Archivi tag: Charlie Kirk

La guerra santa di Trump

di Maria Laura Rodotà (lastampa.it, 7 marzo 2026)

Non c’è di meglio, mentre ti accusano di aver stuprato una tredicenne e di averla pure menata, mentre scateni guerre, che mostrare persone di fede mentre pregano per te. Non in chiesa, nello Studio Ovale. Con una classica coreografia cristiana fondamentalista, tanti pastori abbastanza famosi, disposti in cerchio a favore di telecamere, rivolti verso il presidente.

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Kimmel, Cooper, Colbert e gli altri: giro di vite sui nemici di Trump

Cbs

di Martino Mazzonis (huffingtonpost.it, 18 febbraio 2026)

In principio fu Jimmy Kimmel, poi vennero tutti gli altri. Le pressioni sul mondo dell’informazione da parte dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati, spesso miliardari e padroni di media, si fanno asfissianti. Sembra passato molto tempo, ma sono passati pochi mesi.

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La protesta non passa più da Hollywood ma dal country su TikTok

Ph. Christopher Polk

di Benedetta Grasso (linkiesta.it, 15 gennaio 2026)

Per chi era più o meno giovane nel marzo del 2003, ci fu una sorta di momento di spaccatura nella musica country americana, quando le Dixie Chicks (ora Chicks) criticarono apertamente la scelta di George W. Bush di dichiarare la guerra. Lontani erano i tempi di Pete Seeger, Phil Ochs o ovviamente Bob Dylan, che è emblematico nell’eludere definizioni.

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Il gruppo di influencer trumpiani che vuole normalizzare il nazismo in America

Ap / LaPresse

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 27 gennaio 2026)

Nell’America che spara ai suoi cittadini è in atto un tentativo di normalizzazione del nazismo. Non si tratta di reductio ad Hitlerum, quella per la quale è nazismo qualsiasi cosa più a destra di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, ma di un fenomeno che da tempo ha preso piede nella società statunitense.

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Il ruolo di un videogioco di conquista nell’immaginario alt-right

Paradox Interactive

di Alessandro Zampini (ilpost.it, 24 gennaio 2026)

Quando fu nominato segretario alla Difesa da Donald Trump, Pete Hegseth fu oggetto di estese attenzioni e polemiche sia per il suo passato di dichiarazioni controverse ed estremiste, sia per i suoi tatuaggi, che riprendono motti religiosi e patriottici legati a posizioni islamofobe e ai movimenti neonazisti.

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I meme di estrema destra

TikTok

(ilpost.it, 24 dicembre 2025)

Quando, nel 2015, l’allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump pubblicò un meme con Pepe the Frog, pochi presero sul serio il fatto che il fumetto di una rana antropomorfa potesse essere utilizzato per veicolare temi cari al suprematismo bianco. Da mesi i social network si stavano riempiendo di questa rana vestita da nazista, o con i baffi di Adolf Hitler, o incappucciata come un membro del Ku Klux Klan.

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Il Regno Unito vuole spegnere Grok, il Pentagono lo adotta come chatbot ufficiale

di Velia Alvich (corriere.it, 13 gennaio 2026)

Sono giorni di alti e bassi per Grok e per il suo “papà” Elon Musk. I picchi li sta raggiungendo negli Stati Uniti, nuova patria di elezione del miliardario sudafricano (naturalizzato americano), dove negli ultimi giorni sembra si stia verificando un riavvicinamento al governo con il quale aveva litigato a maggio del 2025.

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Il discorso di Natale alternativo di Jimmy Kimmel

Channel 4

(ansa.it, 26 dicembre 2025)

Il noto comico americano della notte Jimmy Kimmel, in un discorso trasmesso ieri sul canale televisivo britannico Channel 4, ha affermato che il 2025 è stato, «da un punto di vista fascista», un «anno molto buono» negli Stati Uniti. «Onestamente, non credo di avere la minima idea di cosa stia succedendo qui da voi, ma so invece cosa sta succedendo da noi, e posso dirvi che, da un punto di vista fascista, è stato un anno molto positivo», ha dichiarato all’inizio del suo discorso.

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Nicki Minaj è la nuova icona dei trumpiani

Ph. Caylo Seals / Getty Images

di Paolo Armelli (wired.it, 22 dicembre 2025)

Nicki Minaj non è nuova a fare notizia (nel 2019 aveva pure dichiarato di volersi ritirare, cosa che evidentemente non ha fatto), ma questa volta molti sostengono la stia facendo per tutti i motivi sbagliati. La rapper e musicista è nota per il suo temperamento incandescente, le sue esternazioni roboanti, e le sue idee un po’ ingenue e un po’ controcorrente.

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L’arco di trionfo di Washington, specchio dell’ego monumentale di Trump

Ph. John McDonnell / Associated Press

di Giovanni Cortesi (linkiesta.it, 17 ottobre 2025)

«Ne abbiamo varie versioni, di dimensioni diverse. Small, medium and large». Piccolo, medio e grande, dice Donald Trump. «E ovviamente il più grande è il migliore», aggiunge fra le risate del pubblico. Ma non si riferisce alle dimensioni dell’ultimo modello di orologio col suo brand.

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