Archivi tag: George Floyd

“The Boys”, il modo più divertente per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 16 aprile 2026)

Di tutte le prese per il culo dell’America trumpista, la più riuscita, ironica, sboccata e al tempo stesso adrenalinica non è una stand-up comedy, né un late show alla Jimmy Kimmel, ma una serie tv di supereroi. Si chiama The Boys e chi si è perso le quattro stagioni passate farà bene a recuperarle in fretta, perché la quinta nonché ultima, in streaming da alcuni giorni, non lascerà delusi i fan, a detta dei recensori che hanno visto in anteprima sette degli otto episodi (l’ultimo resta top secret anche per loro).

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“Strange Days” aveva già detto tutto sul nostro futuro

Lightstorm Entertainment / 20th Century Fox

di Giulio Zoppello (wired.it, 13 ottobre 2025)

Strange Days dopo trent’anni rimane uno dei momenti cinematografici più importanti degli anni Novanta. Kathryn Bigelow, in quel giro di boa del decennio, ci regalò un sontuoso affresco distopico, un’istantanea perfetta di ciò che sarebbe stato il nostro mondo da quel momento in poi.

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Il discorso di Jaylen Brown sul clima, e gli atleti italiani

Ph. Charles Krupa / Ap

di Fabrizio Fasanella (linkiesta.it, 12 giugno 2025)

Gli atleti professionisti italiani, tolta qualche eccezione, sono spesso avulsi dalla realtà. Vivono in un mondo parallelo che noi, il pubblico, continuiamo a giustificare e proteggere, pensando che il loro ruolo nella società debba limitarsi al campo da gioco. Gli Stati Uniti hanno tanti difetti, ma il loro sistema sportivo non è inserito in un cassetto d’oro chiuso a chiave e separato da tutto il resto.

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Come l’ossessione di Trump per “Y.M.C.A.” ha distrutto i Village People

Ph. Alex Brandon / Ap

di Savannah Walsh (vanityfair.it, 20 gennaio 2025)

Nell’ottobre del 2020, appena guarito dal Covid, Donald Trump aveva alzato i pugni in aria, esultando per la propria guarigione sul palco di un comizio politico in Florida sulle note di Y.M.C.A., la hit del 1978 dei Village People, davanti a un mare di cappellini rossi. Pur trattandosi di un momento di festa per Trump, le sue mosse nel mezzo della pandemia furono criticate da alcuni, tra cui Don Lemon della Cnn, che disse: «Non importa quante volte vada ai comizi e balli sulle note dei Village People… adesso se la spassa ballando sulle tombe di 215mila americani. Ballando».

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Trump ha finto l’endorsement di Taylor Swift

Donald J. Trump via Truth

(ilpost.it, 20 agosto 2024)

Domenica 18 agosto l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo social network Truth quattro immagini realizzate con un software di Intelligenza Artificiale che lasciavano intendere che Taylor Swift, la cantante più famosa e influente al mondo, avesse appoggiato la sua candidatura per le elezioni presidenziali del prossimo novembre.

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Beyoncé ha concesso “Freedom” per la campagna di Kamala Harris

Ph. Kevin Winter / Getty Images

a cura di Eleonora Di Nonno (fanpage.it, 23 luglio 2024)

La campagna elettorale di Kamala Harris ha una colonna sonora: Freedom. Secondo quanto riportato dalla Cnn, Beyoncé ha dato il via libera alla vicepresidente di utilizzare il brano durante la campagna elettorale. Il video del primo comizio della Harris sulle note della canzone della pop star è diventato in breve tempo virale sui social.

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È sbagliato dare a una nuova specie il nome di una persona?

(ilpost.it, 3 giugno 2023)

Nell’aprile del 2022 l’entomologo statunitense Derek Hennen descrisse in un articolo scientifico pubblicato insieme a due suoi colleghi diciassette nuove specie di millepiedi del genere Nannaria (detti anche “millepiedi dagli artigli ritorti”) scoperte nella catena montuosa degli Appalachi, nella parte orientale dell’America del Nord. Nel dare un nome a due nuove specie da lui scoperte Hennen s’ispirò al nome di sua moglie Marian per una delle due (Nannaria marianae) e a quello della cantautrice Taylor Swift, di cui è un grande fan, per l’altra specie (Nannaria swiftae).

Ph. Seth Wenig / Ap – Wikimedia

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Sfidare Topolino è un affare pericoloso

(ilpost.it, 27 aprile 2023)

Disney, la più grande azienda dell’intrattenimento al mondo, ha fatto causa mercoledì al governatore della Florida Ron DeSantis, probabile candidato alle primarie Repubblicane per la presidenza degli Stati Uniti. La citazione in giudizio, che definisce alcune scelte dell’amministrazione di DeSantis una «ritorsione politica contro l’azienda», s’inserisce in uno scontro fra Disney e il governo della Florida che dura da oltre un anno e su cui DeSantis ha provato a costruirsi l’immagine di “uomo forte” della destra americana.

Ph. Sean Rayford / Getty Images

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La rinascita del mito dell’Uomo Alfa in un’ondata (social) di Musk-olinità tossica

di Eugenia Nicolosi (alfemminile.com, 8 dicembre 2022)

La ricerca I ragazzi e il cyber bullismo, fatta da Ipsos per Save the Children, fotografa i social network come “la modalità d’attacco preferita dai cyber bulli”. Sì, perché la possibilità di dire o scrivere apertamente ciò che si pensa al riparo di uno schermo solletica la natura violenta (e misogina e razzista) di persone codarde e che hanno la tendenza a comportarsi da bulle.

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La protesta arriva al Mondiale: gli iraniani non cantano l’inno, gli inglesi s’inginocchiano

(agi.it, 21 novembre 2022)

Primo gesto di protesta della nazionale iraniana ai mondiali in Qatar: nessuno degli 11 giocatori in campo ha cantato l’inno prima della partita di esordio contro l’Inghilterra. Si tratta di una chiara espressione di solidarietà della squadra con le proteste in corso nel Paese da oltre due mesi per chiedere maggiori libertà e la fine della Repubblica islamica.

Getty Images

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