L’Iran ha pareggiato 2-2 con la Nuova Zelanda nella sua prima partita in vista dei Mondiali del 2026. Elijah Just ha segnato sia nel primo sia nel secondo tempo per i neozelandesi, mentre Ramin Rezaeian ha accorciato le distanze per l’Iran.
di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 11 giugno 2026)
Omar Abdulkadir Artan era arrivato a Miami con un visto valido e una convocazione ufficiale della Fifa. A quarantadue anni, dopo aver arbitrato la Coppa d’Africa e le qualificazioni mondiali, stava per diventare il primo somalo a dirigere una partita dei Mondiali 2026.
Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.
Negli ultimi giorni è diventato molto popolare sui social un video in cui il sindaco di New York, Zohran Mamdani, risponde a una serie di domande su quale sia il suo calciatore africano preferito, rivelando una conoscenza insolitamente approfondita (per un politico, e soprattutto per uno statunitense). In realtà Mamdani ha parlato più volte della sua passione per il calcio, e in particolare del suo tifo per l’Arsenal, una nota squadra di Londra, oltre ad aver fatto di questo sport una componente importante delle sue campagne politiche.
di Giulia Belardelli (huffingtonpost.it, 5 dicembre 2025)
I Mondiali del 2026 saranno lo specchio di Donald Trump: mastodontici, autocelebrativi, divisivi. La cerimonia per il sorteggio della fase a gironi offre un assaggio: dall’apertura affidata al Nessun dorma di Andrea Bocelli (uno dei preferiti del presidente) alla chiusura con i Village People (con il loro Y.M.C.A., diventato inno Maga), passando per il conferimento di un premio (Fifa Peace Prize – Football Unites the World) inventato apposta per lui, per lenire la delusione del mancato Nobel per la Pace.