Archivi tag: Kendrick Lamar

Bad Bunny al Super Bowl 2026, un atto gioioso di resistenza anti-Trump

Ph. Kevin Mazur / Getty Images

di Michelle Ruiz (vanityfair.it, 9 febbraio 2026)

Fin dall’inquadratura d’apertura, con l’erba alta a velare i posti in tribuna da milioni di dollari della Levi’s Arena, era chiaro che non eravamo più a Santa Clara. Bad Bunny più che condurre l’halftime show del Super Bowl se l’è portato in viaggio nella sua Porto Rico: si è insinuato danzando tra i campi di canna da zucchero, ha afferrato una piragua, ha costeggiato un gruppetto di abuelos intenti a giocare a domino, fino a sbucare in una fiesta pulsante e febbrile, lanciata su uno dei suoi pezzi più iconici, Yo perreo sola.

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Dieci anni fa “To Pimp a Butterfly” rese Kendrick Lamar il rapper più importante della sua generazione

Universal

(ilpost.it, 16 marzo 2025)

Quando uscì, tra il 15 e il 16 marzo del 2015, dieci anni fa, To Pimp a Butterfly sembrò da subito qualcosa di monumentale, e nel giro di poco tempo fu chiaro che il terzo disco di Kendrick Lamar avrebbe avuto un impatto sulla cultura popolare afroamericana e globale come pochi altri nella storia dell’hip hop. Ancora oggi è ricordato come un disco d’importanza seminale sia dal punto di vista musicale sia da quello politico, avendo incarnato e ispirato una parte delle istanze emerse in un periodo di grande centralità globale per le questioni razziali negli Stati Uniti.

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Mete, fischi e politica: Philadelphia rovina il Super Bowl dei Maga

Ph. Patrick Smith – Getty Images

di Paolo Mastrolilli (repubblica.it, 10 febbraio 2025)

Samuel Jackson vestito da Zio Sam, personificazione dell’America, che rimprovera il rapper Kendrick Lamar perché il suo show all’intervallo del Super Bowl è “too ghetto”, una roba troppo da cultura nera dei quartieri emarginati. Sarebbe bello poter guardare una partita di football solo per il suo valore agonistico, ma se è vero che lo sport è una metafora della vita, è impossibile che la vita non s’impicci dello sport.

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Beyoncé ha concesso “Freedom” per la campagna di Kamala Harris

Ph. Kevin Winter / Getty Images

a cura di Eleonora Di Nonno (fanpage.it, 23 luglio 2024)

La campagna elettorale di Kamala Harris ha una colonna sonora: Freedom. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Beyoncé ha dato il via libera alla vicepresidente di utilizzare il brano durante la campagna elettorale. Il video del primo comizio della Harris sulle note della canzone della pop star è diventato in breve tempo virale sui social.

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La vera lezione di “Cowboy Carter” di Beyoncé

di Patrizio Ruviglioni (vanityfair.it, 31 marzo 2024)

E no, nonostante i vari avvisi all’ingresso – o forse sono stati messi proprio per questo, per creare aspettative – non sarà mai una scelta come tante, quella di Beyoncé di realizzare un disco country come il nuovo Cowboy Carter. Ok, l’album in questione è la “seconda parte” di Renaissance (2022) – quasi il suo “negativo” fotografico: sulla prima copertina sedeva su un cavallo argentato, ora in una foto identica è su un esemplare bianco, con bandiera degli Stati Uniti e abbigliamento, a modo suo, da rodeo al seguito – ma la presa di posizione è più fragorosa di prima.

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Rap, rivendicazioni e nostalgie: il grande paradosso del Super Bowl

di Sebastiano Pucciarelli / Tv Talk (huffingtonpost.it, 15 febbraio 2022)

Il Super Bowl è il grande paradosso dello spettacolo occidentale: la finale del campionato di football americano è l’evento televisivo più visto in assoluto, ma da decenni viene seguito più per le esibizioni musicali (e le pubblicità prodotte ad hoc) che per la partita. La voglia e la pazzia di snobbare il piatto principale per abbuffarsi di stuzzichini. Parliamo di un grande buffet per telespettatori, sempre intorno ai 100 milioni (da noi 336.000 nottambuli per un 6.9% di share su Rai 1, imprecisati su Dazn), e una pacchia per gli sponsor, che quest’anno pagavano 30 secondi di pubblicità anche 7 milioni di dollari. Il concerto nell’intervallo ne è costati tra i 15 e i 17. Biglietti a 3mila dollari e stadio finalmente pieno dopo la capienza più che dimezzata nel 2021, causa pandemia.

Ph. Kevin C. Cox / Getty Images

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In questo decennio violento e razzista la black music ci ha insegnato a lottare

di Kristin Corry (vice.com, 4 dicembre 2019)

Per tutto il decennio passato, l’America è stata divisa in due. Con Barack Obama è arrivata l’idea di un’utopia “post-razziale”, utopia che abbiamo visto crollare nel 2015 quando Donald Trump ha annunciato la candidatura a presidente. To pimp a butterfly di Kendrick Lamar, pubblicato tre mesi prima della discesa in campo di Trump, era un lamento per la posizione ambigua della nazione a quella divisione.Beyonce-Formation Continua la lettura di In questo decennio violento e razzista la black music ci ha insegnato a lottare →

La musica (nera) racconta l’America

di Matteo Persivale («Corriere della Sera», 10 maggio 2018)

“This is America”, questa è l’America. L’America dove, dice l’ultimo sondaggio, la maggioranza crede che l’indagine su Trump e la Russia sia politicamente motivata (come dice il presidente) nonostante ci siano già 23 incriminazioni e 5 ammissioni di colpevolezza. L’America dove il nuovo presidente smonta pezzo a pezzo l’eredità del suo predecessore — sanità, tasse, emissioni, Iran — per cancellare Obama se non proprio dai libri di Storia almeno dalla vita quotidiana dell’America, come se la sua presidenza non fosse mai avvenuta.Beyonce_Lemonade Continua la lettura di La musica (nera) racconta l’America →