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Per gli atleti dell’Iran separare lo sport dalla politica è impossibile

Ph. Nadia Mèndez / Getty Images

di Tamara Davison (wired.it, 21 giugno 2026)

La Nazionale di calcio maschile dell’Iran ha esordito ai Mondiali 2026 in un contesto particolarmente turbolento: un accordo per mettere fine a mesi di guerra – la cui tenuta è però tutta da verificare –, una sistemazione insolita in Messico dopo che gli Stati Uniti hanno impedito alla squadra di restare sul territorio americano tra una partita e l’altra, e un clima d’incertezza politica che ormai si è esteso all’intera scena internazionale.

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L’Iran non perdona alla Francia la Palma d’Oro alla resistenza di Jafar Panahi

di Adalgisa Marrocco (huffingtonpost.it, 28 maggio 2025)

Un premio, un plauso istituzionale via social, poi lo strappo diplomatico. La vittoria del regista irananiano Jafar Panahi a Cannes, dove ha conquistato la Palma d’Oro con It was just an accident, si è rapidamente trasformata in un caso politico, accendendo un nuovo fronte di tensione tra Parigi e Teheran.

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Cannes: intervista a Mohammed Rasoulof, in fuga da Teheran

di Arianna Finos (repubblica.it, 24 maggio 2024)

La sua presenza è stata incerta fino all’ultimo, ma Mohammed Rasoulof è arrivato a Cannes due giorni fa, e ora è qui, sulla Terrazza del Festival, al Palais, nel giorno in cui il suo The seed of the sacre fig (Il seme del fico sacro) passa in concorso e uscirà in Italia distribuito da Lucky Red e Bim. Rasoulof si sofferma a parlare, sotto il Sole, con intellettuali e amici dissidenti che sono venuti per incontrarlo. Più tardi, all’incontro con i fotografi, mostrerà le foto delle attrici del film.

Ph. Sameer Al-Doumy / Afp

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Due sorelle afghane sfidano i talebani, le loro canzoni diventano un movimento

di Caterina Soffici (lastampa.it, 10 marzo 2024)

Cantano per la libertà, sfidando i talebani con l’unica cosa che hanno: la forza della loro voce. Recluse in casa sotto il burqa, sotto una gabbia di stoffa soffocante, due sorelle afghane hanno iniziato a cantare in segno di protesta contro tutte le limitazioni imposte alle donne dopo il ritiro delle truppe americane nel 2021. Il loro canto è diventato virale sui social, il mondo come palcoscenico.

Ph. Kawoon Khamoosh / Bbc

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Iran, la matita della rivoluzione

di Marta Allevato (agi.it, 13 gennaio 2023)

La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, precipita al suolo perdendo una scarpa in volo fino a raggiunge il defunto dittatore libico, Muammar Gheddafi, già affondato in una pozza di sangue. La scena è disegnata dal più celebre vignettista iraniano, Mana Neyestani, ed è stata scelta per la copertina della prima rivista pubblicata in Francia dalla diaspora per raccontare, in tempo reale, le proteste in corso da 4 mesi in Iran e che molti già descrivono come la “rivoluzione” che porterà alla fine della Repubblica islamica.

neyestanimana via Instagram

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Iran, le star di Hollywood si mobilitano

di Barbara Berti (luce.lanazione.it, 7 gennaio 2023)

Mentre le star di Hollywood continuano la mobilitazione per sostenere il popolo iraniano, nel Paese le violenze non accennano a diminuire. Tanto che, nelle ultime ore, sono stati impiccati altri due uomini. Cate Blanchett, Jason Momoa, Samuel L. Jackson, Jada Pinkett Smith e Bryan Cranston sono tra gli oltre 50 attori e rappresentanti dell’industria dell’intrattenimento mondiale scesi in campo per sostenere pubblicamente la campagna che chiede di porre fine alle esecuzioni capitali di manifestanti anti-regime in Iran.

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