Archivi tag: sportwashing

I tifosi professionisti del Qatar

Ph. Dean Rutz / The Seattle Times

di Salvatore Riggio (corriere.it, 28 giugno 2026)

Il verdetto del campo è stato netto: il Qatar ha salutato il Mondiale senza lasciare tracce memorabili. Eppure, restano le polemiche e questa volta il pallone non c’entra. A infiammare il post-partita ci ha pensato la stampa britannica, sollevando perplessità attorno a una presunta operazione di «tifo organizzato a tavolino» per l’ultima sfida del girone contro la Bosnia a Seattle.

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Egitto-Iran: a Seattle il primo Pride Match Day

Ph. Alika Jenner / Nwsl via Getty Images

di Giuseppe Acconcia (huffingtonpost.it, 26 giugno 2026)

È tutto pronto per uno degli eventi più attesi del Mondiale di calcio 2026: il primo “Pride Match” nella storia della popolare competizione, che si terrà sabato 27 giugno a Seattle. Ma a rendere l’evento davvero memorabile è lo scontro sportivo tra due Paesi – Egitto e Iran – che di diritti Lgbtq+ e non solo non vogliono proprio sentirne parlare.

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Dietro la qualificazione dell’Uzbekistan ai Mondiali di calcio

Ph. Fatemeh Bahrami / Anadolu via Getty Images

di Valerio Moggia (ilpost.it, 17 giugno 2026)

Insieme con Giordania, Curaçao e Capo Verde, l’Uzbekistan è una delle quattro Nazionali che quest’anno giocano i loro primi Mondiali maschili di calcio, e il primo Paese dell’Asia Centrale a riuscirci. È anche una delle tre Nazionali arrivate ai Mondiali con un allenatore italiano.

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Mondiali 2026: tra calcio e geopolitica

Ph. Al Drago / Bloomberg

(adnkronos.com, 11 giugno 2026)

Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.

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Dal Duce all’emiro: breve storia dello sportwashing

Ph. Sven Simon / Imago

di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)

Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.

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Infantino alla Casa Bianca: lo status politico globale del numero uno del calcio

David Sacks via X

di Paolo Tomaselli (corriere.it, 20 novembre 2025)

Sono trascorsi 3 anni da quel monologo di 61 minuti, alla vigilia del Mondiale in Qatar, con il quale Gianni Infantino entrò sulla scena della politica internazionale: «Oggi mi sento qatarino, arabo, africano, gay, disabile, mi sento un lavoratore migrante». Eppure la sua raccomandazione più accorata, in quel discorso che spaziava dal bullismo subìto da bambino figlio d’immigrati in Svizzera fino all’ipocrisia dell’Europa neocolonialista, era di segno opposto: «Pensate solo al calcio, please, please, please».

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C’è chi dice no: le calciatrici spagnole si oppongono alla Supercoppa in Arabia Saudita

Ph. Álex Caparrós / Uefa – Getty Images

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 31 gennaio 2025)

«Quello che so dell’Arabia Saudita è che la condizione delle donne non è molto tutelata. C’è ancora tanta strada da fare, e quindi non so se mi sentirei a mio agio a giocare lì». Il messaggio apparso sui social è firmato dalla centrocampista del Barcellona Aitana Bonmatí, la calciatrice più forte al mondo. La sua posizione è stata condivisa da altre colleghe: non sono favorevoli al trasferimento della Supercoppa spagnola in terra saudita – ipotesi al vaglio – e a motivare la loro decisione sarebbe anche l’imbarazzo di esibirsi in un luogo in cui delitti d’onore e molestie ai danni delle donne sono all’ordine del giorno.

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Panem et circenses: i Talebani puntano tutto sul cricket

di Edoardo Giribaldi (huffingtonpost.it, 28 febbraio 2024)

A partire dal loro ritorno al potere, datato agosto 2021, i Talebani hanno esplicitato l’intenzione di trasformare l’Afghanistan in una potenza mondiale del cricket, con progetti ambiziosi per la costruzione di stadi all’avanguardia, capaci e rilevanti al punto di ospitare prestigiose partite internazionali. Il quadro dipinto dall’Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell’Afghanistan dal ritorno dei Talebani è drammatico: 28,3 milioni di persone, corrispondenti a due terzi della popolazione afghana, avevano, nel 2023, imminente necessità di assistenza umanitaria.

Afp

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Le star del calcio con un pallone insanguinato: i murales (poi rimossi) che condannano l’Arabia Saudita

(milano.corriere.it, 19/21 settembre 2023)

Lo street artist aleXsandro Palombo è tornato a “colpire” a Milano con una serie di murales allo stadio Meazza, ma anche in altri punti della città, per denunciare la violazione di diritti umani in Arabia Saudita, dove a tenere banco è però lo sport grazie all’arrivo di diversi calciatori europei sensibili ai petroldollari. Welcome to Saudi Arabia, il provocatorio slogan di Palombo.

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In Bielorussia il calcio è diventato uno strumento di protesta contro il regime

di Valerio Moggia (linkiesta.it, 7 gennaio 2023)

Una lista di proscrizione di quarantanove nomi, tutti dissidenti politici secondo l’accusa del governo. Tutti calciatori. È l’ultima trovata del regime di Aljaksandr Lukashenko per reprimere il dissenso in Bielorussia: gli atleti inclusi nella lista non potranno più giocare nei club locali né essere convocati in Nazionale, segnala il giornalista Tadeusz Giczan. Di fatto, le loro carriere sono finite, a meno di non abbandonare il Paese e trovare un ingaggio all’estero.

Ap / LaPresse

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