità d’avere una carriera televisiva: si sta lamentando dei microfonisti che a Sanremo gli chiedevano una foto assieme un secondo prima che salisse sul palco, i tecnici Rai hanno memoria da elefanti, Tony Chi? dovrà espiare a lungo.

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Trump nomina Stallone, Gibson e Voight suoi “ambasciatori speciali” a Hollywood

Getty Images

(agi.it, 17 gennaio 2025)

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato gli attori Sylvester Stallone, Jon Voight e Mel Gibson “ambasciatori speciali” a Hollywood per fargli da “occhi e orecchie” nell’industria cinematografica, che è in larga parte pro-Democratici. Stallone, 78enne newyorkese che ha interpretato Rambo e Rocky, ha aperto un gala per il presidente eletto a metà novembre nel suo feudo di Mar-a-Lago in Florida.

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Cosa ci fa Hollywood allo stadio di Como

Ph. Jacopo M. Raule / Getty Images

di Furio Zara (ilfoglio.it, 18 dicembre 2024)

Ciak, si gioca. Che ci fa Keira Knightley seduta in perfetta posa hollywoodiana in tribuna allo stadio Giuseppe Sinigaglia? Perché Adrien Brody sta fotografando l’esultanza di tale Gabrielloni? Chi ha convinto lo scontroso Hugh Grant a guardare una partita di due squadre – Como vs Parma – di cui fino a un attimo fa ignorava l’esistenza? Aveva forse l’agenda libera quella stessa domenica pomeriggio Spiderman, al secolo Andrew Garfield? Ma davvero Michael Fassbender sta gridando la sua esultanza come un qualsiasi ultrà?

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Kamala Harris ha perso: l’era del celebrity endorsement è finita?

The Guardian / Getty Images

di Edward Helmore (theguardian.com / dagospia.com, 19 novembre 2024)

I nomi sembrano quelli di un cast di talenti in procinto di calcare un red carpet o di partecipare alla famosa festa post-Oscar di Vanity Fair. Oprah Winfrey, Megan Thee Stallion, George Clooney, Leonardo DiCaprio, Bruce Springsteen e molti, molti altri. Questi sono solo alcuni dei nomi di celebrità di spicco che hanno sostenuto la corsa fallimentare di Kamala Harris alla Casa Bianca, rendendola una delle campagne politiche più costellate di star nella storia degli Stati Uniti.

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L’indisposizione umana a votare come le star

Ph. Jordan Vonderhaar / Getty Images

(linkiesta.it, 29 ottobre 2024)

È il 1956. Elvis Presley non ha ancora compiuto ventidue minuscoli anni, sta per uscire il film Love me tender, mentre canta sculetta così tanto che Ed Sullivan non lo vuole nel suo programma per famiglie. Finché quello va ospite della concorrenza, vince la serata, e Sullivan – che era abituato a fare il programma più visto d’America, secondo solo a I love Lucy – si arrende. Cinquantamila dollari per tre puntate.

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