di Daniele Fiori (ilfattoquotidiano.it, 6 luglio 2026)
La telefonata di Donald Trump a Gianni Infantino, poi la decisione della Fifa di cancellare la squalifica di Folarin Balogun a poche ore dall’ottavo di finale contro il Belgio. Una scelta senza precedenti nella storia dei Mondiali.
La Spagna non ha solo vinto, per la seconda volta nella sua storia, i Mondiali di calcio. La Spagna ha vinto i mondiali americani, monopolizzati dalla presenza invasiva di Donald Trump, riportando l’Europa sul tetto del mondo.
Donald Trump non capisce nulla di calcio e meno ancora gliene importa; però vuole consegnare la Coppa. Una platea internazionale non si perde, New York è la sua città (anche se per la finale dovrà attraversare l’Hudson e portarsi nel New Jersey), e quindi il re presidente amerebbe essere il primo ad alzare il trofeo mondiale, per poi passarlo in un secondo tempo al capitano della squadra vincitrice.
di Giuseppe Acconcia (huffingtonpost.it, 26 giugno 2026)
È tutto pronto per uno degli eventi più attesi del Mondiale di calcio 2026: il primo “Pride Match” nella storia della popolare competizione, che si terrà sabato 27 giugno a Seattle. Ma a rendere l’evento davvero memorabile è lo scontro sportivo tra due Paesi – Egitto e Iran – che di diritti Lgbtq+ e non solo non vogliono proprio sentirne parlare.
di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 11 giugno 2026)
Omar Abdulkadir Artan era arrivato a Miami con un visto valido e una convocazione ufficiale della Fifa. A quarantadue anni, dopo aver arbitrato la Coppa d’Africa e le qualificazioni mondiali, stava per diventare il primo somalo a dirigere una partita dei Mondiali 2026.
Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.
di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)
Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.
di Carlo Federico Ferrero (sprintesport.it, 3 marzo 2026)
C’è un attimo, prima del fischio d’inizio, in cui il rumore del calcio scompare. Al Gold Coast Stadium di Queensland, la notte del 2 marzo 2026, le giocatrici dell’Iran restano immobili: lo sguardo fisso, le labbra serrate, nessun canto.
di Paolo Tomaselli (corriere.it, 20 novembre 2025)
Sono trascorsi 3 anni da quel monologo di 61 minuti, alla vigilia del Mondiale in Qatar, con il quale Gianni Infantino entrò sulla scena della politica internazionale: «Oggi mi sento qatarino, arabo, africano, gay, disabile, mi sento un lavoratore migrante». Eppure la sua raccomandazione più accorata, in quel discorso che spaziava dal bullismo subìto da bambino figlio d’immigrati in Svizzera fino all’ipocrisia dell’Europa neocolonialista, era di segno opposto: «Pensate solo al calcio, please, please, please».
Il 12 luglio, durante una partita di rugby tra Argentina e Inghilterra giocata a San Juan, alcuni tifosi argentini hanno rivolto insulti razzisti ai giocatori neri dell’Inghilterra. Il presidente della federazione argentina Gabriel Travaglini ha condannato l’episodio ed espresso la propria solidarietà agli atleti inglesi, ma alla fine la sua associazione non è stata in grado d’identificare i responsabili, come comunicato lo scorso 21 luglio da World Rugby, cioè l’organizzazione internazionale del rugby.