Non sarà la rivincita della Guerra delle Malvinas. Sarà la rivincita dei quarti di finale di Messico 1986, la battaglia dell’Azteca, la Mano de Dios – che poi era la mano di Maradona – e il gol più straordinario della storia del calcio.
di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)
Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.
Si può ragionare da atei nella Chiesa del «D10s», dove tutti, dal sagrestano all’ultimo dei chierichetti, idolatrano un uomo che non solo stupiva con le sue magie sul campo ma distribuiva ai devoti la tanto agognata prospettiva di un riscatto e di estasi, mettendoli al centro del mondo e dalla parte giusta della Storia? È difficile se non impossibile, soprattutto quando nei coccodrilli mainstream di Diego Armando Maradona il suo flirtare con il comunismo, la sua frequentazione sbandierata con i Fidel Castro o gli Hugo Chavez, viene declassato con paternalismo e scherno, come se fosse un vizio paragonabile alla sua dipendenza dalla coca, a una perversione la cui natura sfugge al calcolo.