Archivi tag: Xi Jinping

Trump adesso rivendica di essere “il numero uno su TikTok”

Anadolu via Getty Images

di Bruno Ruffilli (lastampa.it, 8 luglio 2026)

«Anche se molti dicono che TikTok è “pericoloso”, forse non è così male, visto che io sono il numero uno sul social network per numero di visualizzazioni». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti oggi ad Ankara, a margine del vertice Nato, durante un incontro con il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte.

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La Storia riscritta da Trump

Ph. Brendan Smialowski / Afp via Getty Images

di Viviana Mazza (corriere.it, 20 giugno 2026)

Donald Trump ha detto al sito Axios, in un’intervista registrata giovedì 18, che non ha scoperto «alcun limite» al proprio potere dopo aver iniziato la guerra in Iran. Intanto un libro di prossima uscita in America, Regime Change (Cambio di regime), dei reporter del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, rivela che al presidente degli Stati Uniti piace pensare di essere l’uomo più potente della Storia.

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“Scare Out”: Pechino arruola il regista di “Lanterne rosse”

Ap / LaPresse

di Gabriele Carrer (linkiesta.it, 17 marzo 2026)

Quando un film d’apertura del Capodanno cinese viene «guidato e creato» dal ministero della Sicurezza di Stato (ovvero l’intelligence di Pechino) e incassa 160 milioni di dollari in due settimane, vale la pena chiedersi cosa stia succedendo davvero. Non tanto al botteghino, quanto nella strategia comunicativa di un’agenzia che per decenni ha fatto dell’invisibilità la sua cifra distintiva.

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In Giappone è Takaichi-mania

Ph. Teranishi Mutsumi via Instagram

di Gianluca Modolo (repubblica.it, 7 febbraio 2026)

Tsunami Takaichi. Da quando è diventata lo scorso ottobre la prima donna premier del Sol Levante, il Giappone sembra in preda ad una Takaichi-mania: la borsa che porta, i cracker di riso e gamberetti che mangia, persino la penna rosa che usa per prendere appunti in Parlamento sono diventati oggetti di culto.

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I leader di Giappone e Corea del Sud suonano il K-pop

X

(ilpost.it, 14 gennaio 2026)

Dopo una riunione con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi a Nara, in Giappone, il presidente sudcoreano Lee Jae-myung si è messo a suonare la batteria con lei. È stato un momento inusuale e molto coreografico, ma anche con un valore simbolico: celebrare i buoni rapporti tra i leader e la riuscita dell’incontro.

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Questo selfie è più di un selfie

Epa / Yonhap

(ilpost.it, 6 gennaio 2026)

Lunedì è iniziato il viaggio in Cina del presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung. È significativo perché è il primo di un presidente sudcoreano dal 2019, e la prima visita di Stato dal 2017, e perché segna in generale una distensione nei rapporti tra i due Paesi, che si erano deteriorati durante la presidenza del predecessore di Jae-myung, il conservatore Yoon Suk-yeol (destituito e sotto processo per il tentativo d’instaurare la legge marziale a fine 2024).

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Come si ridiventa nazisti

Maxomatic

di Stefano Feltri (vanityfair.it, 9 ottobre 2025)

Immaginate di essere Gavin McInnes, il fondatore degli estremisti di destra americani noti come Proud Boys, che, al funerale dell’attivista trumpiano Charlie Kirk, ha detto: «Siamo in guerra». «Con i folli idioti della sinistra non si ragiona». Dopo l’assassinio di Kirk, durante un comizio all’Università dello Utah, «al peggio ci sarà una guerra civile».

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Dissingplomacy, la degenerazione della diplomazia nell’era dei social

Ph. Brendan Smialowski / Getty Images

di Giovanni Cortesi (linkiesta.it, 10 settembre 2025)

C’era una volta una nobile arte, una fra le più raffinate e aristocratiche: quella di risolvere pacificamente le controversie internazionali attraverso dialogo, incontri cerimoniosi ed etichette impeccabili. Il suo nome era diplomazia. “C’era una volta”, perché ora quell’arte sembra morta e sepolta.

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Le due carriere parallele di Maye Musk in Cina e negli Stati Uniti

Ph. Slaven Vlasic / Getty Images

di Zeyi Yang (wired.it, 28 marzo 2025)

Quando a gennaio negli Stati Uniti incombeva la prospettiva di un divieto nazionale di TikTok, centinaia di migliaia di persone hanno iniziato a riversarsi su un altro social network cinese, RedNote. Una volta arrivati sulla piattaforma, hanno scoperto che Maye Musk, la madre di Elon, lì aveva già un pubblico relativamente ampio.

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In Cina i meme sono un caso di Stato

sixthtone.com

di Lorenzo Lamperti (wired.it, 26 gennaio 2025)

I meme possono diventare un affare di Stato se toccano argomenti sensibili per le classi dirigenti al governo. È accaduto in Cina. Ma andiamo con ordine, e proviamo a ricostruire cosa è successo. Novembre 2013. Dopo decenni passati quasi nel dimenticatoio, la città di Qufu si prepara a un evento inusuale: la visita di un presidente della Repubblica Popolare. Siamo nello Shandong, provincia nord-orientale della Cina.

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