Kylian Mbappé fa chiarezza sulla vicenda della maglia dedicata a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco finita al centro del dibattito per la recente crisi migratoria, e “nascosta” prima della partita tra Real Madrid ed Elche.
Questa settimana Jordan Bardella e Marine Le Pen – leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National, favorito alle presidenziali del 2027 – hanno attaccato il calciatore e capitano della Nazionale francese Kylian Mbappé per alcuni suoi commenti contenuti in un’intervista a Vanity Fair uscita martedì [12 maggio].
Dall’inizio di dicembre, le principali squadre di calcio in Francia stanno diffondendo appelli e comunicati di solidarietà per un uomo di trentasei anni appena condannato in Algeria a sette anni di carcere per terrorismo. Soltanto negli ultimi giorni hanno chiesto la sua liberazione il Paris Saint-Germain, squadra più ricca e influente del Paese, e diverse altre squadre della Ligue 1, cioè la Serie A francese, come Nizza, Lens (attualmente prima in classifica), Auxerre, Le Havre, Nantes.
Quando ero piccolo in Serie A c’erano due e poi tre stranieri per squadra e ognuno ricorda i “suoi”: Platini e Boniek nella Juve, Maradona e Careca nel Napoli, o le favolose giaculatorie Gullit-Rijkaard-Van Basten nel Milan e Matthäus-Klinsmann-Brehme nell’Inter. A un certo punto il limite è saltato e oggi ci troviamo in presenza, non solo in Italia, di vere e proprie “squadre mondo”.
Mancavano due settimane alle elezioni legislative francesi quando Kylian Mbappé ha rotto il silenzio, nella conferenza stampa che precedeva l’esordio della Francia all’Europeo di calcio, contro l’Austria: «Voglio rivolgermi in particolare ai giovani. La nostra generazione può fare la differenza, gli estremisti sono alle porte del potere. Chiedo a tutti di andare a votare».
In Francia il caos politico che segue il voto delle europee e le nuove elezioni politiche indette dal presidente Macron nel Paese, contagia il mondo del calcio. «Siamo in un momento cruciale della storia del Paese, e devi vedere le tue priorità. Siamo innanzitutto cittadini, non dobbiamo essere scollegati dal mondo. Ci troviamo in una situazione senza precedenti. Voglio rivolgermi a tutti i francesi e in particolare ai giovani: vediamo che gli estremisti sono alle porte del potere. Abbiamo la possibilità di cambiare tutto, e dobbiamo identificarci con i valori della tolleranza, del rispetto, della diversità. Ogni voce conta. Io condivido gli stessi valori di Marcus, sono dalla sua parte».
«Estrema destra? I campanelli d’allarme sono già suonati. Dobbiamo tutti andare a votare». Parola di Ousmane Dembélé. Non succede quasi mai che un calciatore prenda posizione su questioni politiche. Per questo le parole dell’attaccante del Paris Saint-Germain restituiscono bene quanto sia incendiaria la situazione in Francia, dove, dopo le elezioni europee, il presidente Emmanuel Macron ha sciolto l’Assemblea nazionale e indetto il voto anticipato.
Cercherà di insistere. Sono queste le parole con cui Emmanuel Macron ha risposto a un tifoso preoccupato, la scorsa settimana. La preoccupazione è quella che, questa estate o al più tardi in quella del 2024, Kylian Mbappé lasci il Paris Saint-Germain e la Francia per trasferirsi all’estero, quasi certamente al Real Madrid. È una questione che riguarda da vicino il Presidente della Repubblica, notoriamente legato all’attaccante parigino e altrettanto interessato a contrastare l’indebolimento del calcio locale.