Archivi tag: Jeffrey Epstein

La guerra di Trump ai media è finita in un pantano

Ph. Rod Lamkey Jr. / Ap

di Ugo Barbàra (agi.it, 1° agosto 2026)

Dopo aver ottenuto importanti accordi extragiudiziali nelle cause contro Abc e Cbs, l’offensiva legale del presidente degli Usa Donald Trump contro i media sta incontrando una forte opposizione nei tribunali che continuano a tutelare la libertà di stampa.

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I fratelli Tate, troppo trumpiani anche per Trump

Getty Images

di Carlo Calabrò (huffingtonpost.it, 21 luglio 2026)

Sfuggiti a un lento processo in Romania anche grazie alle pressioni del governo Trump, secondo ricostruzioni mai smentite dal Dipartimento di Stato, i fratelli influencer Andrew e Tristan Tate adesso rischiano che la stessa amministrazione Trump autorizzi la loro estradizione verso il Regno Unito, dopo l’arresto a Miami, in Florida.

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Anche il regista di “Melania” è negli Epstein files

Brett Ratner via Instagram

di Antonella Zangaro (ilfattoquotidiano.it, 8 febbraio 2026)

Cinquemilatrecento volte Trump: gli Epstein files, con foto e citazioni, stanno stringendo il cerchio intorno alla coppia presidenziale americana, sempre più incalzata e costretta a dover rispondere, smentire e spiegare la natura della relazione avuta con un’altra coppia, quella (sordida) composta da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell.

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Bad Bunny al Super Bowl 2026, un atto gioioso di resistenza anti-Trump

Ph. Kevin Mazur / Getty Images

di Michelle Ruiz (vanityfair.it, 9 febbraio 2026)

Fin dall’inquadratura d’apertura, con l’erba alta a velare i posti in tribuna da milioni di dollari della Levi’s Arena, era chiaro che non eravamo più a Santa Clara. Bad Bunny più che condurre l’halftime show del Super Bowl se l’è portato in viaggio nella sua Porto Rico: si è insinuato danzando tra i campi di canna da zucchero, ha afferrato una piragua, ha costeggiato un gruppetto di abuelos intenti a giocare a domino, fino a sbucare in una fiesta pulsante e febbrile, lanciata su uno dei suoi pezzi più iconici, Yo perreo sola.

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Grammy Awards versione anti-Ice, Trump contro il presentatore

(agi.it, 2 febbraio 2026)

Chi si aspettava una serata di sola musica sarà rimasto deluso. Questa volta le politiche del presidente americano Donald Trump, comprensive della questione immigrazione e delle violenze dell’Ice, hanno fatto una pesante irruzione nella serata di Los Angeles dedicata ai Grammy Awards, gli Oscar americani per la musica.

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Il gruppo di influencer trumpiani che vuole normalizzare il nazismo in America

Ap / LaPresse

di Antonio Pellegrino (linkiesta.it, 27 gennaio 2026)

Nell’America che spara ai suoi cittadini è in atto un tentativo di normalizzazione del nazismo. Non si tratta di reductio ad Hitlerum, quella per la quale è nazismo qualsiasi cosa più a destra di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, ma di un fenomeno che da tempo ha preso piede nella società statunitense.

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Hollywood si fa (più o meno) politica ai Golden Globe 2026

Ph. Michael Tran / Getty Images

di Savannah Walsh (vanityfair.it, 12 gennaio 2026)

Ai Golden Globe 2026, i creativi che hanno realizzato il Miglior film in lingua non inglese dell’anno, L’agente segreto, hanno dichiarato che «questo è un momento molto importante» per fare cinema. Stephen Graham di Adolescence ha concluso il suo discorso di accettazione per il premio al Miglior attore in una miniserie citando One Love di Bob Marley.

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La monarchia in America

Ph. Jonathan Simcoe / Unsplash

di Christian Rocca (linkiesta.it, 29 dicembre 2025)

La repubblica americana è nata duecentocinquanta anni fa, il 4 luglio 1776 e, nonostante la terribile guerra civile della seconda metà dell’Ottocento, non ha mai sentito il bisogno di passare a una seconda, terza, quarta, quinta repubblica, com’è capitato in molti meno anni alle democrazie europee come Italia e Francia. Duecentocinquanta anni di Stati Uniti d’America e duecentocinquanta anni di un’unica repubblica.

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Trump sulla sua portavoce: “È diventata una star, con quelle labbra”

Ph. Evan Vucci / Ap

(huffingtonpost.it, 6 agosto 2025)

«Sono quelle labbra, il modo in cui si muovono. Si muovono come una mitragliatrice». L’ha detto Donald Trump, settantanovenne presidente degli Stati Uniti, riferendosi a Karoline Leavitt, la sua addetta stampa ventisettenne. L’ha affermato durante un’intervista con Rob Finnerty su Newsmax.

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Il Trump di Rozzano

LaPresse

di Guia Soncini (linkiesta.it, 5 dicembre 2024)

«Comportarsi da bulli aiuta nella vita, anche se ha un prezzo. Davanti ai bulli si tace, si sopporta o ci si inchina. Quasi mai, però[,] li si ama. Arrivano alla pancia. Non al cuore». È la chiusa del corsivo dell’altro ieri di Massimo Gramellini, forse articolo vincitore del premio “Capire meno il mondo” 2024, un anno nel quale c’è stata tesa competizione per il trofeo. Ma lunedì, davanti alla prima pagina del Corriere, ho avuto quel friccico che si ha di fronte alla vera incomunicabilità, ai capelli che fanno male, ai croccantini di Pavlov fuoriusciti dalla ciotola.

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