Archivi tag: Ali Khamenei

Egitto-Iran: a Seattle il primo Pride Match Day

Ph. Alika Jenner / Nwsl via Getty Images

di Giuseppe Acconcia (huffingtonpost.it, 26 giugno 2026)

È tutto pronto per uno degli eventi più attesi del Mondiale di calcio 2026: il primo “Pride Match” nella storia della popolare competizione, che si terrà sabato 27 giugno a Seattle. Ma a rendere l’evento davvero memorabile è lo scontro sportivo tra due Paesi – Egitto e Iran – che di diritti Lgbtq+ e non solo non vogliono proprio sentirne parlare.

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Mondiali 2026: tra calcio e geopolitica

Ph. Al Drago / Bloomberg

(adnkronos.com, 11 giugno 2026)

Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.

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Donne, calcio e dissenso: la Nazionale femminile iraniana non canta l’inno in Coppa d’Asia

Ansa – Epa

di Carlo Federico Ferrero (sprintesport.it, 3 marzo 2026)

C’è un attimo, prima del fischio d’inizio, in cui il rumore del calcio scompare. Al Gold Coast Stadium di Queensland, la notte del 2 marzo 2026, le giocatrici dell’Iran restano immobili: lo sguardo fisso, le labbra serrate, nessun canto.

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Arrestato in Iran lo sceneggiatore Mehdi Mahmoudian

Neon

(ilfattoquotidiano.it, 2 febbraio 2026)

Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore di Un semplice incidente di Jafar Panahi – vincitore della Palma d’Oro a Cannes e candidato a due premi Oscar, Miglior sceneggiatura originale e Miglior film internazionale –, è stato arrestato a Teheran dopo aver firmato una dichiarazione che condanna le azioni di Ali Khamenei, leader della Repubblica islamica dell’Iran.

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Iran: il rapper Toomaj Salehi scarcerato dopo più di un anno

(ilpost.it, 20 novembre 2023)

Sabato il rapper iraniano Toomaj Salehi, che era stato arrestato nell’ottobre dello scorso anno per aver sostenuto le proteste seguite alla morte di Mahsa Amini, è stato liberato su cauzione. Nello stesso giorno in cui è stata pagata la cauzione, la Corte Suprema (la massima autorità giudiziaria dell’Iran) ha respinto la sentenza con cui lo scorso luglio Salehi era stato condannato a sei anni e tre mesi di carcere e ha ordinato la sua liberazione.

Ph. Teresa Suarez / Epa-Efe – Shutterstock

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Iran, la matita della rivoluzione

di Marta Allevato (agi.it, 13 gennaio 2023)

La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, precipita al suolo perdendo una scarpa in volo fino a raggiunge il defunto dittatore libico, Muammar Gheddafi, già affondato in una pozza di sangue. La scena è disegnata dal più celebre vignettista iraniano, Mana Neyestani, ed è stata scelta per la copertina della prima rivista pubblicata in Francia dalla diaspora per raccontare, in tempo reale, le proteste in corso da 4 mesi in Iran e che molti già descrivono come la “rivoluzione” che porterà alla fine della Repubblica islamica.

neyestanimana via Instagram

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Dovremmo togliere Twitter a tutti i Capi di Stato?

(ilpost.it, 7 febbraio 2021)

È passato quasi un mese da quando il 9 gennaio Twitter aveva deciso di rimuovere il profilo del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in seguito ad alcuni suoi tweet che legittimavano l’attacco del 6 gennaio al Congresso. La decisione di Twitter ha fatto riemergere un dibattito che va avanti da tempo sui rischi che i social network diventino veicoli di propaganda politica, soprattutto se usati da politici di alto livello in maniera eccessiva e con toni aggressivi. Farhad Manjoo, editorialista del New York Times, si è chiesto se non sia più opportuno che a tutti i politici, e in particolare ai Capi di Stato e di governo, venga proibito l’utilizzo dei social network.

Afp
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