Villa Certosa, l’enorme e lussuosa residenza in Sardegna dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sarà venduta alla famiglia reale del Qatar. È stata per anni al centro della cronaca politica estiva, italiana e non solo.
Negli ultimi anni negli Stati Uniti molti imprenditori del settore tecnologico si sono spostati a destra, sostenendo sempre più apertamente il presidente Donald Trump e il suo movimento politico. Alcuni di loro – come Elon Musk – l’hanno fatto in modo molto rumoroso, mentre per altri, come Mark Zuckerberg (capo di Meta) e Jeff Bezos (fondatore di Amazon), è stato un processo più graduale.
di Antonella Zangaro (ilfattoquotidiano.it, 8 febbraio 2026)
Cinquemilatrecento volte Trump: gli Epstein files, con foto e citazioni, stanno stringendo il cerchio intorno alla coppia presidenziale americana, sempre più incalzata e costretta a dover rispondere, smentire e spiegare la natura della relazione avuta con un’altra coppia, quella (sordida) composta da Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell.
Il commento fa notizia il doppio, perché viene da uno dei più grandi sostenitori di Trump in Europa (e soprattutto delle posizioni di Trump sulla debolezza dell’Europa): Robert Fico, premier populista slovacco al quarto mandato, dodici anni di governo sempre più conservatore, si sarebbe detto «preoccupato per la salute mentale di Trump», che in un recente bilaterale a Mar-a-Lago avrebbe trovato «fuori di testa» e «pericoloso».
L’America di Donald Trump ha smesso di fare il poliziotto del mondo per trasformarsi nel gangster del mondo. Con buona pace dei fessi, anche italiani, che spiegavano che sarebbe stato un presidente pacifista e non guerrafondaio e che avrebbe meritato il Nobel per la Pace.
di Michele Mezza (huffingtonpost.it, 4 gennaio 2026)
La storia si fa nei resort. Da Sharm el-Sheikh, dove furono firmati gli accordi per una pace che non c’è a Gaza, ai saloni di Mar-a-Lago in Florida, da dove è stata monitorata l’irruzione americana a Caracas. Le sedi istituzionali sono il passato.
di Marta Tonti (huffingtonpost.it, 23 dicembre 2025)
«Questo è un elenco dinamico e potrebbe non soddisfare mai particolari standard di completezza. Puoi contribuire modificando la pagina per aggiungere gli elementi mancanti, con riferimenti a fonti affidabili». La curiosa apertura della pagina di Wikipedia dedicata all’«Elenco delle cose che prendono il nome da Donald Trump» apre una riflessione sull’ossessione del presidente americano: dare il suo nome a grattacieli, istituti, campi da golf e quant’altro, marchiando la storia d’America con il suo brand.
di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 3 ottobre 2025)
YouTube non ha mai pagato così bene nessuno dei suoi creator, altro che targa d’oro per il milione di iscritti. In settimana la principale piattaforma mondiale di condivisione video ha strappato un assegno da 24,5 milioni di dollari. Beneficiario: Donald Trump, il presidente degli Stati Uniti.
Da che mondo è mondo, una volta insediati, i presidenti americani amano personalizzare il proprio ufficio, lo Studio Ovale. Donald Trump non è stato da meno. Il problema è il risultato, che pare uscito da un episodio di Mtv Cribs.
Negli Stati Uniti, il presidente non è soltanto il capo del governo e il comandante in capo delle forze armate: è anche un cittadino libero di mantenere interessi economici privati. A differenza dei membri del gabinetto e degli alti funzionari federali, non è vincolato da regole stringenti sui conflitti d’interesse.